PRIMARIE ONLINE PER I GRILLINI SARDI

Si vota fino a giovedì per la scelta dei candidati al Parlamento

Con meno clamore rispetto al centrosinistra, anche il Movimento 5Stelle fa le sue primarie. Anzi, come sono state ribattezzate nel sito dei grillini, le parlamentarie , che si stanno svolgendo da ieri (dureranno fino a giovedì) on line, e già questa è una novità. Tanto che i server, ieri all’apertura del seggio virtuale, per una buona mezz’ora sono andati in tilt.

L’ORGANIZZAZIONE Il leader è riconosciuto e riconoscibile, Beppe Grillo, lo sono meno i candidati che partecipano alla selezione: 1.400 in tutta Italia, 27 in Sardegna. Insegnanti, disoccupati, artigiani e liberi professionisti hanno comunque la certezza di essere candidati alle Politiche del 2013. «Le primarie, infatti, serviranno per determinare la posizione in lista, per la Camera e per il Senato, di ogni singolo candidato», dice Giorgia Di Stefano, consigliere comunale ad Alghero che cura l’organizzazione nel Nord Sardegna. Nel Sud c’è Bruno Martingano, consigliere a Quartucciu: «Queste primarie sono un grande strumento di democrazia», dice. «Tra l’altro si evitano le code ai seggi e si risparmiano i due euro che altri hanno chiesto. Chi sarà poi eletto in Parlamento sarà il terminale delle proposte dei simpatizzanti». Gli elettori, registrandosi al portale, potranno esprimere tre preferenze. Può votare, dalle 10 alle 19, chi era iscritto al M5S al 30 settembre e ha inviato i documenti digitalizzati.

I CANDIDATI Tra i candidati alle primarie c’è anche Emanuela Corda, 38 anni, libero professionista che a Cagliari è stata candidata a sindaco nel 2011. Con lei Nicola Bianchi, 32 anni, impiegato e fino a qualche mese fa consigliere comunale a Sennori. E poi: Ivan Botticini (50 anni, libero professionista di Cagliari), Gianfranco Calabrò (50 anni, impiegato di Cagliari), Simone Cocco (33 anni, disoccupato di Alghero), Angelo Congiu (47 anni, dipendente pubblico di Cagliari), Roberto Cotti (51 anni, di Cagliari), Roberto De Santis (48 anni, imprenditore di Cagliari), Fulvio Gian Battista Manis (47 anni, dipendente pubblico di Nuragus), Antonio Massoni (46 anni, libero professionista di Cagliari), Massimo Morvillo (43 anni, professionista di Alghero), Ellinor Muresu (28 anni, di Sennori), Leonardo Paschino (32 anni, professionista di Sennori), Antonio Patta (32 anni, libero professionista di Quartucciu), Francesco Perra (48 anni, di Quartu), Alessio Pia (26 anni, imprenditore di Quartucciu), Gianni Pinna (39 anni, impiegato di Sennori), Paola Pinna (38 anni, disoccupata di Quartucciu), Alessandro Polese (48 anni, dipendente pubblico di Alghero), Giuseppe Sanna (34 anni, disoccupato di Cagliari), Guido Sbandi (47 anni, libero professionista di Cagliari), Michele Sechi (30 anni, artigiano di Alghero), Manuela Serra (41 anni, insegnante di Cagliari), Massimiliano Soddu (45 anni, dipendente pubblico di Alghero), Giancarlo Sotgiu (37 anni, disoccupato di Alghero), Stefano Tronci (43 anni, dipendente pubblico di Quartucciu) e Andrea Vallascas (37 anni di Cagliari).

