PUNTO 3: ALLEANZA FRA I PAESI MEDITERRANEI PER UNA POLITICA COMUNE

Il Movimento 5 Stelle, al momento, è l’unica organizzazione politica strutturata italiana, tra quelle partecipanti alla competizione elettorale europea, ad avere un programma, proprio perché è l’unica formazione davvero europeista: esattamente il contrario di ciò che affermano i professionisti al soldo della cupola mediatica. Infatti il Pd, Forza Italia, Lega Nord, agitano solo slogan demagogici generici, basati sui trend correnti, tentando di cavalcare il disagio sociale. Ecco che cosa intendono portare avanti i candidati Cinque Stelle quando andranno a Bruxelles, come portavoce europei a nome degli italiani pensanti.

Alleanza fra i Paesi mediterranei per una politica comune
Analisi e spiegazione del punto 3 del programma a cura di Sergio Di Cori Modigliani.

Si esce fuori dalla logica corrente dottrinaria, quella in salsa teutonica tanto per intendersi, sulla quale poggia la gestione attuale dell’euro, basata sulla piatta esecuzione servile, da parte di tutti gli stati membri, degli ordini impartiti da Berlino.
Si prende atto, perciò, che le economie dell’Europa meridionale, quelle della fascia mediterranea, Grecia, Italia, Francia, Spagna e Portogallo non sono in grado di poter sopravvivere alla pari con la Germania, allora l’euro viene scisso in due monete diverse. Un euro a due vie. Una alla quale aderiscono Germania, Olanda, Belgio e le nazioni del settentrione europeo. Un’altra alla quale aderiscono i paesi del Mediterraneo che formano una federazione con forte spirito comunitario, prendendo atto della inderogabile necessità di affrontare la situazione su basi realistiche, pragmatiche –quindi specifiche- e non più dottrinarie o subalterne agli interessi tedeschi.
O in Europa ci si sta insieme perché conviene a tutti, oppure è meglio uscirne.
Per il movimento cinque stelle, infatti, la locuzione nessuno verrà lasciato indietro vale per le esistenze di tutti, per ogni cittadino italiano, ma vale anche e soprattutto per tutti i popoli europei, perché questo è il Senso dell’Europa delle Comunità. Uniti si ma nel nome della condivisione, non per seguire gli interessi di gruppi oligarchici di finanziari.

*Dal libro #VinciamoNoi di Sergio Di Cori Modigliani (Adagio, 2014), con l’introduzione e primo capitolo di Gianroberto Casaleggio– IN USCITA A MAGGIO

PUNTO 2: ADOZIONE DEGLI EUROBOND

Il Movimento 5 Stelle, al momento, è l’unica organizzazione politica strutturata italiana, tra quelle partecipanti alla competizione elettorale europea, ad avere un programma, proprio perché è l’unica formazione davvero europeista: esattamente il contrario di ciò che affermano i professionisti al soldo della cupola mediatica. Infatti il Pd, Forza Italia, Lega Nord, agitano solo slogan demagogici generici, basati sui trend correnti, tentando di cavalcare il disagio sociale. Ecco che cosa intendono portare avanti i candidati Cinque Stelle quando andranno a Bruxelles, come portavoce europei a nome degli italiani pensanti.

Adozione degli Eurobond
Analisi e spiegazione del punto 2 del programma a cura di Sergio Di Cori Modigliani.

