NOI IN SARDEGNA FACCIAMO COSI’?

“Quando una persona è stanca di subire passivamente, quando una persona si ribella alla quieta disperazione, noi apriamo le nostre porte e le diamo la possibilità di diventare protagonista senza dover leccare piedi maleodoranti per minimo 20 anni.

Noi nel M5S facciamo così.

Quando durante i nostri comizi i cittadini chiedono la parola, noi diamo loro il microfono in mano senza alcuna paura, senza alcun timore e rispettiamo la loro eventuale critica.

Noi nel M5S facciamo così.

I parlamentari, i consiglieri regionali, i consiglieri comunali del M5S che stanno girando l’Italia per fare campagna elettorale passano le notti a casa di amici, cenano insieme a centinaia di cittadini che non conoscono, si spostano sulle auto degli attivisti.

Noi nel M5S facciamo così.

Quelli che si montano la testa e che iniziano a vantarsi di essere deputati o senatori, noi li deridiamo e li umiliamo col sorriso e il sudore degli attivisti che combattono senza guadagnare un euro.

Noi nel M5S facciamo così.

Quelli che cambiano idea, quelli che si comportano male, quelli che si vogliono intascare soldi dei cittadini, quelli che vogliono fare carriera, quelli che si attaccano alla poltrona, quelli che provano a creare gerarchie, quelli che non rispettano i sacrifici dei loro colleghi, quelli in cerca di visibilità a tutti i costi, noi li mettiamo al giudizio democratico della rete e li lasciamo liberi, a disposizione dei partiti che amano i furbacchioni e i frustrati.

Noi nel M5S facciamo così.

I nostri portavoce sanno cosa votano e quando non sono sicuri, ammettono di avere un dubbio e chiedono informazioni con grande umiltà.

Noi nel M5S facciamo così.

I nostri portavoce eletti nelle istituzioni portano a termine il loro mandato, non si candidano per altri ruoli a metà mandato ed ognuno di noi non supera i due mandati politici. Crediamo nelle idee, nella forza della comunità e non abbiamo bisogno di leader o leaderini.

Noi nel M5S facciamo così.

Noi facciamo politica a bassissimo costo, rinunciando ai rimborsi elettorali e a tutti i privilegi ingiustamente regalati ai politici. Noi siamo sovvenzionati dalle offerte libere e volontarie di cittadini che credono in noi e nel nostro progetto. Non abbiamo lobby, non abbiamo sponsor, non abbiamo aziende o gruppi industriali alle nostre spalle. Viviamo di energia pura e di vera passione politica.

Noi nel M5S facciamo così.

Noi non vogliamo che nessuno rimanga indietro. Crediamo che in questo mondo ci sia posto per tutti, la natura è ricca ed è sufficiente per tutti noi. Bisogna solo ridare potere al popolo, togliendolo dalle mani delle multinazionali che hanno guidato la politica e affamato il Paese con politiche economiche scellerate.

Noi nel M5S facciamo così.

Noi forse stiamo portando avanti una battaglia impossibile e già persa in partenza contro poteri troppo forti, ma la sensazione nelle piazze, in mezzo alla gente e davanti allo specchio, è quella di avere già vinto

Noi nel M5S facciamo così”.

Max Bugani Fonte blog di Beppe Grillo

RINGRAZIARENZI

Renzie continua a raccontare la balla degli 80 euro al mese, in complicità con giornali e tv di regime. Basterebbe andare a leggersi il testo della legge delega ora in discussione al Senato per scoprire che Renzie ha tolto, alle stesse categorie cui ha promesso gli 80 euro, le detrazioni per il coniuge a carico che valgono 700 – 800 euro all’anno, 65 euro al mese circa. La campagna pubblicitaria del venditore di pentole di Firenze finanziata con il sangue delle famiglie italiane. Un voto di scambio a 15 euro. La tua dignità vale così poco?

