PETIZIONE NO TASI A QUARTUCCIU

                                                    TESTO PETIZIONE

La Tasi , ovvero la tassa dei servi indivisibili , è l’ennesima nuova imposta comunale, rivolta non solo al proprietario a qualsiasi titolo di fabbricati, compresa l’abitazione principale ma anche all’affittuario, e che va a gravare ulteriormente sulle nostre spalle,   sulle spalle di noi Cittadini ormai tartassati da infiniti tributi.

Nei servizi indivisibili dei Comuni, rientrano ad esempio: 

pubblica sicurezza e vigilanza

tutela del patrimonio artistico e culturale

illuminazione stradale pubblica

servizi cimiteriali

servizi di manutenzione stradale e del verde pubblico

servizio di protezione civile

servizio di tutela degli edifici ed aree comunali.

 

CONSIDERATO CHE

noi Cittadini già contribuiamo con Imu, addizionali comunali e con i costi di urbanizzazione all’erogazione dei servizi sopra citati, siamo anche consapevoli che la qualità di tali servizi nel Comune di Quartucciu risulta essere alquanto carente se non addirittura in alcuni casi inesistente

PERTANTO

i Cittadini firmatari della petizione chiedono all’attuale amministrazione di abolire totalmente la TASI.

 

Promotore della petizione il Movimento Cittadino Civico 5 Stelle di Quartucciu,

referente il consigliere comunale Bruno Flavio Martingano.

 

In allegato copia della C.I. e recapito telefonico del referente dell’iniziativa oltre

a n°     fogli     recanto n°     firme di Cittadini aderenti.

ASSOCIAZIONE SARDA GENITORI ONCOEMATOLOGIA PEDIATRICA

In questa locandina sono indicate date e orari di spettacoli il cui ricavato andrà all’ASGOP ( associazione sarda genitori oncoematologia pediatrica) che si occupa di aiutare i bambini malati di tumore e le loro famiglie nel difficilissimo percorso che questi piccoli devono affrontare per sperare nella guarigione. Fornisce materiali sanitari e medicinali al reparto, paga i corsi di aggiornamento a medici e infermieri, perché il  servizio sanitario nazionale non puo’ pagare per mancanza di fondi, sostiene le famiglie in difficoltà economica dando loro buoni spesa, buoni benzina, pagando bollette, viaggi della speranza in strutture italiane o europee dove le cure sperimentali potrebbero dare una possibilità al bimbo,  finanzia percorsi mirati di musicoterapia,  terapia della lettura,  pet therapy (terapia con cagnolini in reparto) l’obiettivo è quello di curare e prendersi cura della mente e della parte emotiva a volte compromessa dalle durissime cure che questi campioni devono affrontare. Ci sono spettacoli  per tutti i gusti, anche due spettacoli di marionette per bambini con compagnie molto famose. Se interessati sappiate che  i biglietti, hanno un costo di soli 5 euro.

Se puoi e vuoi divulgare questa rassegna sarebbe un bellissimo gesto….

Grazie, a presto ciao.

Intervista al primario del reparto    http://www.ladonnasarda.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=630%3Arossella-mura-una-vita-per-la-vita-dei-bambini&Itemid=720

Alcuni bimbi che fanno da modelli alle campagne di sensibilizzazione https://www.facebook.com/243175895701399/photos/a.254309684588020.70069.243175895701399/754474327904884/?type=1&theater

Articolo e  videointerviste alle psicologhe che fanno la musicoterapia e terapia della lettura che finanziamo noi come ASGOP  http://www.ladonnasarda.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=360%3Amusicoterapia-e-letturaterapia-al-microcitemico&Itemid=638#.VA1v-aPElxU

alcuni momenti in reparto con la terapia della lettura https://www.facebook.com/asgop.onlus/photos/a.10153144515779625.1073741830.53657824624/10153144516484625/?type=1&theaterhttps://www.facebook.com/asgop.onlus/photos/a.10153144515779625.1073741830.53657824624/10153144516184625/?type=1&theater

04 OTTOBRE 2014: PRESENTAZIONE DEL VOLANTONE SARDEGNA

dal Comunicato politico numero uno
La democrazia può partire solo dal basso. Il nuovo Rinascimento avrà origine nei Comuni.
dal Comunicato politico numero 7
Senza informazione libera non c’è democrazia. Se l’informazione diventa strumento di interessi privati e dei partiti non c’è democrazia.