Per consentire di applicare nella zona euro il principio di comunità economica, per condividere e suddividere i rischi e gli interessi, il movimento cinque stelle chiede formalmente alla Banca Centrale Europea l’istituzione degli eurobond, ovvero di BPT europei e comunitari che abbiano un unico valore secco.
Gli stati si finanziano, oltre che attraverso il meccanismo retributivo del carico fiscale imposto ad aziende e persone fisiche, vendendo BPT (Buoni Poliennali del Tesoro) sul mercato internazionale. Regolarmente vengono fatte aste per piazzare questi titoli attirando investitori, e lo Stato paga degli interessi a chi acquista questi titoli. Se l’economia della nazione va molto bene, gli interessi sono molto bassi. Se l’economia va male, gli interessi sono molto alti perché il rischio è maggiore per chi investe. Il più basso interesse praticato sul pianeta sui BPT è quello del Giappone: 0,657%, nazione solida che ha un pil intorno agli 8.500 miliardi di dollari e un indebitamento pubblico intorno ai 20.000 miliardi, pari a un – 234%. Basterebbe questo dato per comprendere la falsità delle argomentazioni liberiste che sostengono come la ricchezza di una nazione derivi da una spesa pubblica contenuta. Il Giappone investe ogni anno circa 3.500 miliardi di dollari (stampando yen) nella ricerca scientifica, nell’istruzione avanzata, nell’alta tecnologia, in infrastrutture ad uso pubblico, e il consumo interno aumenta costantemente garantendo la circolazione della moneta, oltre al fatto di avere il tasso di disoccupazione più basso al mondo, intorno al 2% della popolazione attiva.
In virtù di questo principio, le discrepanze e le diseguaglianze tra situazioni economiche diverse di nazioni che si trovano sulla stessa barca vengono annullate.
In tal modo non sarebbe più la Germania con tassi molto bassi ad attirare capitali (mentre il Portogallo, la Grecia, la Spagna, l’Italia sono costretti a praticare un interesse tre volte superiore dissanguandosi) ma la comunità di nazioni nel suo insieme. La Germania è contraria al varo degli eurobond, perché mantenendo una situazione come quella attuale si avvantaggia pagando il danaro internazionale tre volte di meno dell’Italia e quindi diventando più competitiva in termini finanziari. Il Movimento Cinque Stelle ufficialmente chiede e pretende il varo immediato di eurobond e di consentire alla Banca Centrale Europea di stampare buoni del tesoro.

*Dal libro #VinciamoNoi di Sergio Di Cori Modigliani (Adagio, 2014), con l’introduzione e primo capitolo di Gianroberto Casaleggio– IN USCITA A MAGGIO

PUNTO 1: ABOLIZIONE FISCAL COMPACT

Il Movimento 5 Stelle, al momento, è l’unica organizzazione politica strutturata italiana, tra quelle partecipanti alla competizione elettorale europea, ad avere un programma, proprio perché è l’unica formazione davvero europeista: esattamente il contrario di ciò che affermano i professionisti al soldo della cupola mediatica. Infatti il Pd, Forza Italia, Lega Nord, agitano solo slogan demagogici generici, basati sui trend correnti, tentando di cavalcare il disagio sociale. Ecco che cosa intendono portare avanti i candidati Cinque Stelle quando andranno a Bruxelles, come portavoce europei a nome degli italiani pensanti.

Cancellazione del Fiscal Compact da parte della Repubblica Italiana.
Analisi e spiegazione del punto 1 del programma a cura di Sergio Di Cori Modigliani.