Niente più detrazioni per il coniuge a carico: è scritto tra le pieghe della più becera ambiguità del cosiddetto Jobs Act, LEGGE DI DELEGA al Governo, attualmente al vaglio del Senato. La lettera c) dell’art. 5 infatti recita così: “ introduzione del tax credit, quale incentivo al lavoro femminile, per le donne lavoratrici, anche autonome, con figli minori e che si trovino al di sotto di una determinata soglia di reddito complessivo della donna lavoratrice, e armonizzazione del regime delle detrazioni per il coniuge a carico” Cosa si nasconde dietro questa faziosa e ambigua dicitura? Un vero e proprio blitz sulla fondamentale detrazione per coniuge a carico, sostituito con un improbabile ed incostituzionalissimo tax credit! Oggi la detrazione per il coniuge a carico spetta a qualunque coniuge lavoratore/lavoratrice, uomo o donna che sia, che abbia moglie o marito a carico  cioè che non abbia superato il reddito di 2.840,51 euro annuo, 5 milioni di vecchie lire. Questa detrazione ammonta all’incirca a 700/800 euro l’anno. Eliminarla sostituendola con questo cosiddetto tax credit significa ridurre  enormemente la platea dei beneficiari! Infatti la tax credit secondo la fuffa dell’articolo menzionato, spetterebbe come credito d’imposta alle imprese che assumono una donna alle seguenti condizioni, coesistenti: – donne lavoratrici anche autonome; – con figli minori; – che si ritrovino al di sotto di un reddito complessivo; Interpretando le pieghe di questa strana normativa si scopre che una donna che venisse assunta con questo meccanismo che avesse un coniuge a carico, oppure una coppia senza figli o senza figli minori, perderebbero la detrazione, che invece oggi spetta. Queste categorie che si troverebbo scoperte, inoltre, sono per lo più proprio quelle alle quali sono stati promessi i famosi 80 euro in busta paga.” Carla Ruocco, M5S Camera

Fonte blog di Beppe Grillo

DECRETO BANKITALIA: UE CHIEDE CHIARIMENTI

“La Commissione Ue ha inviato una lettera al Ministero dell’Economia perché vuole capire se, dietro la rivalutazione delle quote di Bankitalia, non ci siano aiuti di Stato agli istituti. Se così fosse, il decreto che rivaluta il capitale di palazzo Koch andrebbe riscritto. Proprio in questi mesi le grandi banche italiane sono sottoposte all’esame sulla qualità e la tenuta dei loro bilanci da parte della Banca centrale europea e dell’Eba. In base all’esame di Bruxelles, i profili di aiuto di Stato potrebbero nascondersi a vari stadi dell’operazione. L’esame della Commissione non sarà solo un atto dovuto, ma una verifica approfondita. E potrebbe tener conto anche della forte irritazione delle banche estere attive in Italia per il trattamento fiscale che il decreto riserva agli azionisti italiani di Bankitalia. Per Intesa Sanpaolo, primo azionista di Bankitalia con il 42,43% del capitale, ci sono in ballo plusvalenze potenziali per oltre 2 mld, mentre per Unicredit (azionista con il 22,11%) circa la metà; per Generali Ass. (6,33%) 300 mln e per Banca Carige (4,03%) 200 mln.” fonte

IL PERCHE’ DELL’AIUTO ALLE BANCHE

Questa primavera l’Unione Europea ha la volontà di creare un’unione bancaria, con delle misure d’ingresso. Nonostante siano stati concessi agli istituti bancari  prestiti al grottesco tasso del’ 1%, finalizzati a comprare i titoli degli Stati che in Europa vanno male sottraendo  circa 16.000 miliardi ai Cittadini, i peggiori 5 titoli in borsa continuano ad essere quelli bancari.

Ora il problema si pone in previsione degli aumenti di capitale che l’Unione Europea chiederà e che le banche non sanno come chiedere ai propri soci, visto il loro stato fallimentare. Le banche italiane rischiano di essere tagliate fuori, perchè è improbabile che i soci abbiano la facoltà di immettere altre risorse ricapitalizzandole. Se le nostre banche non avranno accesso all’Unione bancaria europea non saranno considerate convincenti. La manipolazione e la pesante intromissione politica, i crediti irrecuperabili e gli investimenti in derivati sono fra le cause maggiori che hanno portato ai loro conti in rosso, se vogliamo poi aggiungere i legami clientelari, il numero troppo alto delle agenzie sparse sul territorio, circa il triplo rispetto agli altri paesi dell’UE, agenzie sprecone e lussuose, il quadro è ben definito.

Certo è che anche gli altri istituti bancari come la DeutscheBank  non brillano per efficienza ma la Bce sembra non accorgersene, mentre le nostre banche italiane sono nell’occhio del mirino per i motivi sopra elencati .