Un gruppo di persone si costituisce come tale quando hanno in comune un progetto, uno stesso obiettivo da raggiungere.
Il Volantone Sardegna nasce per dare la voce ai Cittadini e ai loro problemi, per proporre delle soluzioni a 5 stelle che hanno una unica priorità: il bene comune.
La versione cartacea del Volantone non esclude il web, anzi rappresenta uno strumento in più di comunicazione.
Ricordiamoci tutti che Beppe non scrive solo sul blog, ma parla direttamente nelle piazze alla gente !!!
Il Volantone Sardegna nasce nel tentativo di realizzare una libera informazione senza contributi di Stato:
i Cittadini si autofinanziano e stampano per la prima edizione più di 6000 copie cartacee;
i Cittadini scrivono articoli inerenti problematiche regionali, territoriali e comunali e concedono la liberatoria per pubblicarli gratuitamente;
i Cittadini si prodigano per l’impaginazione e la parte grafica editoriale, dedicando del tempo prezioso senza alcun tornaconto economico.
Persino i committenti sono tenuti a pagare le copie ordinate !!!

Il MoVimento 5 Stelle è una libera associazione di cittadini. Non è un partito politico nè si intende che lo diventi in futuro. Non ideologie di sinistra o di destra, ma idee. Vuole realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità dei cittadini il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi

Bruno Flavio Martingano

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IL MIO NO AI POLIGONI MILITARI

Vorrei ricordare a molti che alcuni personaggi politici oggi presenti sulle prime pagine dei quotidiani locali con foto e dichiarazioni varie, sono stati in un recente passato alla presidenza della Regione Autonoma della Sardegna e attualmente sono, con il proprio partito di appartenenza, sia al governo della Regione che Nazionale: non mi pare che abbiano mai preso decisioni contrarie alle attività di addestramento e alle simulazioni belliche all’interno dei poligoni militari.

Mi auguro che in un prossimo futuro se riuscissimo col MoVimento ad avere una rappresentanza all’interno del consiglio regionale, si possa esprimere una posizione chiara, condivisa ed unitaria in merito all’argomento.

Io personalmente sono contrario ai ” poligoni militari “.

Sono contrario alla guerra in tutte le sue forme, in tutte le sue espressioni e sfumature e a tutto ciò che alla guerra è riconducibile: ” ripudio la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali .”

Bruno Flavio Martingano

 

MANIFESTADA NATZIONALE CONTRA A S’OCUPATZIONE MILITARE DE SA SARDIGNA

Sabato 13 Settembre dalle ore 16:30

Di fronte al Poligono militare di Capo Frasca

 

L’occupazione militare della Sardigna rappresenta un sopruso che dura da sessanta anni e che non siamo più disposti a tollerare.
La nostra terra è ridotta a un campo di sperimentazione militare in cui diventa lecita qualsiasi soglia di inquinamento e viene testata qualsiasi tecnica di sterminio.
Col passare del tempo lo Stato italiano intensifica il ritmo e il peso delle esercitazioni militari.
L’occupazione militare rappresenta la negazione più evidente della nostra sovranità nazionale e impedisce uno sviluppo socio-economico indipendente del nostro popolo, condannando la Sardigna all’infamante ruolo di area di servizio della guerra.
Vogliamo che la Sardigna diventi un’isola di pace e che il suo territorio sia assolutamente indisponibile per le esercitazioni di guerra, di qualunque esercito (compreso quello italiano) e sia interdetto a qualunque attività o presenza connesse con chi usa la guerra per aggredire altri popoli o per crimini contro i civili, colpendo ospedali, scuole, rifugi per sfollati e abitazioni civili.
Chiediamo che la Sardigna sia immediatamente e per sempre interdetta all’aviazione militare israeliana.