“E’ il punto centrale della battaglia in Europa per l’Italia. Il Movimento 5 Stelle è l’unica organizzazione politica italiana che ha posto nel proprio programma la necessità immediata di cancellare il Fiscal Compact, identificato come il diabolico meccanismo che distruggerà l’economia italiana.
Che cos’è il Fiscal Compact? E’ una clausola firmata dalle nazioni aderenti al Trattato di Maastricht che identifica il debito pubblico come l’elemento scatenante delle crisi economiche.
Questo assunto nasce dall’applicazione della dottrina liberista, basata sul presupposto che bisogna liberare il mercato privato dei capitali finanziari, e per far ciò bisogna poco a poco eliminare le spese dello Stato, andando a tagliare ogni presenza pubblica nel campo della sanità, dell’istruzione, dei servizi sociali, dei beni comuni, imponendo a ogni singola nazione l’abbattimento del debito e quindi impedendo ogni forma di investimento da parte dello Stato centrale. Per quanto riguarda l’Italia, che ha un debito complessivo nell’ordine di 2.100 miliardi di euro, è stato stabilito che la nostra nazione debba cancellarlo del 50% nell’arco di venti anni, corrispondente a 1.100 miliardi di euro, tagliando dalla spesa pubblica 55 miliardi di euro all’anno a partire dalla prima tranche che scade nella primavera del 2015. Questo significa che a gennaio del 2015 –restando il Fiscal Compact- l’Italia dovrà attuare una eccezionale manovra economica per trovare 55 miliardi di euro. E’ stato calcolato che per raggiungere un simile obiettivo senza operare tagli lineari dei servizi, nel 2014 l’economia italiana nel suo complesso dovrebbe aumentare di un valore tra un +8% e un +12% , come si verificò nel 1960. Le probabilità che ciò accada sono dello 0,0%. Il Fondo Monetario Internazionale, infatti, ha previsto per l’Italia nel 2014 (se va bene) una crescita intorno a un + 0,6%, ultima in Europa. L’Italia, quindi, sarà costretta a vendere parte delle proprie riserve auree depauperando il proprio risparmio strategico nazionale; sarà costretta a svendere le più importanti aziende strategiche nazionali pubbliche ai privati (energia elettrica, acqua, gestione di infrastrutture, Eni, telefonia, siderurgia, turismo balneare e turismo artistico); sarà costretta a svendere il proprio patrimonio artistico di riserva (i ragionieri europei hanno già iniziato la quantificazione di valore dei sotterranei della Galleria degli Uffizi, la somma di reperti archeologici del Museo dell’Antica Roma, il passaggio della gestione dei più importanti siti archeologici nazionali, da Pompei a Selinunte, da Segesta alle tombe etrusche di Volterra); a questo bisogna anche aggiungere la cessione del diritto di occupazione delle battigie dell’intero sistema di spiagge italiane appartenenti al demanio che verranno affidate a multinazionali del turismo gestite dal gruppo tedesco Allianz e dalla Prudential Bache anglo-americana; e infine dovrà ridurre di almeno 20 miliardi di euro all’anno l’investimento nell’istruzione pubblica con la possibile chiusura di almeno 250 atenei statali che passeranno ai privati, comprese grandi università con centinaia di anni alle spalle, la cancellazione della gestione nazionale degli asili-nido che diventeranno tutti privati, probabilmente la cancellazione definitiva di intervento da parte dello Stato a favore dei disabili, oltre che una fortissima tassazione sui ticket sanitari, la contrazione dei mezzi di trasporto pubblici, ecc. Per obbligare le nazioni a rispettare tali parametri, bisognava immettere “l’obbligo di aderenza al Fiscal Compact” all’interno dei singoli meccanismi istituzionali; doveva essere quindi il Parlamento a legiferare in materia. Il 26 luglio 2011, nel corso del Festival de l’Unità a Pesaro, il giornalista Giovanni Floris chiese all’allora segretario del Pd, Pierluigi Bersani, se il suo partito intendesse votare il fiscal compact e lui rispose “non sono mica matto, questo è un meccanismo da strozzini, vuol dire mettere in ginocchio l’Italia, ci obbliga a indebitarci per 20 anni per pagare debiti, che senso ha? Non lo farò mai”. Pochi mesi dopo, il Pd lo votava all’unanimità. Mario Monti era stato eletto premier per imporre questa decisione. Il 15 agosto del 2011, a Cortina d’Ampezzo, l’allora ministro dell’economia, Giulio Tremonti, rispondendo alla stessa domanda, dichiarava: “non diciamo sciocchezze. E’ un follia e un suicidio e il popolo della libertà non consentirà mai l’applicazione di questo parametro il cui fine consiste nel depauperare l’Italia senza scampo”. Il suo partito, Pdl, pochi mesi dopo, lo votava all’unanimità insieme al Pd. Il 28 agosto del 2011 a Pontida, Roberto Maroni, allora Ministro degli Interni, a nome della Lega Nord dichiarava: “ma stiamo scherzando! Non lo firmeremo mai perché noi siamo in prima linea sul territorio a difesa delle imprese”. Pochi mesi dopo lo firmava compatto insieme a Pd e Pdl. A Gennaio del 2014, il premier Matteo Renzi, non appena arrivato a Berlino dichiarò pubblicamente che l’Italia rispetterà fino in fondo sia il Fiscal Compact che l’obbligo di pareggio in bilancio. Per il Movimento 5 Stelle, questo è considerato il punto saliente del proprio programma elettorale alle europee.
