NO SCORIE NUCLEARI

Parto da un dato di fatto incontrastabile.
La Sardegna non deve apparire nell’elenco delle regioni idonee ad ospitare il deposito unico dei rifiuti radioattivi e un impianto per lo smaltimento degli stessi.
Il Popolo Sardo ha espresso nel 2011 la “propria contrarietà all’installazione di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive.”
Onorevole lo ricorda ?
Ritiene veramente che dobbiamo supini offrirci ancora una volta come capro espiatorio sull’altare di un ipotetico interesse nazionale ?
Potrà, ancora una volta, ” l’interesse nazionale ” costituire un limite all’autonomia delle Regioni?
Il Deposito è un impegno da cui non ci si potrà svincolare.
Io non mi fido di quello che può rappresentare in futuro un business di milioni di euro.
Pensate veramente di poterci convincere che smaltire quasi 100.000 mc di scorie nucleari sul nostro territorio non rappresenti un pericolo per la nostra terra?
Per la nostra salute.
Ci considerate ignoranti al punto tale da non capire a quale catastrofe irreparabile andremmo incontro?
Sieti così sicuri che siamo disposti a venderci per qualche falsa promessa e che il ricatto occupazionale sia ancora un asso vincente da tirare fuori al momento opportuno dalla vostra manica?
Deve ricredersi e fare i conti con un Popolo tenace, orgoglioso e fiero.
Il Popolo Sardo è consapevole della propria responsabilità generazionale.
Onorevole Meloni non ci proponga di arrivare alla frutta. Il Popolo Sardo non ha fame, il Popolo Sardo ha sete di giustizia e sovranità.

Bruno Flavio Martingano

In risposta all’articolo . http://www.marcomeloni.eu/2015/03/26/deposito-delle-scorie-nucleari-in-sardegna-stop-ai-ciarlatani/

 

S.S.554 – ORA VI SPIEGO IL PERCHE’

I voti contrari sono stati 3 in totale dei presenti in aula.
Dopo aver seguito attentamente la discussione sono arrivato ad una conclusione diversa.

L’ oggetto del dibattito.

1 ) Le fasce di rispetto.
La fascia di rispetto stradale ha lo scopo di mantenere un’area utilizzabile per l’esecuzione di lavori, l’impianto di cantieri, l’eventuale allargamento della sede stradale e per evitare possibili pregiudizi alla percorribilità della via di comunicazione.
Era emersa in fase di dibattito la proposta di portare la distanza dal confine stradale a 20 metri nel tratto che verrà realizzato in prossimità dell’attuale zona industriale di Quartucciu. Di fatto questa scelta non può essere arbitrariamente decisa dal nostro comune, ma è regolamentata dagli articoli 16, 17 e 18, del D.LGT n. 285/1992 e dal Regolamento di attuazione articoli 26, 27 e 28, del DPR n. 495/1992.
Tradotto in Cittadinese.
Le strade sono classificate, riguardo alle loro caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali, nei seguenti tipi :
A Autostrade, B Strade extraurbane principali, C Strade extraurbane secondarie, D Strade urbane di scorrimento, E strade urbane di quartiere, F strade locali, F bis itinerari ciclopedonali.
Le fasce di rispetto POSSONO VARIARE da 40 a 30 o 20 metri in funzione della classificazione della strada e non dipende certamente dai suggerimenti di nessuna forza politica.

2) Complanare o svincolo
La complanare è la strada che affianca un’altra strada e ne segue l’andamento e ha la funzione di svincolo o raccordo.
Il comune ha deciso di prendere in carico questi svincoli, quindi la manutenzione, la segnaletica e l’illuminazione, riservandosi la facoltà di apportare delle varianti al progetto iniziale che possano favorire ulteriormente l’accesso alle attività produttive e ai privati che si affacciano sulla nuova 554 , evitando in qualche modo di subire inerme eventuali decisioni da parte dell’ANAS qualora dovesse risultare Ente titolare di queste strade.
Ricordiamoci cosa è successo nel 2013 a Monserrato quando l’Anas decise di chiudere con dei guardrail le vie di penetrazione agrarie, nonostante l’indignazione dei Cittadini residenti.

Queste sono le motivazioni che mi hanno spinto ad un voto di astensione, il gruppo Cittadino Civico 5 Stelle vigilerà sull’evolversi del procedimento.

