DEMOCRAZIA DIRETTA E PARTECIPATA

Noi siamo convinti di avere fatto dei grandi passi avanti in tutto e principalmente nella democrazia. Ma la democrazia rappresentativa, minata dal principio della delega, è di una qualità infinitamente più scadente della democrazia diretta.

 Nella democrazia rappresentativa noi paghiamo della gente perché ci comandi. C’è niente di più masochistico? Oltretutto si tratta di individui di cui in realtà non sappiamo nulla e che scegliamo in base ad autentiche idiozie, come il sorriso, la cravatta, il modo di vestire. E in ogni caso i nostri rappresentanti, qualora anche ci rappresentassero, non contano nulla perché le decisioni, economiche e tecnologiche, che incidono sulla nostra vita, vengono prese a migliaia di chilometri di distanza, completamente fuori dal loro controllo. E sempre più spesso non sono nemmeno più decisioni di uomini, ma movimenti ciechi di un meccanismo, quello industriale e monetario, che viaggia ormai per conto suo.

Per conto mio mi sono fatto la convinzione che la democrazia rappresentativa sia un metodo per metterlo nel culo alla povera gente col suo consenso. Una truffa. Noi votiamo gente che non ci rappresenta affatto, chè una volta messo il deretano sulla POLTRONA pensa solo al miglior modo per conservarla. Al momento del voto vengono da noi a mendicare il consenso, strisciano come vermi  per elemosinare una crocetta sul loro nome, ammiccano come puttane per catturare la nostra attenzione, ma «passata la festa, gabbato lo santo», si dimenticano che sono stati eletti per essere al nostro servizio e anzi, dall’alto dei loro privilegi, ci guardano con arroganza come se invece che Cittadini diventiamo  una casta inferiore il cui compito è quello di prosternarsi davanti ai loro augusti piedi.

Leviamo la testa, gente. Non lasciamoci portare al macello docili come buoi,belanti come pecore, ciechi come struzzi che han ficcato la testa nella sabbia. 

Abbiamo bisogno di forze fresche, vogliose, determinate, di uomini e donne stufi di vivere male nel “migliore dei mondi possibili” e di farsi prendere in giro.

COMMISSARIATI

L’art. 141 del T.U.E.L. stabilisce, in via straordinaria ed eccezionale, che i Consigli comunali (o provinciali) vengono sciolti con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’Interno, nei casi e per i motivi tassativamente previsti dalla legge.

In particolare, lo scioglimento è disposto:
a) quando compiano atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge, nonché per gravi motivi di ordine pubblico.
b) quando non possa essere assicurato il normale funzionamento degli organi e dei servizi a causa di:
1) impedimento permanente, rimozione, decadenza, decesso del Sindaco (o del Presidente della provincia);
2) dimissioni del Sindaco (o del Presidente della provincia);
3) cessazione dalla carica per dimissioni contestuali, ovvero rese anche con atti separati purché contemporaneamente presentati al protocollo dell’ente, della metà più uno dei membri assegnati, non computando a tal fine il Sindaco (o il Presidente della provincia); è il caso del nostro Comune, ndr.
4) riduzione dell’organo assembleare per impossibilità di surroga alla metà dei componenti del Consiglio;
c) quando non sia approvato nei termini il bilancio.
Al decreto di scioglimento è allegata la relazione del Ministro dell’Interno contenente i motivi del provvedimento; dell’adozione del decreto di scioglimento è data immediata comunicazione al Parlamento. Il decreto è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana (art. 141 comma 6 del T.U.E.L.).
Con il decreto di scioglimento, si dispone anche la nomina di un Commissario straordinario, che provvede all’amministrazione dell’ente, esercitando le attribuzioni che, in concreto, gli sono affidate dal decreto stesso. Il rinnovo del Consiglio deve avvenire entro novanta giorni dal decreto di scioglimento. Il termine può essere prorogato per ulteriori novanta giorni, al solo fine di far coincidere le elezioni con il primo turno elettorale utile.
A questo punto va precisato che, in via cautelare, nelle more dell’emanazione del decreto, una volta iniziata la procedura per lo scioglimento, il Prefetto, per motivi di grave e urgente necessità, può sospendere il Consiglio, per un periodo comunque non superiore a novanta giorni, nominando un Commissario per la provvisoria amministrazione. In tal caso, è dalla data del decreto di sospensione che decorrono i termini per il rinnovo. Ove, poi, il termine scada senza che sia stato emanato l’atto di scioglimento, la sospensione perde ogni efficacia, ed il Consiglio può riprendere le proprie funzioni.