Fonte l’Unione Sarda

LE PARLAMENTARIE

 Può votare chi è iscritto al M5S al 30/9/2012 e ha inviato i suoi documenti di identità digitalizzati. Ogni votante ha a sua disposizione tre preferenze da attribuire a candidati della sua circoscrizione elettorale, al cui elenco viene indirizzato al momento del voto. Il voto non costerà nulla. Il M5S è un movimento no profit. Ogni candidato dispone di una pagina elettorale con le informazioni anagrafiche, il curriculum e una sua presentazione che può essere consultata prima delle votazioni che si terranno da lunedì 3/12/12 a giovedì 6/12/12 dalle 10.00 alle 17.00 di ogni giorno. Non sono primarie con leader (che brutta parola…) di cartapesta, ma “parlamentarie” con cui si comporranno le liste elettorali di tutta Italia senza l’intermediazione dei partiti. Non ci saranno “nominati” in Parlamento, ma cittadini che possono entrare come portavoce nella macchina dello Stato per renderla trasparente e democratica. Il percorso per arrivare al voto on line è stato complesso, può essere che ci siano stati degli errori, che qualcuno per i motivi più diversi non sia riuscito a candidarsi o che si sia candidato senza averne i requisiti, in questo ultimo caso vi prego di segnalarlo. Quando, circa un mese fa, annunciai le parlamentarie del M5S, vi chiesi di darmi una mano, ve lo chiedo ancora oggi. Senza soldi, senza media, con contro l’intero Sistema e i suoi cani da guardia, siamo arrivati fino a qui, ma senza il vostro supporto e il vostro calore, non potremmo proseguire, né andare da nessuna parte. Che io sappia è la prima volta al mondo che un movimento, sulla carta il secondo italiano, sceglie i suoi parlamentari on line senza alcun filtro. Si sono candidati operai, casalinghe, professionisti, disoccupati, piccoli imprenditori, precari, impiegati statali, studenti. La vera anima del Paese. Cittadini, non onorevoli! Incensurati, non condannati! Persone animate da spirito di servizio, non politici di carriera! Cittadini che rinunceranno a gran parte dello stipendio e alla buonuscita per il reinserimento nella società (!?), che pubblicheranno on line tutte le spese che sosterranno. Il M5S lascerà allo Stato i rimborsi elettorali per un valore (con le attuali proiezioni) di circa 100 milioni di euro. Qualche partito si unisce al club? Ci vediamo in Parlamento, sarà un piacere.

LETTERA APERTA

IL CONTRASTO

 Può succedere che due o più persone hanno punti di vista diversi, modalità diverse per descrivere e/o affrontare una situazione. Questo fenomeno deve essere indice di eterogeneità e ricchezza. Se adeguatamente condotto può far crescere il gruppo. Se ignorato o evitato paralizza il lavoro e degenera in un conflitto.

Le strategie finalizzate ad evitare il conflitto messe in atto nei gruppi possono risolversi in un effetto boomerang:  l’appiattimento delle posizioni e la repressione delle contrarietà possono provocare il disinvestimento o, addirittura, l’abbandono da parte di alcuni.                                                          .

Il conflitto distruttivo è caratterizzato da un graduale incremento e allargamento della conflittualità, fino al punto che essa permane anche quando vengano rimosse o dimenticate le iniziali cause. Il conflitto costruttivo è caratterizzato invece dall’impegno dei membri in direzione di una riconsiderazione della situazione in senso cooperativo e soprattutto ricostruttivo che può sfociare in una reciproca soddisfazione. Per affrontare e cercare di risolvere il conflitto bisogna innanzitutto riconoscere la presenza di un conflitto, presentando con assertività il proprio punto di vista e poi fare un passo avanti e passare dalla posizione di avversari ad alleati focalizzando l’attenzione sulle problematiche e non sulle persone, fare esprimere a tutti i componenti del gruppo il proprio bisogno piuttosto che la propria soluzione e posizione. In seguito si dovrà convergere nello sviluppare più alternative ed un approccio creativo in un clima collettivo adoperandosi nel contribuire a costruire un progetto comune, per arrivare finalmente ad un accordo per una soluzione condivisa e passare in seguito alla realizzazione del progetto, stabilendo tempi, modalità e procedure.

Se pensiamo che il fine possa essere rappresentato da una torta finita, “la lotta” sarà per mangiarla tutta. Alla base c’è un atteggiamento di invidia (io ce l’ho e te no!) ed è sempre presente l’ansia che qualcun altro sottragga la porzione conquistata. Si attaccano tutti e tutto indistintamente. Se pensiamo invece che l’obiettivo deve essere solo ed esclusivamente il “BENE COMUNE”, allora ognuno può conquistare una fetta di quella torta – BENE COMUNE – in base alle proprie competenze, che sono riconosciute anche dagli altri, i quali a loro volta potranno mostrare stima e fiducia.