Ora qualcuno  ha avuto il coraggio di dire che i 5stelle si sono opposti al decreto “perché non vogliono  la riduzione dell’IMU per gli Italiani”!!!?

La vera violenza l’ha fatta la Boldrini che ha chiuso la bocca all’opposizione.

DECRETO IMU – BANCA D’ITALIA

[29/01/2014] di Ferdinando Imposimato

Si tratta di stabilire se, pur di non pagare l’IMU, gli italiani saranno costretti a sborsare somme ancora più rilevanti nel medio e lungo termine, per salvare banche in crisi, con la copertura di Bankitalia. Il problema maggiore è che esiste un clamoroso e non risolto conflitto di interessi che affligge Bankitalia.

Il  decreto IMU – Banca d’Italia

Il decreto    non riguarda  solo  l’IMU, ma  prevede un  aumento di capitale   diretto a salvare   le banche azioniste di Bankitalia,  a danno dei cittadini.  Si tratta di una scandalosa rivalutazione delle quote di Bankitalia  da 156.000 euro a 7.5 miliardi di euro: una donazione miliardaria alle banche a spese dei  cittadini ,  che aumenterà il valore patrimoniale  delle  partecipazioni delle banche proprietarie  della Banca d’Italia. Per cui sembra sacrosanta la battaglia parlamentare  del M5S contro il decreto ,nel silenzio di coloro  che dimenticano che la Carta si difende anche  tutelando  i risparmiatori e le piccole e medie imprese .

Banca d’Italia non è una istituzione pubblica  autonoma e garante solo dei  diritti dei risparmiatori, ma un soggetto controllato da privati .  Azionisti della Banca d’Italia sono Intesa San Paolo, Unicredit, MPS, INPS, Carige e  altre Casse di Risparmio,  istituti  alcuni dei quali coinvolti  negli  scandali che hanno avuto come vittime  ignari cittadini. A guardare la borsa, dei cinque peggiori  titoli del 28 gennaio  2014 , ci  sono anche banche azioniste della Banca d’Italia, come il Monte Paschi che  ha perso il 3, 3 per cento.   Se così stanno le cose ,  il decreto Imu-Bankitalia è truffaldino. La prassi di mescolare in un unico provvedimento materie diverse ha il sapore di un ricatto inaccettabile. Si tratta di stabilire se, pur di non pagare l’IMU, gli italiani saranno costretti a sborsare somme ancora più rilevanti nel medio e lungo termine, per salvare banche in crisi, con la copertura di Bankitalia. Il problema maggiore è che esiste un clamoroso e non risolto conflitto di interessi che affligge Bankitalia. Gli scandali Parmalat e bond Argentini e la mancata  soluzione dei problemi emersi con  danno dei risparmiatori ( coi bond Argentini, Parmalat , Cirio e l’Antonveneta), derivarono  da situazioni confliggenti  in cui versava la  Banca d’Italia. Che da un lato  svolgeva compiti  di vigilanza e controllo sugli istituti di credito; dall’altro era  di proprietà degli istituti di credito  che avrebbe dovuto controllare (ex banche pubbliche divenute private); e infine era organo di tutela dei risparmiatori  cui la Costituzione  assegna una speciale protezione all’art 47 :<< La Repubblica incoraggia e  tutela il risparmio  in tutte le sue forme>>. A questo si aggiunse  un altro paradosso. Che il  Cicr.  ( il comitato  per il credito e il risparmio), organo che doveva controllare  la  regolarità della condotta del  Governatore della Banca d’Italia, era composto dallo stesso  Governatore che avrebbe  dovuto essere controllato dal Cicr , ma anche  dai rappresentanti delle banche controllate, comproprietarie della Banca d’Italia,  e di Ministri che  avevano  interesse a favorire finanziamenti localistici, aperture di sportelli, prestiti a gruppi di clientes,  e roba del genere. Un guazzabuglio reso possibile da leggi non leggi  e carenze di leggi, che non contrastavano i gravi conflitti tra interessi pubblici e privati.  Il dissesto Parmalat giunse dopo due truffe colossali in danno dei risparmiatori, i bond Cirio e i titoli argentini, con 23 miliardi di euro bruciati. Con l’amara sensazione per  gli investitori di non potersi difendere. La SEC (Security and Exchange Commission) descrisse  il caso Parmalat come “una delle più grandi e spudorate frodi finanziarie della storia”. Fu  l’inchiesta della magistratura milanese a costringere il Governo a varare una legge sul risparmio che eliminò  in parte questi conflitti. Le operazioni truffaldine  furono  il risultato di controlli pressoché inesistenti di Banca d’Italia. Ma anche di CONSOB, borsa, sindaci, revisori dei conti e agenzie di rating   che non  funzionarono e non garantirono, come dovevano, un reticolo di trasparenza e affidabilità. Gli organi di controllo  erano un costosissimo apparato di supporto per una miriade di delitti (aggiotaggio, insider trading, truffa, falso in bilancio, bancarotta fraudolenta, riciclaggio) al confronto dei quali i reati del crimine organizzato appaiono  poca cosa.  Dalle indagini sugli scandali Parmalat e Cirio  vennero fuori nomi di politici di destra, sinistra e centro. Si trattava di Ministri in carica, ex Ministri, ex Presidenti del Consiglio di centro,  destra e  sinistra,  ex Presidenti della Repubblica, parlamentari e portaborse.  In questo caso la par condicio  venne  rispettata rigorosamente. A muovere la macchina della corruzione  fu un ceto politico arrembante,  con l’appoggio di  potentissimi banchieri.    E come in passato,  i finanziatori   furono i soli capri espiatori, mentre i politici restarono indenni.  Certamente la depenalizzazione surrettizia del falso in bilancio ,  i condoni a raffica e la mancanza di controlli  hanno alimentato  il crac Parmalat e Cirio e quello del BPI e della  Banca d’ Italia.  La spinta maggiore è venuta dalla certezza della impunità: la facilità con la quale aggiravano i controlli, si infilavano tra le pieghe delle leggi, negli ambienti politici e finanziari e nelle banche . Le operazioni truffaldine sono state compiute con il concorso dei Governi . Che  diedero un avallo formidabile alle frodi di Parmalat e Cirio con una politica criminogena fondata sulla depenalizzazione del falso nei bilanci, sulla legittimazione dei  fondi neri, sui condoni  sui capitali illeciti, sulle evasioni fiscali, sulla legge ex Cirielli che prevede la prescrizione  breve di delitti gravissimi. Ma le operazioni  furono anche il risultato di controlli pressoché inesistenti o compiacenti di Banca d’Italia, in primis.