 Nella prassi, la sospensione da parte del Prefetto precede abitualmente il decreto di scioglimento; il quale, del resto, affida di solito le funzioni di Commissario straordinario alla persona già nominata, per l’amministrazione provvisoria, nel decreto prefettizio.
Dall’esame del dato normativo si evince, inequivocabilmente, che solo con l’intervento prefettizio l’attività del Consiglio è sospesa, mentre nulla è detto espressamente in ordine alla cessazione del Sindaco e della Giunta dalle loro funzioni, nelle more del procedimento di scioglimento del Consiglio, fino alla nomina del Commissario straordinario.
Deve ritenersi, pertanto, che sino all’insediamento del Commissario straordinario gli organi istituzionali del Comune possono continuare ad esercitare le proprie funzioni, senza che ciò possa costituire una deroga al generale principio in base al quale nei comuni, per effetto dello scioglimento ex art. 141 del T.U.E.L., gli organi (il Sindaco, il Consiglio e la Giunta) decadono dalla carica e tutti i poteri vengono conferiti al Commissario straordinario.
Un’ulteriore conferma di quanto sopra ritenuto può derivare dalla previsione di cui all’art. 141, comma 7, T.U.E.L. , ove la possibilità per il Prefetto di sospendere il Consiglio, in attesa del decreto di scioglimento, e di nominare un Commissario per la provvisoria amministrazione dell’ente, non può interpretarsi anche nel senso che Sindaco e Giunta cessino dalle loro funzioni.
L’unica ipotesi, infatti, in cui gli organi istituzionali cessano del tutto dall’esercizio delle loro funzioni è quella che si verifica quando il Prefetto, mediante un’espressa previsione e qualora ricorrano motivi di grave e urgente necessità (che dovranno comunque essere resi noti), attribuisca tutte le loro funzioni al Commissario nominato a seguito della sospensione del Consiglio.

Ora a Quartucciu saranno  giorni di attesa . Si aspetta da un momento all’altro, forse lunedì  12 c.m.,  la nomina del commissario da parte della Regione con l’incarico di  guidare il Comune fino alle prossime elezioni che potrebbero essere fissate già in primavera, in concomitanza delle prossime amministrative locali e dei referendum regionali.

E IL CONSIGLIO COMUNALE CADE NELL’OSCURITA’

Quello di Quartucciu è ormai  un Consiglio Comunale avvolto nell’oscurità..

L’ultimo atto ha visto  l’intervento di   Walter Caredda,  Giuseppe Colucci, Valeria  Ledda, Tonino Meloni, Franco Murru, Walter Pibiri, Tonio Piras, Tonio Pisu, Lalla Pulga, Valentino Pusceddu e Michele Viola,  gli undici consiglieri che inavvertitamente hanno scollegato il cavo dell’illuminazione del palazzo,  facendo piombare la legislatura  nel buio totale.

 Nonostante la mancanza di un’adeguata “illuminazione”, o più precisamente di un “illuminato” c’è già chi si sta  adoperando per ripristinare il sistema.. Per ora  la seduta è stata sospesa in attesa di essere riattivata,  un’operazione che richiederà pochi mesi.  Tutti  gli attori aspirano al ritorno della luce e proseguono i  lavori in modo serrato ,  sicuri che il “black out” sarà parziale. 

Ma dal nostro punto di vista siamo di nuovo di fronte ad  una regoletta matematica semplice semplice che tutti conosciamo e che diamo per scontato essere vera. Magari qualche amante della matematica potrebbe illustrarci in modo più ampio il teorema, chiarendoci oltre l’ovvio perché è vero, ma noi poveracci ci accontentiamo delle basi e accettiamo molte regole simili a questa corroborati dall’esperienza comune che le conferma continuamente.

Non scappate, non voglio assolutamente angosciarvi con un trattato di matematica. Proviamo ad applicare questa regola alla politica locale e al gioco delle alleanza: 

 CAMBIANDO L’ORDINE DEGLI ADDENDI IL RISULTATO NON CAMBIA 

Chi manca? Pare nessuno. C’è qualcosa che non va.
Gli addendi sembrano differenti ma il risultato non cambia lo stesso.

Forse il problema è che se si guarda al quadro generale si ritorna comunque allo stesso risultato, con le stesse persone solo spostate un po’ di qua un po’ di là. Magari unite. Magari divise. Ma sempre, comunque, le stesse?

Lo so, è un delirio. Un minimo di comprensione.

SEGNALAZIONE DISSERVIZIO

OGGETTO: SEGNALAZIONE DISSERVIZIO

Egregio Sig. Sindaco Dott. Carlo Murru, con questa segnalazione vogliamo porre alla Sua attenzione, così come a tutti i componenti del Consiglio Comunale, un disservizio che sta creando un disagio ai nostri Concittadini residenti e a tutti coloro che risultano avere una attività nel territorio di Quartucciu.