Sotto la gogna di questa spaventosa cifra da trovare ogni singolo anno, dal 2015 al 2035, l’Italia annulla ogni possibilità di ripresa. La posta in gioco, oggi, è la più alta in assoluto mai giocata in Europa dal 1712.
Consiste nella destrutturazione della spina dorsale europea per trasformare il continente in un gigantesco bacino d’utenza di individui schiavizzati dal bisogno, quindi obbligati dalla necessità e dalle circostanze a dover accettare per forza ogni imposizione, ogni scelta esterna, ogni dettame, senza più poter fare appello al proprio diritto, sancito e conquistato, di scegliere in piena libertà l’esercizio all’autodeterminazione. E’ una Guerra Invisibile. Ma non per questo meno micidiale di una guerra immediatamente percepibile per le rovine, i lutti e i crateri provocati dalle bombe piovute dagli aerei nemici. E’ la Prima Guerra Mondiale della società post-moderna cresciuta nell’esposizione globale dell’uso dell’alta tecnologia che produce una realtà virtuale. E’ la Prima Guerra dell’”Homo Electronicus” e, come tale, si manifesta attraverso l’uso massivo dei “droni globali mediatici”: quotidiani bombardamenti a tappeto dove, al comando delle invisibili fortezze aeree, si trovano i piloti dirigenti della truppa professionale asservita alla cupola mediatica. Costoro eseguono gli ordini dei colossi della finanza anglo-americana-tedesca che vedono la possibilità di potersi appropriare per sempre dell’intera nostra ricchezza nazionale. In questa micidiale guerra europea ogni nazione ha i suoi droni mediatici, a ogni popolo e a ogni etnia viene offerta la rappresentazione quotidiana di falsi ideologici, di cifre menzognere, dove alla realtà viene sostituita la surrealtà, creando uno stato di confusione permanente; dove le più folli assurdità vengono presentate come norma di riferimento; dove il buon Senso comune è stato cancellato, in modo tale da poter presentare delle soluzioni deliranti e folli come ragionevoli e sensate. Spread, trend, governance, fiscal compact, buyback, firewall, margin call, FMI, BCE, EFSM, WB, ISM, sigle, acronimi e termini per lo più in lingua inglese che stanno a significare la nuova simbolica di massa, proposta e riproposta fino alla nausea, presentata come i nuovi totem di riferimento. Un bombardamento regolarmente presentato e offerto all’ora di cena.
Ma nulla è più precario, traballante, insicuro, quasi impossibile da controllare, di una gigantesca catena speculativa creata nel mondo virtuale delle transazioni bancarie, con investimenti sottratti ai bilanci ufficiali che da un momento all’altro possono determinare e provocare una gigantesca catastrofe finanziaria che farebbe scattare un effetto domino rovinoso. Vivono all’interno di un edificio traballante, terremotato (le banche e le istituzioni finanziarie) e si avvalgono della corruttela complice, nel disperato tentativo di salvare un sistema di valori, di relazionalità e di scambi che loro stessi hanno distrutto giorno dopo giorno, nella più totale dimenticanza e irresponsabilità, perché troppo presi dalle illusioni megalomani covate nei castelli dorati di un territorio di privilegio immeritato. Sono l’antico passato medioevale che ritorna, nel tentativo di ripostularsi per costruire un futuro che non esiste e per cancellare definitivamente, una volta per tutte, le conquiste nate dalla rivoluzione francese in poi.
Il futuro, invece, sono i giovani e tutti coloro che hanno mantenuto saldo il Senso e il Significato dei valori dell’esistenza. La Guerra Invisibile è la guerra tra un’oligarchia di privilegiati che rappresenta gli interessi della finanza speculativa planetaria sovra-nazionale e i cittadini dei singoli popoli e delle singole nazioni.
Combatterla, questa guerra, è un dovere e un diritto di ogni cittadino europeo. E’ per questo motivo che il Movimento 5 Stelle ha messo al primo posto questo punto, nella piena consapevolezza di star combattendo una guerra: da una parte l’oligarchia del privilegio acquisito garantito, dall’altra le istanze della collettività”.
Sergio Di Cori Modigliani