HAPPY NEW YEAR MR.PRESIDENT

 Sig.Presidente Napolitano,
visto che domani dovrà parlare alla Nazione in occorrenza del tradizionale discorso di fine anno,  Le facciamo una semplice domanda facile facile da umili Cittadini onesti quali siamo:
“PERCHE’ NON CI RACCONTA DI QUANDO PAGAVA I BIGLIETTI AEREI 90 EURO E SE NE PRENDEVA 800 DI RIMBORSO? AL CRONISTA AVEVA DETTO CHE AVREBBE RISPOSTO SOLO AGLI ITALIANI, SE LO RICORDA?”
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Ebbene, quale migliore occasione del discorso di Capodanno ? Avrebbe una imperdibile occasione per far riaccendere la televisione agli Italiani , soprattutto a coloro che 700 € li vedono dopo un mese di lavoro.
Dio salvi la Regina!!! ( SE VUOLE )

I SOLDI LI RESTITUIAMO SOLO NOI

Il Movimento 5 Stelle, dopo tre giorni di lotta nonviolenta al freddo di fronte al Ministero dell’Economia e Finanze, è riuscito ad ottenere l’apertura del conto corrente che gli permetterà di poter versare al Fondo di Garanzia per il microcredito alle piccole imprese, oltre 2,5 milioni di euro di tagli ai propri stipendi e diarie da giugno a ottobre. Il conto è aperto anche ai versamenti di parte degli stipendi di parlamentari dei partiti. Chi vuole si accomodi e versi alle piccole imprese.