Gradirei che la mia esternazione non fosse male interpretata: non voglio accreditarmi incarichi o ruoli che non ho, e non voglio neanche sottrarmi alle responsabilità per delle scelte di natura ideologica e di impegno civile e o politico. Nel caso esplicito di questa missiva voglio esprimere in modo palese e pacato  il mio pensiero anche in seguito ad alcune situazioni, a mio parere  spiacevoli, che si sono create nelle ultime settimane  con persone che ritengo amiche o vicine.

Pertanto alla luce delle riflessioni fin ora espresse propongo un incontro fra le parti – TUTTE – per capire realmente se tramite un confronto costruttivo si possa ancora individuare uno scopo comune o un insieme di scopi comuni nel quale / nei quali riconoscerci all’unanimità.

Grazie per l’attenzione ed il tempo che mi avete dedicato leggendo.

Bruno Flavio Martingano

SE GRILLO SALE

Quasi un anno fa, proprio a novembre, erano giorni trionfali per la sovversione dall’alto in Italia decisa a livello di classi dominanti globali. Era quando il Presidente della Repubblica nominava senatore a vita Mario Monti, fra tutti i tecnocrati disponibili quello più organico all’élite planetaria (essendo Mario Draghi già a capo della BCE). Ed erano i giorni in cui Il Sole 24 Ore titolava a titoli cubitali “FATE PRESTO”, per dare il massimo risalto alla paura dello spread e piegare la sovranità di una nazione. Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Ora che i risultati elettorali premiano Beppe Grillo, in vista delle elezioni del 2013 la minaccia descritta dal Sole 24 Ore è di nuovo chiara: lo spread sarà ancora la leva per sottomettere gli italiani, e piegare Grillo. “La sola cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa”, disse Franklin D. Roosevelt nel suo discorso inaugurale nel marzo 1933. Il consiglio del giornale di Confindustria al popolo italiano è, per contro, “Abbiate paura! Sempre!”.  La franchezza che emerge in questo articolo di Vito Lops è brutale. Il pezzo  merita di essere letto per intero, con le nostre sottolineature.

Grillo non si ferma più e spaventa anche la finanza.
L’esperto: se vince le elezioni lo spread vola oltre 500

di Vito LopsIl Sole 24 Ore.

Che sia giusto o sbagliato siamo entrati in una fase storica in cui non si può negare che i mercati abbiano un peso notevole nell’influenzare la politica dei governi. Lo ha confermato anche il premier Mario Monti, rispondendo alle domande sull’eventuale “minaccia” all’esecutivo rappresentata dalle recenti esternazioni di Berlusconi che ha ventilato l’ipotesi di staccare la spina al governo. Monti ha detto: «Lo chieda ai mercati».  Del resto, in un certo qual modo, è stato proprio l’impennarsi dello spread fino a 575 punti base l’autunno scorso a spingere il presidente Giorgio Napolitano a nominare d’urgenza Monti senatore a vita, atto necessario prima del passaggio a premier dell’attuale governo semi-tecnico. Quindi, a conti fatti, sono stati propri i mercati a spingere un tecnico come Monti alla guida dell’Italia. Gli stessi mercati che hanno avuto il loro peso nel vanificare il tentativo di referendum anti-euro in Grecia a fine 2011 e hanno spinto Atene a elezioni ripetute sine die fino ad ottenere una maggioranza più solida. E gli esempi in questo senso, quelli della pressione dei mercati sulle scelte politiche, potrebbero essere ampliati.

A questo punto, è forse opportuno porsi un’altra domanda.

Dopo lo straordinario successo che il Movimento 5 stelle ha ottenuto nelle elezioni in Sicilia – difatti il primo partito nell’Isola con il 15% dei voti e con un investimento in campagna elettorale di soli 25mila euro – come potrebbero reagire i “fantomatici” mercati a un eventuale analogo successo di Grillo alle elezioni parlamentari della prossima primavera?

Un successo che, stando ai sondaggi, potrebbe concretizzarsi visto che attualmente il Movimento 5 stelle è intorno al 20% e si proietta al momento come seconda forza politica del Paese, dopo il Pd.

«I mercati cercano politiche che siano coerenti con gli interessi dei detentori del debito: chiunque e in qualunque forma tuteli il rimborso delle obbligazioni detenute dagli investitori globali è sostenuto e non avversato dai flussi di investimento; nel caso contrario – si veda il referendum greco cancellato con un colpo di spread – si innescano quelle vendite che molti identificano con la cosiddetta speculazione», spiega Gabriele Roghi, responsabile gestioni patrimoniali di Invest Banca.