Invitiamo tutto il popolo sardo, le associazioni, i partiti e i comitati ad aderire e partecipare alla manifestazione indetta a Capo Frasca il prossimo 13 di settembre per pretendere a gran voce:
– Il blocco immediato di tutte le esercitazioni militari.
– Chiusura di tutte le servitù, basi e poligoni militari con la bonifica e la riconversione delle aree interessate.

manifestada13@yahoo.it
La pagina verrà costantemente aggiornata con l’arrivo di nuove adesioni.

Aderiscono alla manifestazione:

A Manca pro s’Indipendentzia – PTS
Sardigna Natzione Indipendentzia
Comitato Sardo Gettiamo le Basi
Comitato Su Giassu
Comitato Civico Su Sentidu
Comitato No Radar Capo S.Marco
Comitato Sulcis In Lotta
Fronte Indipendentista Unidu
C.U.A. (Collettivo Universitario Autonomo) Casteddu
Confederazione Sindacale Sarda – CSS
Scida – Giovunus Indipendentistas
SIS-MA
Comitato No Megacentrale Guspini
Assòtziu de sos Istudentes Sardos – Su Majolu
ProgReS – Progetu Repùblica
Tzoku
Kentze Neke
Soberania Populare
Ora in silenzio per la pace – Genova
Tenore Luisu Ozzanu – Siniscola
Collettivo Furia Rossa – Oristano
Comitato Contro la Guerra – Milano
Assòtziu Zirichiltaggia
Coordinamento dei Comitati No MUOS
Comitato Amparu – Teulada
Testata libertaria “Odissea”
PCL Sardegna
Wesak del Mediterraneo
iRS – Indipendentzia Repubrica de Sardigna
No Chimica Verde-No Inceneritore Porto Torres-Sassari
Gruppo Opìfice
Assotziu Consumadoris Sardigna – Onlus
“Rimettiamo Radici” (No Radar Capo Pecora)
Rifondazione – Comunisti italiani – Sinistra Sarda
Cìrculu Indipendentista “Hugo Chávez”
Malerbe-casa di autoproduzione
Gruppo Sardegna del Servizio Civile Internazionale
Su La Testa – L’altra Lombardia
Comitato Civico “No Progetto Eleonora”
“No al furtovoltaico a Narbolia” – Comitato “S’arrieddu per Narbolia”
Arci Sardegna
Unione degli Studenti Sardegna
Associazione CambiAmo Arbus
Collettivo Palestina Rossa
Coordinamento Fronte Palestina – Milano
Gruppo Sardegna Pulita
Partito Sardo d’Azione
Associazione Amicizia Sardegna Palestina
BDS Sardegna
Movimentu de sos disoccupados
Le Mafalde Associazione Interculturale – Prato
Rivista digitale Limba Sarda 2.0
Movimento per il lavoro i diritti e l’ambiente
Associazione Culturale Scirarindi
Comitato Carlofortini Preoccupati
Comitati Sardi per la Lista “L’Altra Europa”
Comitato Nurra Dentro-Riprendiamoci l’Agro/Sassari
Presidio Piazzale Trento di Cagliari
Meeutp Polis Oristano a 5 Stelle
Associazione culturale Sustainable Happiness
Laboratorio Gallura
Movimento Cittadino Civico 5 Stelle di Quartucciu
Comitato Terrasana Decimoputzu
Coordinamentu pro su Sardu Ufitziale
Sardegna Possibile
Movimento Pastori Sardi
Movimento Nonviolento da Nuoro
Associazione no profit “Zulema” – Oristano
Associazione culturale “Ozzy Eventi”
Ruja Karrera