Grazie, Bruno Flavio Martingano

UNIONE 01 MARZO 2015

COMUNICATO STAMPA – ASSEMBLEA COMITATO SI.NO.NUCLE 21-01-2015 – ORISTANO

COMITATO.SI.NONUCLE

                                           COMITATO PER IL “SI “

         NEL REFERENDUM CONSULTIVO SUL NUCLEARE IN SARDEGNA

 

Email comitato.si.nonucle@tiscali.it – Rif. Provvisorio Tel/fax – 0784/415249 – 348/7815084

 

COMUNICATO STAMPA     A TUTTI GLI ORGANI DI INFORMAZIONE

ASSEMBLEA GENERALE COMITATO.SI.NO.NUCLE

 

DELIBERE N. 1 E INIZIATIVE  – CARTA DI RESPONSABILITA’ E NONUCLE-DAY

 

L’Assemblea Natzionale del comitato Si.No.Nucle, che si era costituito per promuovere la campagna referendaria a favore del SI nel referendum istituzionale del 2011 con quesito “Sei contrario all’installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti ?” nel quale il 97% dei votanti aveva espresso la netta indisponibilità del territorio sardo non solo alle centrali nucleari ma anche allo stoccaggio di scorie radioattive, riunitasi ad Oristano il 31-01-15;

  • Considerato che alla Sardegna potrebbe essere imposto il Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi e Parco Tecnologico ed essere condannata al più grande disastro ambientale e sociale della sua storia;
  • Considerato che è dovere storico del Comitato Si.No.Nucle la difesa della volontà espressa dal popolo sardo nel referendum del 2011 in merito ai “…siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti”.
  • Preso atto della volontà del comitato espressa, nell’assemblea di Santa Giusta del 17/01/14, nel sondaggio interno via internet e nell’assemblea di oggi 31/01/15 di riattivarsi, nello spirito del referendum del 2011, per sensibilizzare e coinvolgere tutto il popolo sardo contro la possibile imposizione delle scorie radioattive;
  • Preso atto che anche altri comitati si sono costituiti recentemente nel merito, in particolare il Comitato Sardo NoScorie, con il quale occorre una fattiva collaborazione e un unico coordinamento;
  • DELIBERA
  • Di adeguare il nome del comitato assumendo il nome Comitato NoNucle conservando gli stessi colori per simboli, bandire e materiale informativo.
  • Di istituire un coordinamento con il Comitato Sardo NoScorie che assumerà il nome Coordinamento NoNucle-NoScorie , con il compito di coordinare le iniziative.
  • Che l’argomento di azione sarà quello stesso del referendum del 2011 e del contesto necessariamente coinvolto.
  • Che l’ambito di riferimento e mobilitazione sarà tutta la Natzione Sarda.
  • Di formare comitati zonali e cittadini per organizzare eventi di sensibilizzazione coinvolgimento di tutti i sardi inteso come cittadini della Sardegna ed emigrati.DELIBERA LE SEGUENTI INIZIATIVE
  • Istituire la CARTA DI RESPONSABILITA’ – CARTA DE RESPONSABILIDADE da stampare bilingue in 1.600.000 copie numerate da distribuire a tutti i sardi per coinvolgerli nella responsabilità generazionale consegnando simbolicamente a ciascuno la propria quota di responsabilità verso la generazione sarda vivente e specialmente verso le generazioni sarde future.
  • Di indire per il mese di aprile la NONUCLE-DAY – NONUCLE-DIE per CHIAMARE il popolo sardo ad una manifestazione di esistenza, di riaffermazione della volontà collettiva espressa nel referendum del 2011, di netta contrarietà alle scorie radioattive in Sardegna.
  • Di promuovere eventi in ogni comunità sarda, per sensibilizzazione, informazione, distribuzione della CARTA DI RESPONSABILITA’ e disponibilità alla mobilitazione collettiva del NONUCLE-DIE e alle altre promosse dal Coordinamento.
  • Di formulare una forma di DELIBERA NONUCLE da far adottare da tutte le istituzioni pubbliche sarde.
  • Oristano 31-01-15                                 Assemblea Natzionale Si.No.Nucle

IL MIO NO AI POLIGONI MILITARI

Vorrei ricordare a molti che alcuni personaggi politici oggi presenti sulle prime pagine dei quotidiani locali con foto e dichiarazioni varie, sono stati in un recente passato alla presidenza della Regione Autonoma della Sardegna e attualmente sono, con il proprio partito di appartenenza, sia al governo della Regione che Nazionale: non mi pare che abbiano mai preso decisioni contrarie alle attività di addestramento e alle simulazioni belliche all’interno dei poligoni militari.