*Dal libro #VinciamoNoi di Sergio Di Cori Modigliani (Adagio, 2014), con l’introduzione e primo capitolo di Gianroberto Casaleggio– IN USCITA A MAGGIO

GRILLO E’ ALDILA’ DELLA DX E DELLA SX

I sondaggi danno i 5Stelle primo partito fra i giovani con percentuali che vanno dal 32 al 34%. Si dirà che i giovani sono per loro natura antisistema ed estremisti e che quindi il fenomeno è destinato a sbollire. Ho qualche dubbio. Grillo raggiunge i maggiori consensi, il 34%, nella fascia tra i 24 e i 34 anni, un’età in cui, in genere, i bollori rivoluzionari si sono intiepiditi e si ha una consapevolezza più matura (i ‘sessantottini’, che se la davano da rivoluzionari, erano universitari e la loro età andava, in media, dai 19 ai 24, 25 anni).

Stupisce invece che Pd e Forza Italia riprendano quota fra i cittadini che hanno più di 45 anni. Perché sono proprio queste le generazioni che hanno potuto constatare di persona e ‘de visu’ le malversazioni, la corruzione, il clientelismo sfacciato e insomma tutte le nefandezze di cui si sono macchiati i cosiddetti partiti tradizionali, Pd in testa perché nell’arco degli ultimi trent’anni è stato al potere, o consociato ad esso, più di Forza Italia. E’ comprensibile invece che Grillo crolli fra gli over 65 (8%) mentre Pd (46%) e Forza Italia (23%) hanno le loro performance migliori. I vecchi sono conservatori. Perché sono fragili e ogni cambiamento li manda in tilt. Ma noi vecchie ciabatte dovremo pur morire, prima o poi, consentendo alle nuove generazioni di costruirsi se non un mondo almeno un’Italia migliore di quella che noi, anche quando abbiamo combattuto le malefatte della partitocrazia (e io mi permetto di annoverarmi fra questi), gli abbiamo lasciato.

Vauro ha bollato Grillo come ‘fascista’. E Santoro ha affermato: «Io mi auguro che Grillo la smetta con questi toni illiberali, deve cambiare registro e iniziare a rispettare i giornalisti altrimenti anch’io potrei andare nelle piazze dove è passato lui e dire come stanno le cose battendomi per la libertà d’informazione». Non mi pare che Michele Santoro sia il pulpito più adatto in tema di ‘toni illiberali’. Comunque una delle maggiori responsabilità della Tv italiana è stata quella di creare questo tipo di conduttori di talk show che confondono la potenza del mezzo con la propria e credono di essere dei padreterni. Dice: anche Grillo, a suo modo, è stato conduttore. Sì, ma è uscito dalla Tv un quarto di secolo fa e da allora ha lavorato, spendendovi tutta la sua energia fisica e intellettuale, per costruire un movimento politico che sta avendo un successo clamoroso. Santoro non lo può nemmeno scalfire.

Sul Giornale invece Antonio Signorini considera Grillo un veteromarxista. Quello che non si è capito è che Grillo è ‘al di là’ della destra e della sinistra, categorie vecchie di due secoli e mezzo che non sono più in grado di comprendere le esigenze più profonde dell’uomo contemporaneo che, al di là delle apparenze, non sono economiche ma esistenziali. In questo senso, per esempio, vanno intesi i discorsi del leader 5Stelle contro il mito del lavoro, che è altrettanto marxista che capitalista, e il ‘salario di cittadinanza’ (anche se questo ha un risvolto economico perché la ‘tecno’, il solo settore in crescita, continua a sbattere la gente fuori dal lavoro e quindi i disoccupati sono destinati ad aumentare in modo esponenziale).

Infine Grillo salva, involontariamente, la democrazia dei partiti. I sondaggi valutano l’astensione al 40%, ma potrebbe essere molto di più. Il governo lo teme e non fa che mandar fuori spot perché si voti sull’Europa. Se i 5Stelle non ci fossero i loro voti, si tratti del 25 o del 30%, finirebbero all’astensione che potrebbe raggiungere il 70%. In questo caso la democrazia italiana uscirebbe dalle Europee completamente delegittimata.

Fonte articolo di Massimo Fini

10 MAGGIO 2014 QUARTUCCIU: LET’S CLEAN UP DAY PULIAMO L’EUROPA

Tre generazioni a confronto, Cittadini attivi per il Bene Comune.L’inquinamento ambientale nei comuni costituisce un problema sempre più attuale e preoccupante.La nostra speranza è che le amministrazioni interessate intervengano non solo attraverso la rimozione dei rifiuti ma anche e soprattutto attraverso un piano educativo finalizzato a sensibilizzare i cittadini alla cura e al rispetto
dell’ambiente in cui si vive, fin dalla più tenera età.
Ecco perché alcuni liberi cittadini di Quartucciu, assieme ai propri figli ,
hanno aderito alla 1° edizione della giornata Europea – Let’s Clean Up Day ( puliamo l’Europa ) un progetto della Commissione Europea a cui aderisce l’Italia con il ministero dell’Ambiente e con il comitato italiano che organizza la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti.Il progetto intende sensibilizzare ed educare i cittadini alla cura e alla salvaguardia dell’ambiente attraverso azioni di raccolta e pulizia straordinaria di porzioni del territorio in cui si vive.L’unico modo per mantenere pulito l’ambiente è far comprendere alle persone che si tratta di un bene comune che appartiene a tutti.Grazie a tutti i partecipanti.
Una bella giornata trascorsa in allegria e serenità