Sicuramente è a conoscenza del fatto che l’operazione di smistamento della posta ormai da tempo, non risulta più essere di competenza dell’ufficio delle Poste Italiane di Quartucciu in Via Mandas, bensì tale servizio è stato “appaltato” ad un’ altra sede nel Comune di Quartu S.Elena e più precisamente in via S. Antonio.

Sistematicamente le bollette delle utenze domestiche / commerciali quali luce o telefono ad esempio, vengono recapitate con notevole ritardo ai destinatari interessati e spesso oltre la data di scadenza indicata per il pagamento delle stesse; questo implica naturalmente dei solleciti a noi utenti da parte della società erogante il servizio.

Non vogliamo altresì tralasciare un particolare molto importante che ci tocca direttamente e che colpisce i nostri portafogli, gravando ulteriormente sui bilanci familiari: gli interessi di mora che vengono calcolati ed addebitati nelle bollette successive per l’avvenuto ritardo nei pagamenti, anche se in molti casi il ritardo non è dipeso da una nostra scelta, senza peraltro poter dimostrare l’avvenuta consegna in ritardo della posta visto che la bolletta della luce o del telefono non arriva per raccomandata.

Riteniamo che una segnalazione all’ufficio competente delle Poste Italiane da parte della nostra Amministrazione Comunale, possa avere un peso decisamente diverso , rispetto alle lamentele di Cittadini che singolarmente protestano.

A volte capita di vedere qualcuno che perde letteralmente la pazienza e lo fa anche con toni molto accesi , inveendo contro gli operatori degli uffici di Quartucciu, dove gli impiegati a nostro avviso non hanno gli strumenti necessari per risolvere il problema.

Sicuri di un Suo riscontro, porgiamo distinti saluti.

 

 

 

Il referto si ritira al centro commerciale

 Grazie al progetto ‘Sanità a Gonfie Vele’ i risultati degli esami effettuati al San Giovanni di Dio e al Policlinico di Monserrato potranno essere ritirati al Millennium e nel centro Le Vele di Quartucciu.

La spesa, un giro per i negozi e un bel film. Poi il ritiro dei referti medici, senza fare la fila. Tutto al centro commerciale e al cinema Millennium. E’ il progetto Sanità a Gonfie Vele presentato questa mattina da Comune di Quartucciu, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Cagliari e Centro Commerciale Le Vele: da oggi i risultati degli esami effettuati presso l’Ospedale San Giovanni di Dio di Cagliari e il Policlinico di Monserrato possono essere ritirati gratuitamente in appositi “totem” di facile utilizzo.

E’ sufficiente individuare il codice a barre presente sul foglio ricevuto in ospedale dopo l’esame e avvicinarlo al lettore ottico indicato con chiarezza sulla stessa postazione multimediale. Un sistema che garantisce il massimo della privacy. Primo perché non ci sono più intermediari per la consegna dei referti, che avviene direttamente dal totem al paziente. In secondo luogo, perché ogni referto è personale e può essere ritirato dal totem una sola volta. Infine perché il referto viene stampato con le scritte verso il basso per evitare che altre persone che si trovano nelle vicinanze possano leggerlo, anche solo accidentalmente. Il progetto “Sanità a Gonfie Vele” è stato realizzato da un gruppo di esperti di tre aziende sarde.

Fonte l’Unione Sarda

 

 

LE CICOGNE A QUARTUCCIU

Mamma, come nascono i bambini?”

Questa è la classica domanda che i bambini fanno appena iniziano ad essere un po’ più grandicelli, per cercare di capire come sono nati; davanti a questa domanda, di solito, la mamma narra la storia della cicogna. Ma perché la nascita dei bambini viene associata all’arrivo della cicogna?

La leggenda della cicogna che porta i bambini risale alle origini dell’umanità, quando la cicognaera un uccello molto diffuso che faceva il nido sopra ai tetti delle case, e più precisamente nei camini, perché da essi saliva il calore.

Visto che la possibilità di riscaldarsi non era così frequente, spesso i camini venivano accesi solo quando in corrispondenza alla nascita dei bambini; costatando che la cicogna sceglieva sempre i camini delle case in cui erano nati da poco dei bambini, la tradizione ha fatto sì che questo uccello venisse associato alla nascita di un figlio; infine la fantasia popolare ha voluto che si diffondesse la leggenda che fosse proprio la cicogna a portare i bambini. Dall’inizio dell’anno ad oggi nel nostro Comune di Quartucciu la Cicogna è passata per ben 112 volte.Auguri al futuro!!!A tutte le coppie  residenti a Quartucciu protagoniste di questo lieto evento nel 2011 consigliamo di recarsi presso il Comune ed informarsi sui requisiti necessari per usufruire del bonus di € 500,00 a loro dedicato