Mi auguro che in un prossimo futuro se riuscissimo col MoVimento ad avere una rappresentanza all’interno del consiglio regionale, si possa esprimere una posizione chiara, condivisa ed unitaria in merito all’argomento.

Io personalmente sono contrario ai ” poligoni militari “.

Sono contrario alla guerra in tutte le sue forme, in tutte le sue espressioni e sfumature e a tutto ciò che alla guerra è riconducibile: ” ripudio la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali .”

Bruno Flavio Martingano

 

MANIFESTADA NATZIONALE CONTRA A S’OCUPATZIONE MILITARE DE SA SARDIGNA

Sabato 13 Settembre dalle ore 16:30

Di fronte al Poligono militare di Capo Frasca

 

L’occupazione militare della Sardigna rappresenta un sopruso che dura da sessanta anni e che non siamo più disposti a tollerare.
La nostra terra è ridotta a un campo di sperimentazione militare in cui diventa lecita qualsiasi soglia di inquinamento e viene testata qualsiasi tecnica di sterminio.
Col passare del tempo lo Stato italiano intensifica il ritmo e il peso delle esercitazioni militari.
L’occupazione militare rappresenta la negazione più evidente della nostra sovranità nazionale e impedisce uno sviluppo socio-economico indipendente del nostro popolo, condannando la Sardigna all’infamante ruolo di area di servizio della guerra.
Vogliamo che la Sardigna diventi un’isola di pace e che il suo territorio sia assolutamente indisponibile per le esercitazioni di guerra, di qualunque esercito (compreso quello italiano) e sia interdetto a qualunque attività o presenza connesse con chi usa la guerra per aggredire altri popoli o per crimini contro i civili, colpendo ospedali, scuole, rifugi per sfollati e abitazioni civili.
Chiediamo che la Sardigna sia immediatamente e per sempre interdetta all’aviazione militare israeliana.

Invitiamo tutto il popolo sardo, le associazioni, i partiti e i comitati ad aderire e partecipare alla manifestazione indetta a Capo Frasca il prossimo 13 di settembre per pretendere a gran voce:
– Il blocco immediato di tutte le esercitazioni militari.
– Chiusura di tutte le servitù, basi e poligoni militari con la bonifica e la riconversione delle aree interessate.

manifestada13@yahoo.it
La pagina verrà costantemente aggiornata con l’arrivo di nuove adesioni.

Aderiscono alla manifestazione:

A Manca pro s’Indipendentzia – PTS
Sardigna Natzione Indipendentzia
Comitato Sardo Gettiamo le Basi
Comitato Su Giassu
Comitato Civico Su Sentidu
Comitato No Radar Capo S.Marco
Comitato Sulcis In Lotta
Fronte Indipendentista Unidu
C.U.A. (Collettivo Universitario Autonomo) Casteddu
Confederazione Sindacale Sarda – CSS
Scida – Giovunus Indipendentistas
SIS-MA
Comitato No Megacentrale Guspini
Assòtziu de sos Istudentes Sardos – Su Majolu
ProgReS – Progetu Repùblica
Tzoku
Kentze Neke
Soberania Populare
Ora in silenzio per la pace – Genova
Tenore Luisu Ozzanu – Siniscola
Collettivo Furia Rossa – Oristano
Comitato Contro la Guerra – Milano
Assòtziu Zirichiltaggia
Coordinamento dei Comitati No MUOS
Comitato Amparu – Teulada
Testata libertaria “Odissea”
PCL Sardegna
Wesak del Mediterraneo
iRS – Indipendentzia Repubrica de Sardigna
No Chimica Verde-No Inceneritore Porto Torres-Sassari
Gruppo Opìfice
Assotziu Consumadoris Sardigna – Onlus
“Rimettiamo Radici” (No Radar Capo Pecora)
Rifondazione – Comunisti italiani – Sinistra Sarda
Cìrculu Indipendentista “Hugo Chávez”
Malerbe-casa di autoproduzione
Gruppo Sardegna del Servizio Civile Internazionale
Su La Testa – L’altra Lombardia
Comitato Civico “No Progetto Eleonora”
“No al furtovoltaico a Narbolia” – Comitato “S’arrieddu per Narbolia”
Arci Sardegna
Unione degli Studenti Sardegna
Associazione CambiAmo Arbus
Collettivo Palestina Rossa
Coordinamento Fronte Palestina – Milano
Gruppo Sardegna Pulita
Partito Sardo d’Azione
Associazione Amicizia Sardegna Palestina
BDS Sardegna
Movimentu de sos disoccupados
Le Mafalde Associazione Interculturale – Prato
Rivista digitale Limba Sarda 2.0
Movimento per il lavoro i diritti e l’ambiente
Associazione Culturale Scirarindi
Comitato Carlofortini Preoccupati
Comitati Sardi per la Lista “L’Altra Europa”
Comitato Nurra Dentro-Riprendiamoci l’Agro/Sassari
Presidio Piazzale Trento di Cagliari
Meeutp Polis Oristano a 5 Stelle
Associazione culturale Sustainable Happiness
Laboratorio Gallura
Movimento Cittadino Civico 5 Stelle di Quartucciu
Comitato Terrasana Decimoputzu
Coordinamentu pro su Sardu Ufitziale
Sardegna Possibile
Movimento Pastori Sardi
Movimento Nonviolento da Nuoro
Associazione no profit “Zulema” – Oristano
Associazione culturale “Ozzy Eventi”
Ruja Karrera

FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA: COMUNICATO STAMPA

Comunicato stampa del 26/06/2014

 

 

Bonifiche. Miracolo del Governo Renzi, 30.000 ettari di nuove aree industriali in Sardegna e migliaia in altre parti d’Italia!

 E’ solo un favore ai vertici militari, si alzano i limiti per l’inquinamento dei suoli di 100 volte.

Il decreto 91/2014 pubblicato ieri sulla gazzetta Ufficiale, chiamato in maniera tragicomica “Ambiente Protetto” dal Ministro Galletti, è un vero e proprio vergognoso colpo di spugna sullo stato di contaminazione delle aree militari del paese.

l Governo Renzi moltiplica le aree industriali del paese ma l’obiettivo non è creare occupazione ma mettere sotto al tappeto la contaminazione dei suoli delle aree militari alzando anche di 100 volte i limiti di legge.

Il decreto 91/2014 pubblicato ieri sulla gazzetta Ufficiale, chiamato in maniera tragicomica “Ambiente Protetto” dal Ministro Galletti, è un vero e proprio vergognoso colpo di spugna sullo stato di contaminazione delle aree militari del paese. Decine di migliaia di ettari distribuiti in tutto il paese occupati da poligoni militari, campi di addestramento, caserme, e in cui sono state svolte per decenni attività che possono aver liberato sostanze pericolose (si pensi ai continui brillamenti di cariche nei poligoni) ora vengono equiparati ad aree industriali per i quali la legge prescrive soglie di contaminazione molto più alte.

Il decreto prevede, infatti, che nelle aree militari si deve far riferimento ai limiti della colonna B della tabella relativa alle soglie di contaminazione dei suoli del decreto Legislativo 152/2006, quella relativa alle aree industriali, e non già alla colonna A, quella con i limiti per le aree residenziali e a verde.

Per fare un esempio, nelle aree a verde la soglia per il Cobalto è 20 mg/kg mentre per le aree industriali è 250 mg/kg, più di 10 volte. Per la sommatoria dei composti policiclici aromatici (tra cui diversi tossici e/o cancerogeni) addirittura il limite per le aree industriali è più alto di 100 volte (1 mg/kg contro 100 mg/kg). Il benzene, cancerogeno di prima classe per lo IARC, ha un limite più alto di venti volte (0,1 mg/kg contro 2 mg/kg). Per il tetracloroetilene, un altro sospetto cancerogeno e tossico per il fegato, il limite è 40 volte più alto.

Il tutto in aree che spesso appaiono come ampie zone verdi coperte da macchia mediterranea e boschi! Si pensi a Capo teulada e Quirra (Perdasdefogu) in Sardegna oppure a Monte Romano in Lazio (vasto 5000 ettari!).

Il Decreto di fatto impedirà l’alienazione delle aree militari a favore di regioni e comuni che li richiedono da tempo per un loro uso civile perché si prevede che in tal caso si debba tornare a considerare la tabella A, quella con i limiti più stringenti. A quel punto chi sarà così incauto da proporre di spendere centinaia di milioni di euro per le bonifiche in presenza di una legge che consente di rispettare la legge con limiti molto più elevati e senza spendere un euro?

