QUARTUCCIU: L’ADDIO DI DON CANNAVERA AL CARCERE MINORILE

Don Ettore Cannavera dopo 23 anni lascia il carcere minorile di Quartucciu.
Concordo pienamente con le dichiarazioni dell’ ormai ex cappellano del carcere minorile presente sul nostro territorio ( unico in Sardegna )
” Il carcere non ha una impostazione educativa , ma una impostazione contenitiva ”
Ha pienamente ragione , il ragionamento è da estendere a livello nazionale .
Per ascoltare le dichiarazioni di Don Cannavera minuto 10:00 dell’edizione del Tg regionale delle ore 14:00

http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/basic/PublishingBlock-c9be07a1-4453-4cfd-b296-30d47339bd1a.html#

Costo di gestione annuali? €.2.000.000
Pubblico il link dell’articolo da me scritto in seguito alla visita effettuata all’interno dell’istituto nell’autunno del 2013 , Bruno Flavio Martingano

http://civico5stelle.it/visita-al-carcere-minorile-di-quartucciu/

 

 

 

 

2012 AUGURI

 L’augurio per il nuovo anno è quello di porre la parola FINE.

FINE ad un film che parla di bellezza, e di onestà .

Un film che narra la storia di una comunità di Cittadini che si riappropria del proprio diritto-dovere di essere animali politici, di un gruppo di persone che a un bel momento decide che è arrivato il tempo di non perder più tempo dietro alle promesse vane del potente di turno.

E con un colpo di reni, e di umiltà, unisce le varie anime che ognuna per il proprio ambito, e per il proprio tema caro, ha costruito giorno per giorno un immaginario diverso di società. Il momento realmente complesso e incasinato, quello con più azione e le scene più pericolose del film, è quando i vari gruppi di cittadinanza attiva decidono di mettersi in ascolto, intorno a un tavolo, volendo rinunciare tutti al proprio bollino, al proprio simbolo e alla bella e luccicante bandierina.

Il momento del passaggio, delicato e complicatissimo, dalle parole ai fatti, dalle dichiarazioni alle azioni conseguenti…

Non osiamo svelarvi la fine di questo film, anche perché deve ancora essere girato.

Ci piace però gustarne i pezzi che raccontano delle tante cose già fatte, delle migliaia di progetti e pratiche quotidiane che incantano il pubblico in sala, e che dimostrano che il mondo si può cambiare proprio perché lo stiamo già facendo!

La bellezza del film, il suo fascino maggiore, è la mancanza di un regista, di uno sceneggiatore, delle comparse. Il senso stesso del film, e delle esperienze narrate, è proprio quello di dimostrare che ognuno dei partecipanti è, al tempo stesso, regista e sceneggiatore, protagonista e comparsa, attore e pubblico.

Crediamo che sia arrivato il momento di vedere come va a finire la storia, crediamo che ciascuno di noi debba sentirsi parte di un cambiamento che dal basso abbiamo in parte realizzato e che chiede il nostro protagonismo collettivo per travolgere le istituzioni nazionali.

Buon Anno a Tutti Noi.