«Il discorso generale è che la politica e la democrazia sono state messe sotto scacco da una finanza che ha ormai da tempo esondato dal proprio alveo naturale, quello del Glass Steagal Act (legge varata nel 1933 negli Stati Uniti per contenere la speculazione finanziaria introducendo il principio della separazione tra attività bancaria tradizionale e attività bancaria di investimento, abrogata nel 1999 dal Gramm-Leach-Bliley Act, ndr) per intenderci, e ormai non è sottomessa al legislatore ma lo guida in un rapporto innaturale che sta causando forti tensioni sociali. Il caso di Obama è eclatante: partito come il messia che ci avrebbe salvato dalla finanza, ha dovuto chinare il capo di fronte a lobby più potenti dello stesso Commander in Chief, che ha potuto solo emanare una legge di oltre 3.000 pagine che non riesce a disporre quello che le 125 pagine del Glass Steagal tanto bene ha definito per 70 anni».

E Grillo piacerebbe ai mercati? «Se dovesse confermarsi come seconda forza politica e addirittura essere cruciale per la formazione di un governo – prosegue Roghi – o se a un certo punto i sondaggi dessero queste indicazioni, credo che i “mercati” farebbero tornare lo spread in area di pericolo, oltre i 500 punti per convincere gli italiani, prima delle elezioni, o i parlamentari dopo il voto, a dirigersi verso un Monti/altro tecnocrate a loro gradito».

twitter.com/vitolops

Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-10-30/grillo-ferma-spaventa-anche-113259.shtml?uuid=AbhOGLyG.

DEDICATO AGLI “ARRIVISTI”

Il punto G, quello che ti dà l’orgasmo nei salotti dei talk show. L’atteso quarto d’ora di celebrità di Andy Warhol. A casa gli amici, i parenti applaudono commossi nel condividere l’emozione di un’effimera celebrità, sorridenti, beati della tua giusta e finalmente raggiunta visibilità. Seduto in poltroncine a schiera, accomunato ai falsari della verità, agli imbonitori di partito, ai diffamatori di professione, devastato dagli applausi a comando di claque prezzolate. Soggetto, bersaglio consapevole ben pettinato alla bisogna che porge il lato migliore del proprio profilo alla morbosa attenzione di cameraman che ti inquadrano implacabili se annuisci quando enuncia le sue soluzioni un qualunquemente stronzo. Lì, in una gabbia di un circo, come su un trespolo, muto per ore, povera presenza rituale di cui si vuole solo lo scalpo, macellato come un agnello masochista, rispondi per i quattro minuti che ti sono concessi a domande preconfezionate poste da manichini al servizio dei partiti. Pretoriani dell’informazione il cui unico compito è perpetuare l’esistenza del Sistema attraverso l’ultimo strumento di mesmerismo mediatico rimastogli: la televisione. Lo share del programma aumenta, tutto merito tuo, trattato e esibito come un trofeo, come un alieno, una bestia rara e, contemporaneamente diminuisce il consenso per il Movimento a cui appartieni o dici di appartenere. Chi non conosce nulla del MoVimento e segue il talk show, dopo il morbido e avvolgente abbraccio televisivo al quale ti sei consegnato volontariamente (con voluttà?) opta per il meno peggio e quello non sei mai tu, ma è sempre un altro, quello che sa vendere le sue menzogne (è il suo mestiere), che ha parlato per un’ora mai interrotto da chi gestisce il talk show, quello che nessuno ha mai contraddetto. Attoniti, gli attivisti, vedono i voti guadagnati con fatica nei banchetti nei fine settimana volare nel vento, fluire in un secchio bucato, e pensano ai mille video caricati sulla Rete, alle dirette streaming tenute in piedi a forza di volontà per mancanza di connessione, conoscono sulla loro pelle la difficoltà di spiegare a persone ormai deluse e incredule che il MoVimento 5 Stelle è altro dai partiti, che non prende rimborsi elettorali, che taglia gli stipendi degli eletti, che non partecipa alle elezioni provinciali per coerenza, che vuole il rispetto dell’esito dei referendum, eccetera, eccetera. A volte non ci resta che piangere.

Fonte blog di Beppe Grillo