 

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/06/24/14G00105/sg

http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/06152dl2.pdf

https://www.facebook.com/media/set/?set=a.198176676859980.55303.168610433149938&type=3

QUIRRA, SUPERPERIZIA DEL TRIBUNALE

Sul caso Quirra le conclusioni del perito del Tribunale, prof.  Mariani, non confermano e non smentiscono la contaminazione ambientale, rinviano a ulteriori ricerche. I risultati non stupiscono. La metodologia di ricerca utilizzata dal superperito incaricato dal giudice Clivio si è rivelata da tempo inadeguata. E’ la stessa usata nel 2001 dall’UNEP (United Nations Environment Program) in Kosovo dove sono state sparate dieci tonnellate di uranio impoverito, stando alle documentazioni Nato corredate dalle mappe dei punti d’impatto. La “classica” analisi geochimica delle matrici ambientali (suolo, acqua ecc.) in quella situazione ha rilevato: “Non esiste alcuna contaminazione diffusa e misurabile”. L’UNEP, però, ha concluso con l’ ammissione di avere usato una tecnica non idonea e ha indicato metodologie più consone.

 

Scienza a parte, però, basta un briciolo di buon senso per capire che sostanze tossiche e nocive, se sparate o fatte brillare, si frantumano in un aerosol di polveri sottili e sottilissime, si disperdono a grandi distanze, non restano strette strette appollaiate su un albero o una roccia nel punto d’impatto, non resistono immobili per anni e anni alla forza dei venti, al dilavamento delle piogge, alla voracità di capre, api e pesci, ma in gran parte sono trasferite nel corpo di chi l’aerosol respirò, di chi quel formaggio, quel miele, quel pesce mangiò e si ammalò.

 

Dopo i risultati ottenuti dalla perizia la patata bollente torna al giudice Clivio, il 18 giugno dovrà decidere se affossare l’inchiesta del pm Fiordalisi o rinviare a processo gli imputati eccellenti o avviare l’ennesima puntata della telenovela “Ricerca scientifica infinita” come suggerisce il superperito prof. Mariani. Ricordiamo la valenza del principio di precauzione:

“L’assenza di certezze scientifiche non deve servire da pretesto per ritardare l’adozione di misure” ( ONU, art 15 protocollo di Rio 1992). “L’interesse nazionale cede di fronte al superiore interesse pubblico costituito dalla tutela della salute (…) che va protetta contro ogni iniziativa ostile da chiunque provenga e con la conseguenza che ha anche una valenza incondizionata. La tutela comprende le ipotesi in cui i rilievi scientifici non hanno raggiunto una chiara prova di nocività” (6/10/011 sentenza del TAR Sardegna di sospensiva all’installazione dei radar).

Comunicato Comitato Sardo Gettiamo le Basi

SA DIE DE SA SARDIGNA

Sa die de sa Sardigna è la festa del popolo sardo che ricorda i cosiddetti “Vespri Sardi”, cioè l’insurrezione popolare del 28 aprile 1794 con il quale si allontanarono da Cagliari i Piemontesi e il viceré Balbiano in seguito al rifiuto del governo torinese di soddisfare le richieste dell’isola titolare del Regno di Sardegna.

I Sardi chiedevano che venisse loro riservata una parte degli impieghi civili e militari e una maggiore autonomia rispetto alle decisioni della classe dirigente locale. Il governo piemontese rifiutò di accogliere qualsiasi richiesta, perciò la borghesia cittadina con l’aiuto del resto della popolazione scatenò il moto insurrezionale.

Il movimento di ribellione era iniziato già negli anni Ottanta del Settecento ed era proseguito negli anni Novanta toccando tutta l’isola. Le ragioni erano di ordine politico ed economico insieme.

Il motivo del malcontento popolare era dovuto anche al fatto che la Sardegna era stata coinvolta nella guerra della Francia rivoluzionaria contro gli stati europei e dunque contro il Piemonte. Nel 1793 una flotta francese aveva tentato di impadronirsi dell’isola, sbarcando a Carloforte e insistendo successivamente anche a Cagliari. I Sardi però opposero resistenza con ogni mezzo, in difesa della loro terra e dei Piemontesi che dominavano allora in Sardegna. Questa resistenza ai Francesi aveva entusiasmato gli animi, perciò ci si aspettava un riconoscimento ed una ricompensa dal governo sabaudo per la fedeltà dimostrata alla Corona.