ASSEMBLEA INTERNAZIONALE CONTRO LE ESERCITAZIONI ISRAELIANE IN SARDEGNA : DOCUMENTO FINALE

L’assemblea internazionale contro le esercitazioni israeliane in Sardegna e per il sostegno alla campagna di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS), riunita a Cagliari il 30 agosto presso il teatro Adriano, a seguito delle varie sessioni e gruppi di lavoro (BDS economico, BDS culturale ed esercitazioni) che si sono svolti nel corso della giornata ha prodotto il seguente documento:

 

L’assemblea ritiene illegittime le esercitazioni che si svolgeranno in Sardegna a partire dal mese di settembre, in particolare quelle israeliane in quanto portate avanti da un governo che occupa la Palestina tutta illegalmente e fa della pratica di guerra d’aggressione uno dei capisaldi della sua politica estera.

Per questi motivi, nel quadro della più ampia lotta contro l’occupazione militare della Sardegna, l’assemblea si impegna in una attività di contrasto delle esercitazioni perché queste vengano bloccate.

Individua a tal fine, come primi momenti di mobilitazione la manifestazione del 13 settembre prevista a Capo Frasca, il sit-in previsto a Lanusei in occasione dell’inizio del “processo Quirra” e la manifestazione prevista a Roma per il 27 settembre e si impegna a promuovere, attraverso una maggiore strutturazione delle relazioni tra i soggetti che hanno partecipato all’assemblea, una manifestazione da convocarsi a Decimomannu (CA) in occasione delle esercitazioni israeliane.

Chiede che i parlamentari che hanno partecipato all’assemblea si rendano portatori di una istanza di trasparenza presso la Regione Autonoma della Sardegna affinché vengano resi pubblici sul portale dell’amministrazione i verbali del COMIPA e affinché il Ministero della difesa renda pubblico, nel dettaglio, il calendario delle esercitazioni previste.

Nell’ottica di una maggiore territorializzazione della vertenza contro le esercitazioni si impegna alla redazione di un documento da inviare a tutte le amministrazioni locali della Sardegna perché esprimano la loro contrarietà alle esercitazioni.

L’assemblea fa proprio l’appello della società civile palestinese per una campagna di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni e individua nel BDS uno strumento di lotta utile ed efficace, da portare avanti tramite campagne di sensibilizzazione popolare e di pressione sul mondo politico e sulle rappresentanze istituzionali.

In particolare, sulla scorta di quanto è emerso nell’intervento di Omar Barghouti, si propone di focalizzare le campagne su obiettivi specifici e individua nell’ambito farmaceutico e alimentare (tra gli altri Teva e Sodastream), il terreno sul quale portare avanti una campagna di sensibilizzazione degli operatori del settore, delle associazioni dei consumatori e degli enti locali.

Per quanto riguarda il boicottaggio accademico e culturale propone inoltre un rafforzamento delle network esistente tra docenti e discenti, la promozione di momenti di riflessione comune sugli obiettivi istituzionali di tale strumento, sulla sua legittimità e sui suoi confini.

Si impegna ad un monitoraggio territoriale degli accordi in essere tra realtà accademiche e di ricerca locali e istituzioni israeliani e sulla denuncia delle politiche di apartheid che, anche in campo accademico e culturale, vengono praticate.

L’assemblea fa propria la campagna contro la partecipazione israeliana all’Expo di Milano del 2015 e aderisce all’assemblea pubblica sul tema che si svolgerà il 19 ottobre a Milano.

LIBERATE VOI STESSI LIBERANDO LA PALESTINA

L’Arcivescovo Emerito Desmond Tutu, in un articolo in esclusiva per Haaretz, ha lanciato un appello per un boicottaggio globale di Israele, chiedendo con urgenza a israeliani e palestinesi di essere migliori dei loro leader, nel cercare una soluzione sostenibile alla crisi in Terra Santa.

Di Desmond Tutu

14 Agosto 2014 | 21:56 
Originale pubblicato su http://www.haaretz.com/opinion/1.610687 – Traduzione realizzata dalla Comunità di Avaaz. 