Video , grazie Andrea
https://www.youtube.com/watch?v=ZaNlPe6U_tk&feature=youtu.be

 

EUROPEE : BANCHETTO INFORMATIVO A QUARTUCCIU

Sabato 03 Maggio 2014 con orario dalle 09,30 alle 12,30
in Via Mandas nello spazio adiacente all’ ufficio postale di Quartucciu

Sabato 17 Maggio 2014 con orario dalle 09,30 alle 12,30
in Via Mandas nello spazio adiacente all’ ufficio postale di Quartucciu

Il banchetto avrà solo uno scopo informativo verso i Cittadini in riferimento alle consultazioni europee che si svolgeranno il 25 Maggio 2014

 

suolo pubblico 0770001

CUMULI DI RIFIUTI E ETERNIT NEL CAGLIARITANO, LA DENUNCIA DEL M5Stelle

Buste di plastica, scarti di lavorazioni edili, ma anche amianto. È il risultato, documentato da un dossier fotografico, di un tour nell’hinterland degli attivisti del Meetup 5 Stelle Selargius e del Movimento Cittadino “Civico 5 Stelle” Quartucciu

quartucciu discarica

Cumuli di rifiuti ai lati delle strade e nelle campagne. Buste di plastica, scarti di lavorazioni edili, ma anche eternit. È il risultato, documentato da un dossier fotografico, di un tour nell’hinterland cagliaritano degli attivisti del Meetup 5 Stelle Selargius e del Movimento Cittadino “Civico 5 Stelle” Quartucciu.

Proprio a Quartucciu segnalata una discarica a cielo aperto lungo la via Dell’acqua. Alcune località di Selargius- continuano i Cinque stelle come Matta Masoni, Terr’e Forru is Crusu, traversa Via Nenni non versano in condizioni migliori.

“Questi materiali – spiegano gli attivisti – oltre a degradare il nostro patrimonio ambientale, potrebbero essere un grave pericolo per la salute; si pensi ai rischi che potrebbero sorgere a causa dell’inquinamento delle falde acquifere.

Nonostante la normativa sia chiara e nonostante le amministrazioni abbiano precisi obblighi, l’inquinamento ambientale non solo nei comuni di Quartucciu e Selargius ma anche in altri Comuni, come ad esempio Quartu Sant’Elena, costituisce un problema sempre più attuale e preoccupante. Si spera che le amministrazioni interessate intervengano non solo attraverso la rimozione dei rifiuti ma anche e soprattutto attraverso un piano educativo finalizzato a sensibilizzare i cittadini, fin dalla più tenera età, alla cura e al rispetto dell’ambiente in cui si vive”.

Tra il 10 e il 17 maggio si terranno delle giornate ecologiche, su tutto il territorio nazionale. Si tratta di un progetto della Commissione Europea, denominato European Clean Up Day (ECUD), a cui aderisce l’Italia con il ministero dell’Ambiente e con il comitato italiano che organizza la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti. L’iniziativa, alla prima edizione, intende sensibilizzare ed educare i cittadini alla cura e alla salvaguardia dell’ambiente attraverso azioni di raccolta e pulizia straordinaria.