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Grazie al M5S è emerso l’emendamento vergogna votato dai partiti del Governo Letta contro i Comuni che lottano contro le slot-machines. Il pd vuole fare realmente dietrofront dopo la figuraccia? Visti i tempi ristretti ( il “decreto Salva Roma” scade il 30 dicembre) il “nuovo” Pd non ha che una via: bocciare il provvedimento che contiene questo emendamento vergognoso. In alternativa passerà Natale e Santo Stefano alla Camera. Gli emendamenti vergogna sono il frutto dello sporco lavoro di altrettanto vergognose lobby che infestano il Parlamento per promuovere interessi particolari a discapito del bene comune. Solo il M5S ha denunciato i lobbysti.
In legge di Stabilità siamo riusciti ad ottenere alcune vittorie con emendamenti targati 5 stelle: finanziamenti per i disabili, restituzione allo Stato dei contributi pubblici percepiti da aziende che delocalizzano all’estero, tetto per gli stipendi d’oro per terminare con la possibilità di destinare l’8×1000 all’edilizia scolastica. Grazie al M5S sarà riaperta la sede della Direzione Investigativa Antimafia a Malpensa.” M5S Camera e Senato

IL M5S A DIFESA DELL’ART.18 DELLA COSTITUZIONE

Pdmenoelle e Pdl riescono a violentare l’articolo 138 della Costituzione, la valvola di sicurezza della nostra Carta. Al Senato è passata con la maggioranza di 2/3, per soli 4 voti (218 a favore contro i 214 necessari, 58 contrari tra cui il M5S, 12 astenuti) la deroga all’articolo 138 della Carta Costituzionale. In questo modo se a dicembre alla Camera lo stesso provvedimento sarà approvato con la maggioranza di 2/3, non verrà obbligatoriamente indetto il referendum confermativo. In pratica non si chiederà il parere dei cittadini sull’istituzione di un comitato di soli 42 parlamentari che avrà mano libera di cambiare la Costituzione al posto dell’intero parlamento, il quale si esprimerà solo sulla proposta finale. Se Pd (menoelle, ndr) e Pdl non hanno paura dei cittadini e sono così sicuri delle loro azioni perchè non indicono un referendum su questa controriforma? La parola al Popolo!
Dal discorso di Paola Taverna al Senato: “Ve lo chiedo non da senatrice, ma da cittadina, ve lo chiedo con la voce delle piazze che voi non ascoltate: non permettete che questo Governo, nato da un inganno elettorale, vi tolga la voglia di guardarvi allo specchio la mattina. Sì, perché chi stravolge con leggerezza la II parte della Costituzione rischia di negare anche la I parte e i principi fondamentali della libertà e della dignità umana. Questa deroga spacciata da riforma fa paura a noi cittadini. Ma, come diceva qualche secolo fa Thomas Jefferson, “non sono i popoli a dover aver paura dei propri governi, ma i governi che devono aver paura dei propri popoli”.” M5S Senato

Fonte blog di Beppe Grillo

QUAGLIARIELLO E LA VERITA’ SULL’INDULTO

Quagliariello ha detto la verità: l’indulto e l’amnistia saranno applicate anche a Berlusconi. I suoi colleghi di governo facciano altrettanto. A cominciare dal Presidente della Repubblica Napolitano: vada in televisione a raccontarlo agli italiani.

http://www.beppegrillo.it/video_gallery.php?video=indulto_cittadini&image=http://www.beppegrillo.it/immagini/immagini/indulto_cittadini_vid.jpg&title=Gli italiani e l’indulto
“Se amnistia e indulto saranno legge dovranno essere “applicate a tutti i cittadini“, Silvio Berlusconi compreso. Con queste parole il ministro per le riforme Gaetano Quagliariello, intervistato a Radio 24, ha risposto al Guardasigilli Annamaria Cancellieri secondo la quale i provvedimenti di clemenza, verosimilmente, non saranno applicati al Cavaliere. “Credo che la Cancellieri sia stata fraintesa. Nessuno può ritenere che una legge possa non essere applicata solo a un cittadino. Sono convinto che una legge debba essere applicata a tutti i cittadini.Napolitano ha detto che amnistia e indulto è una parte della più generale riforma della giustizia che deve essere messa subito all’ordine del giorno dell’azione di governo“. Gaetano Quagliariello ha poi ricordato che “amnistia e indulto si devono fare entro maggio, questi sono i tempi europei“. ATM News

fonte blog di Beppe Grillo

PRIVACY

Il Garante italiano per la protezione dei dati personali ha recentemente segnalato a Governo e Parlamento i rischi per la privacy contenuti in alcune norme del cosiddetto ” decreto del fare ” , in particolare quelli legati ai dati sanitari che potrebbero essere resi accessibili a ministeri e Regioni che, per tenere sotto controllo la spesa sanitaria, avrebbero accesso anche a documenti clinici prima espressamente riservati.