Le scorse settimane hanno visto una mobilitazione senza precedenti della società civile di tutto il mondo contro l’ingiustizia e la brutalità della sproporzionata risposta israeliana al lancio di razzi dalla Palestina.

Se si contano tutte le persone che si sono radunate lo scorso fine settimana a Città del Capo, a Washington DC, a New York, a Nuova Delhi, a Londra, a Dublino, a Sidney ed in tutte le altre città del mondo per chiedere giustizia in Israele e Palestina, ci si rende subito conto che si tratta senza dubbio della più grande ondata di protesta di sempre dell’opinione pubblica riguardo ad una singola causa.

Circa venticinque anni fa, ho partecipato a diverse grandi manifestazioni contro l’apartheid. Non avrei mai immaginato che avremmo rivisto manifestazioni tanto numerose, ma sabato scorso a Città del Capo l’affluenza è stata uguale se non addirittura maggiore. C’erano giovani e anziani, musulmani, cristiani, ebrei, indù, buddisti, agnostici, atei, neri, bianchi, rossi e verdi… come ci si aspetterebbe da una nazione viva, tollerante e multiculturale.

Ho chiesto alla gente in piazza di unirsi al mio coro: “Noi ci opponiamo all’ingiustizia dell’occupazione illegale della Palestina. Noi ci opponiamo alle uccisioni indiscriminate a Gaza. Noi ci opponiamo all’indegno trattamento dei palestinesi ai checkpoint e ai posti di blocco. Noi ci opponiamo alla violenza da chiunque sia perpetrata. Ma non ci opponiamo agli ebrei.”

Pochi giorni fa, ho chiesto all’Unione Internazionale degli Architetti, che teneva il proprio convegno in Sud Africa, di sospendere Israele dalla qualità di Paese membro.

Ho pregato le sorelle e i fratelli Israeliani presenti alla conferenza di prendere le distanze, sia personalmente che nel loro lavoro, da progetti e infrastrutture usati per perpetuare un’ingiustizia. Infrastrutture come il muro, i terminal di sicurezza, i posti di blocco e gli insediamenti costruiti sui territori Palestinesi occupati.

Ho detto loro: “Quando tornate a casa portate questo messaggio: invertite la marea di violenza e di odio unendovi al movimento nonviolento, per portare giustizia a tutti gli abitanti della regione”.

In poche settimane, più di 1 milione e 600mila persone in tutto il mondo hanno aderito alla campagna lanciata da Avaaz chiedendo alle multinazionali che traggono i propri profitti dall’occupazione della Palestina da parte di Israele e/o che sono coinvolte nell’azione di violenza e repressione dei Palestinesi, di ritirarsi da questa attività. La campagna è rivolta nello specifico a ABP (fondi pensionistici olandesi); a Barclays Bank; alla fornitura di sistemi di sicurezza (G4S), alla francese Veolia (trasporti); alla Hewlwtt-Packard (computer) e alla Caterpillar (fornitrice di Bulldozer).

Il mese scorso 17 governi della UE hanno raccomandato ai loro cittadini di astenersi dal fare affari o investimenti negli insediamenti illegali israeliani.

Abbiamo recentemente assistito al ritiro da banche israeliane di decine di milioni di euro da parte del fondo pensione olandese PGGM e al ritiro da G4S della Fondazione Bill e Melinda Gates; e la Chiesa presbiteriana degli Stati Uniti ha ritirato una cifra stimata in 21 milioni dollari da HP, Motorola Solutions e Caterpillar.

Questo movimento sta prendendo piede.

La violenza genera solo violenza ed odio, che generano ancora più violenza e più odio.

Noi sudafricani conosciamo la violenza e l’odio. Conosciamo la pena che comporta l’essere considerati la puzzola del mondo, quando sembra che nessuno ti comprenda o sia minimamente interessato ad ascoltare il tuo punto di vista. È da qui che veniamo.