La scintilla che fece esplodere la contestazione fu l’arresto ordinato dal viceré di due capi del partito patriottico, gli avvocati cagliaritani Vincenzo Cabras ed Efisio Pintor. Siamo appunto al 28 aprile del 1794: la popolazione inferocita decise di allontanare dalla città il viceré Balbiano e tutti i Piemontesi, che nel mese di maggio di quell’anno furono imbarcati con la forza e rispediti nella loro regione. Incoraggiati dalle vicende cagliaritane, gli abitanti di Alghero e Sassari fecero altrettanto.

IL GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO

Il gioco d’azzardo, anche nel nostro Paese, ha assunto dimensioni rilevanti, anche se non ancora ben definite, e una forte spinta commerciale facilmente percepibile dalle innumerevoli pubblicità che, sempre più sono presenti sui media.

Il gioco d’azzardo porta con sé un rischio che, in particolari gruppi di persone ad alta vulnerabilità, può sfociare in una vera e propria dipendenza comportamentale (Gioco d’Azzardo Patologico – GAP). Questa condizione è ormai riconosciuta come un disturbo compulsivo complesso e cioè una forma comportamentale patologica che può comportare gravi disagi per la persona, derivanti dall’incontrollabilità del proprio comportamento di gioco, e contemporaneamente la possibilità di generare gravi problemi sociali e finanziari oltre che entrare in contatto con organizzazioni criminali del gioco illegale ma, anche e soprattutto, con quelle dell’usura.

Infatti, da un punto di vista sociale, i soggetti affetti da GAP presentano un elevato rischio di compromissione finanziaria personale che ha evidenti ripercussioni in ambito familiare e lavorativo, fino ad arrivare a gravi indebitamenti e alla richiesta di prestiti usuranti.

Questo è uno degli aspetti che collega il gioco d’azzardo patologico alla criminalità organizzata che investe energie e capitali nel gioco d’azzardo.

Va ricordato che il gioco d’azzardo, di per sé, è fonte di legittimo piacere e quindi non può essere vietato o proibito tout court, anche perché facente parte della cultura popolare e delle società ma, necessariamente, nel momento in cui vi sono effetti negativi ocumentati sulla salute di alcune persone è necessario prendere in seria considerazione l’esigenza di introdurre forme di regolamentazione e di tutela della salute e dell’integrità sociale più stringenti, soprattutto alla luce della forte evoluzione che questi giochi stanno avendo sulla rete internet dove diventa estremamente difficile esercitare controlli e introdurre forme di prevenzione.

Va sottolineato inoltre che molto spesso il GAP è associato all’uso di sostanze tupefacenti, abuso alcolico e presenza di patologie psichiatriche.

Inoltre, colpisce particolarmente i giovani, ma anche gli adulti e gli anziani non ne sono esenti.

Secondo il Ministero della Salute (2011), la popolazione italiana totale è stimata in circa 60 milioni di persone di cui il 54% sarebbero giocatori d’azzardo. La stima dei giocatori d’azzardo problematici varia dall’1,3% al 3,8% della popolazione generale mentre la stima dei giocatori d’azzardo patologici varia dallo 0,5% al 2,2%.

 

Fonte dipartimento politiche antidroga

 

 

IN PRIMA LINEA

Sono rimasto un pò perplesso in seguito ad una telefonata ricevuta di recente…
E’ una colpa forse se un consigliere del M5S lavora per il proprio territorio, adoperandosi oltre che per il proprio comune, anche per la provincia o la regione di residenza , senza voler a tutti i costi “ostentare”?
Penso che il lavoro, fatto per il bene della propria comunità, non debba passare necessariamente attraverso la partecipazione ossessiva alle passerelle varie, sparse sul territorio, finalizzate in molti casi ad esaltare il proprio ego.
Se vengono avanzati degli incontri, devono necessariamente essere costruttivi ed il fine deve diventare il confronto e lo scambio di idee, l’ analisi di proposte per offrire “soluzioni”.
Essere unico consigliere di minoranza per il M5S, in un piccolo comune della provincia di Cagliari, non è sicuramente facile: è come trovarsi in trincea con un fucile semiautomatico ed una baionetta pronto all’ attacco finale sapendo che il nemico ha in dotazione l’artiglieria pesante, i carri armati e l’aviazione a supporto:   ma quale esperienza fantastica essere in prima linea !!!
Pubblichiamo le nostre idee, il nostro lavoro e tutto ciò che è e che fa il gruppo di Quartucciu sul nostro sito e sul nostro profilo facebook.
Chiunque voglia seguire il lavoro da noi svolto e le nostre attività sul territorio può farlo attraverso questi canali.
Ad maiora !!!
Bruno Flavio Martingano