Fonte  http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=8333

ISTANZA NOMINE DEGLI SCRUTATORI PER LE ELEZIONI EUROPEE DEL 25 MAGGIO

                                                                        c.a. della Sindaca del Comune di Quartucciu Lalla Pulga
                               p.c. Commissione Elettorale – Assessori – Capi Gruppo – Consiglieri Comunali
Oggetto : Istanza nomine degli scrutatori per le elezioni Europee del 25 Maggio     2014
L’attuale crisi economica ed occupazionale ha investito in modo drammatico il nostro territorio creando forti disagi sociali per i Cittadini, in quest’ottica le istituzioni locali dovrebbero rivolgere nei confronti delle categorie disagiate tutte le attenzioni possibili per scongiurare, ove possibile, notevoli sofferenze di natura economica e sociale.
Il nostro Comune, in occasione delle elezioni Europee del 25 Maggio 2014, dovrà avvalersi della collaborazione degli scrutatori di seggio, individuati ai sensi della Legge 8 marzo 1989, n°95. Tale normativa offre grande discrezionalità nella formazione della graduatoria tra i Cittadini che hanno espresso la loro disponibilità ad essere inseriti nell’apposito albo.
Pertanto, il Movimento Cittadino Civico 5 Stelle di Quartucciu, chiede che per le prossime elezioni Europee, stante la drammatica situazione sociale, il nostro Comune adotti come requisito ulteriore per la nomina degli scrutatori la condizione di disoccupazione, oltre a quelli previsti dalla legislazione vigente. Per dare seguito a questa semplice proposta, che va solo ed esclusivamente in direzione dei Cittadini in difficoltà, il Comune deve solo pubblicare un avviso con il quale si invitano gli iscritti negli albi degli scrutatori a produrre autocertificazione relativa al proprio stato di disoccupazione. Il Comune effettuerà i controlli sullo stato di disoccupazione incrociando i dati con quelli per il Centro per l’Impiego. Se il numero degli scrutatori dichiaratosi disoccupato sarà superiore a quello necessario per i seggi elettorali,
l’ Amministrazione preferirà nell’ordine i soggetti che versano nello stato di disoccupazione da maggior tempo. Sicuro di un favorevole accoglimento delle superiori istanze, colgo l’occasione per porgere cordiali saluti.
Quartucciu, 22/04/2014

istanza scrutatori consultazioni europee 2014

0001

istanza nomine degli scrutatori

REFERENDUM SULL’EURO

Un referendum sull’euro con lo scopo di far sì che siamo noi Cittadini  a prendere la decisione in modo democratico e poterci  esprimere liberamente se vogliamo proseguire  a stare nella zona euro. Questo chiede Beppe Grillo.

La risposta continua ad essere  che non si può fare perché l’art.75 della Costituzione vieta referendum abrogativi  su accordi  internazionali.
Il Pd con il suo segretariocapodelgoverno Renzie, continuano a proclamarsi  a favore delle regole euro che ci stanno portando all’auto distruzione economica e non solo , mentre  nel vecchio continente  è sempre più diffusa la convinzione  che l’Europa va ripensata. L’ Europa attuale dei banchieri, dei grandi gruppi finanziari e delle lobby non è certo l’Europa dei popoli.

Dobbiamo salvare l’Europa cambiando le regole della Bce e del FM che altrimenti ci porteranno  al disfacimento totale.
Ci hanno  portati ad entrare nell’Euro con una decisione presa senza alcuna consultazione popolare, in seguito il governo del professor  Monti ci ha imposto  l’obbligo del fiscal compact per cui dobbiamo dare 50 miliardi l’anno ogni anno per 20 anni. Ora  Renzie afferma, con sfrontata sicurezza,  che non sforeremo il 3%, perché pur non riducendo  il debito aumenteremo il PIL.

Ma cosa stiamo facendo  per ridurre il debito che ogni mese aumenta di  miliardi? Aumenterà forse il PIL con gli 80  euro dati ad alcuni a fronte di 85.000 ex lavoratori licenziati in più?

Il nostro attuale governo un successo però l’ha ottenuto:   il famoso pareggio del bilancio lo raggiungeremo nel 2016,  con un anno di ritardo rispetto alla tabella di marcia prefissata. Ma siamo consapevoli del fatto  che siamo l’unico Paese europeo ad averlo inserito nella propria Costituzione? Per quale motivo tale impegno??

Le leggi della Bce che si sono trasformate in un cappio al collo per la nostra economia devono essere contestate, ridiscusse, non rimandate.

Se non si può fare un referendum abrogativo per motivi costituzionali, se ne può fare uno CONSULTIVO.
E’ palese che i soliti noti  non vogliono nemmeno questo, perché porterebbe ad  una campagna di informazione che metterebbe in risalto  tutti i  danni causati finora dall’euro e su ciò che potrebbe accadere  se ne uscissimo.