Ma conosciamo anche bene i benefici che sono derivati dal dialogo tra i nostri leader, quando organizzazioni etichettate come “terroriste” furono reintegrate ed i loro capi, tra cui Nelson Mandela, liberati dalla prigione, dal bando e dall’esilio.

Sappiamo che, quando i nostri leader cominciarono a parlarsi, la logica della violenza che aveva distrutto la nostra società si è dissipata ed è scomparsa. Gli atti di terrorismo iniziati con i negoziati, quali attachi ad una chiesa o ad un pub, furono quasi universalmente condannati ed i partiti responsabili furono snobbati alle elezioni.

L’euforia che seguì il nostro votare assieme per la prima volta non fu solo dei sudafricani neri. Il vero trionfo della riappacificazione fu che tutti si sentirono inclusi. E dopo, quando approvammo una costituzione così tollerante, compassionevole e inclusiva che avrebbe reso orgoglioso anche Dio, tutti ci siamo sentiti librerati.

Certo, avere un gruppo di leader straordinari ha aiutato.

Ma ciò che alla fine costrinse questi leader a sedersi attorno al tavolo delle trattative fu l’insieme di strumenti persuasivi e non violenti messi in pratica per isolare il Sudafrica economicamente, accademicamente, culturalmente e psicologicamente.

A un certo punto – il punto di svolta – il governo di allora si rese conto che preservare l’apartheid aveva un costo superiore ai suoi benefici.

L’interruzione, negli anni ’80, degli scambi commerciali con il Sud Africa da parte di aziende multinazionali dotate di coscienza, è stata alla fine una delle azioni chiave che ha messo in ginocchio l’apartheid, senza spargimenti di sangue. Quelle multinazionali avevano compreso che, sostenendo l’economia del Sud Africa, stavano contribuendo al mantenimento di uno status quo ingiusto.

Quelli che continuano a fare affari con Israele, che contribuiscono a sostenere un certo senso di “normalità” nella società Israeliana, stanno arrecando un danno sia agli israeliani che ai palestinesi. Stanno contribuendo a uno stato delle cose profondamente ingiusto.

Quanti contribuiscono al temporaneo isolamento di Israele, dichiarano così che Israeliani e Palestinesi in eguale misura hanno diritto a dignità e pace.

In sostanza, gli eventi accaduti a Gaza nell’ultimo mese circa stanno mettendo alla prova chi crede nel valore degli esseri umani.

È sempre più evidente il fallimento dei politici e dei diplomatici nel fornire risposte e che la responsabilità di negoziare una soluzione sostenibile alla crisi in Terra Santa ricade sulla società civile e sugli stessi abitanti di Israele e Palestina.

Oltre che per le recenti devastazioni a Gaza, tante bellissime persone in tutto il pianeta – compresi molti Israeliani – sono profondamente disturbate dalle quotidiane violazioni della dignità umana e della libertà di movimento cui i Palestinesi sono soggetti a causa dei checkpoint e dei posti di blocco. Inoltre, la politica Israeliana di occupazione illegale e di costruzione di insediamenti cuscinetto in una terra occupata aggrava la difficoltà di raggiungere in futuro un accordo che sia accettabile per tutti.

Lo stato di Israele si sta comportando come se non ci fosse un domani. Il suo popolo non potrà avere la vita tranquilla e sicura che vuole – e a cui ha diritto – finché i suoi leader continueranno a mantenere le condizioni che provocano il conflitto.

Io ho condannato quanti in Palestina sono responsabili dei lanci di missili e razzi contro Israele. Soffiano sulle fiamme dell’odio. Io sono contrario ad ogni manifestazione di violenza.

Ma dobbiamo essere chiari che il popolo palestinese ha ogni diritto di lottare per la sua dignità e libertà. È una lotta che ha il sostegno di molte persone in tutto il mondo.

Nessuno dei problemi creato dagli esseri umani è irrisolvibile, quando gli esseri umani stessi si impegnano a risolverlo con il desiderio sincero di volerlo superare. Nessuna pace è impossibile quando la gente è determinata a raggiungerla.

La Pace richiede che israeliani e palestinesi riconoscano l’essere umano in loro stessi e nell’altro, che riconoscano la reciproca interdipendenza.

Missili, bombe e insulti non sono parte della soluzione. Non esiste una soluzione militare.

È più probabile che la soluzione arrivi dallo strumento nonviolento che abbiamo sviluppato in Sud Africa negli anni ’80, per persuadere il governo della necessità di modificare la propria linea politica.

Il motivo per cui questi strumenti – boicottaggio, sanzioni e disinvestimenti – si rivelarono efficaci, sta nel fatto che avevano una massa critica a loro sostegno, sia dentro che fuori dal Paese. Lo stesso tipo di sostegno di cui siamo stati testimoni, nelle utlime settimane, a favore della Palestina.

Il mio appello al popolo di Israele è di guardare oltre il momento, di guardare oltre la rabbia nel sentirsi perennemente sotto assedio, nel vedere un mondo nel quale Israele e Palestina possano coesistere – un mondo nel quale regnino dignità e rispetto reciproci.

Ciò richiede un cambio di prospettiva. Un cambio di mentalità che riconosca come tentare di perpetuare l’attuale status quo equivalga a condannare le generazioni future alla violenza e all’insicurezza. Un cambio di mentalità che ponga fine al considerare ogni legittima critica alle politiche dello Stato come un attacco al Giudaismo. Un cambio di mentalità che cominci in casa e trabocchi fuori di essa, nelle comunità, nelle nazioni e nelle regioni che la Diaspora ha toccato in tutto il mondo. L’unico mondo che abbiamo e condividiamo.

Le persone unite nel perseguimento di una causa giusta sono inarrestabili. Dio non interferisce nelle faccende della gente, ha fiducia nel fatto che noi cresceremo ed impareremo risolvendo le nostre difficoltà e superando le nostre divergenze da soli. Ma Dio non dorme. Le Scritture Ebraiche ci dicono che Dio è schierato dalla parte del debole, dalla parte di chi è senza casa, della vedova, dell’orfano, dalla parte dello straniero che libera gli schiavi nell’esodo verso la Terra Promessa. Fu il profeta Amos che disse che dobbiamo lasciar scorrere la giustizia come un fiume.

La giustizia prevarrà alla fine. L’obiettivo della libertà del popolo palestinese dall’umiliazione e dalle politiche di Israele è una causa giusta. È una causa che lo stesso popolo di Israele dovrebbe sostenere.

Nelson Mandela disse che i Sudafricani non si sarebbero potuti sentire liberi finché anche i Palestinesi non lo fossero stati.

Avrebbe potuto aggiungere che la liberazione della Palestina libererà anche Israele.

ASSEMBLEA INTERNAZIONALE CONTRO LE ESERCITAZIONI ISRAELIANE IN SARDEGNA

Un granello di sabbia nella macchina del massacro. 

Per una assemblea internazionale contro le esercitazioni israeliane in Sardegna e per il rilancio della campagna di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni

 

Un granello di sabbia nella macchina del massacro. Per una assemblea internazionale contro le esercitazioni israeliane in Sardegna e per il rilancio della campagna di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni. Per settimane lo stato di Israele ha seminato morte e distruzione nella striscia di Gaza, bombardando deliberatamente ospedali, scuole, strutture civili, abitazioni, persino cimiteri.

Quasi 2000 vittime, in larghissima parte civili, donne e bambini sono stati assassinati scientemente dall’esercito, dall’aviazione e dalla marina israeliana che hanno trasformato l’enorme prigione a cielo aperto di Gaza in un mattatoio, dove si vive e si muore “per un sì o per un no”, perché si è andati a fare la spesa nel momento sbagliato, perché ci si è rifugiati in una scuola dell’ONU, perché si lavora o ci si cura in un ospedale, perché, semplicemente, si vive nella Striscia di Gaza.

Lo stato di Israele e il suo governo sono i soli responsabili della situazione in cui versa Gaza e tutta la Palestina: non solo perché in maniera tronfia cercano di ammazzarne o espellerne gli abitanti oggi, ma perché perseguono la politica di occupazione e de-arabizzazione della regione da oltre sessant’anni.

In tutto il mondo è montata la rabbia e la protesta per porre fine al massacro e perché i governi non si rendano ancora complici, con trattati commerciali, militari e di cooperazione con uno stato che opprime, soggioga, uccide e nega il diritto di esistenza ai palestinesi.

L’Italia è oggi il principale partner europeo in materia di armamenti dello stato di Israele. In Sardegna le forze armate israeliane svolgono, ormai da anni, parti rilevanti delle loro esercitazioni e delle loro sperimentazioni, cosa che ha portato uno stato europeo evidentemente più sensibile dell’Italia, la Svezia, a rifiutare le esercitazioni congiunte con Israele. Le stesse armi che vengono sperimentate nei poligoni dell’Isola, causando danni all’economia, alla salute e alla libertà dei sardi, portano distruzione e morte in Palestina. Già nel 2006 alle esercitazioni congiunte effettuate dalle forze armate israeliane in Sardegna seguì, di poco, l’aggressione al Libano.

Non possiamo rimanere silenti di fronte a questi fatti; non possiamo né vogliamo essere complici del massacro di Gaza, dell’occupazione e dell’apartheid in Palestina; non possiamo continuare a sopportare l’occupazione militare della Sardegna.

Da settembre riprenderanno le esercitazioni militari israeliane nella nostra isola. Deve essere chiaro a tutti che quelle armi, testate qui in Sardegna, sono congegni di morte che uccidono i civili palestinesi a Gaza e in Cisgiordania.

L’addestramento e l’esercitazione fanno pienamente parte del dispositivo militare di offesa che lo stato di Israele utilizza nei teatri di guerra. La collaborazione approntata dallo Stato italiano è dunque collaborazione con uno stato in guerra. Fermare questa collaborazione è un aiuto concreto alla popolazione martoriata dall’aggressione: ogni giorno di sospensione delle esercitazioni israeliane in Sardegna è un granello di sabbia nella macchina bellica che opprime e massacra il popolo palestinese. La Sardegna è dunque diventata nel corso degli anni uno snodo importante per le politiche di guerra, anche per quelle israeliane.

Facciamo appello, dunque, a tutti i democratici, ai pacifisti, al mondo della solidarietà internazionale e della cooperazione, a tutti i solidali col popolo palestinese per una mobilitazione generale finalizzata a bloccare le esercitazioni e rilanciare la campagna BDS.

Chiediamo alla Giunta Regionale della Sardegna e a tutte le istituzioni democratiche di ogni ordine e grado, a partire dai Comuni,di prendere una posizione chiara nel merito e di attivarsi per esigere la sospensione delle esercitazioni previste.

Proponiamo una assemblea generale, da tenersi in Sardegna, a Cagliari, il 30 agosto, per costruire un percorso concreto di mobilitazione per il blocco delle esercitazioni e per il rilancio della campagna BDS.

       

Per adesioni e informazioni: assembleapalestinacagliari@gmail.com

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QUARTUCCIU: GIOCO DELL’ESTATE 2014 PERCORSO AUTOMOBILISTICO DALLA TAZZA ALLA PIAZZA

FINALITA’ DEL GIOCO

Trovare la strada senza bestemmiare per arrivare dalla Tazza del Cappuccino a Piazza del Crocifisso.

CHI PUO’ PARTECIPARE

Tutti i possessori di autoveicoli esclusi i fuoristrada

 

GIOCO A PREMI

Il fortunato vincitore potrà scegliere fra due premi in palio:

un anno di esenzione dalla TASI   oppure sei mesi di fornitura gratuita di gas.

Il tutto gentilmente offerto ai residenti dall’attuale giunta comunale.

ISCRIZIONI

Non affrettatevi tanto prima che finiscono i lavori …