LE TUTELE CRESCENTI

Con l’approvazione del “job acts” le nuove regole entreranno in vigore soltanto per i nuovi assunti, mentre per quelli che verranno occupati entro la mezzanotte del giorno prima dell’entrata in vigore del decreto delegato – 01 Gennaio 2015 – seguiteranno ad operare le regole attuali.
Avranno ragione di pensare che non provocherà in noi una reazione di massa ed una giusta protesta se la riduzione delle tutele dei lavoratori non ci tocca direttamente ma colpirà le prossime generazioni ed il futuro dei nostri figli ?


Se così fosse allora siamo destinati a soccombere nel girone degli ignavi.

Tratto dalla divina commedia canto terzo dell’inferno ” gli ignavi ”
«Questo misero modo
tegnon l’anime triste di coloro
che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo.
Mischiate sono a quel cattivo coro
de li angeli che non furon ribelli
né fur fedeli a Dio, ma per sé fuoro.
Caccianli i ciel per non esser men belli,
né lo profondo inferno li riceve,
ch’alcuna gloria i rei avrebber d’elli».
E io: «Maestro, che è tanto greve
a lor che lamentar li fa sì forte?».
Rispuose: «Dicerolti molto breve.
Questi non hanno speranza di morte,
e la lor cieca vita è tanto bassa,
che ‘nvidïosi son d’ogne altra sorte.
Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa».

La condizione degli ignavi è la peggiore, in quanto non vengono neanche riconosciuti come veri uomini: non avendo giocato la loro libertà rimangono senza giudizio, fuori sia dall’Inferno sia dal Paradiso, sono coloro che vissero “sanza ‘nfamia e sanza lodo”.

ISTANZA NOMINE DEGLI SCRUTATORI PER LE ELEZIONI EUROPEE DEL 25 MAGGIO

                                                                        c.a. della Sindaca del Comune di Quartucciu Lalla Pulga
                               p.c. Commissione Elettorale – Assessori – Capi Gruppo – Consiglieri Comunali
Oggetto : Istanza nomine degli scrutatori per le elezioni Europee del 25 Maggio     2014
L’attuale crisi economica ed occupazionale ha investito in modo drammatico il nostro territorio creando forti disagi sociali per i Cittadini, in quest’ottica le istituzioni locali dovrebbero rivolgere nei confronti delle categorie disagiate tutte le attenzioni possibili per scongiurare, ove possibile, notevoli sofferenze di natura economica e sociale.
Il nostro Comune, in occasione delle elezioni Europee del 25 Maggio 2014, dovrà avvalersi della collaborazione degli scrutatori di seggio, individuati ai sensi della Legge 8 marzo 1989, n°95. Tale normativa offre grande discrezionalità nella formazione della graduatoria tra i Cittadini che hanno espresso la loro disponibilità ad essere inseriti nell’apposito albo.
Pertanto, il Movimento Cittadino Civico 5 Stelle di Quartucciu, chiede che per le prossime elezioni Europee, stante la drammatica situazione sociale, il nostro Comune adotti come requisito ulteriore per la nomina degli scrutatori la condizione di disoccupazione, oltre a quelli previsti dalla legislazione vigente. Per dare seguito a questa semplice proposta, che va solo ed esclusivamente in direzione dei Cittadini in difficoltà, il Comune deve solo pubblicare un avviso con il quale si invitano gli iscritti negli albi degli scrutatori a produrre autocertificazione relativa al proprio stato di disoccupazione. Il Comune effettuerà i controlli sullo stato di disoccupazione incrociando i dati con quelli per il Centro per l’Impiego. Se il numero degli scrutatori dichiaratosi disoccupato sarà superiore a quello necessario per i seggi elettorali,
l’ Amministrazione preferirà nell’ordine i soggetti che versano nello stato di disoccupazione da maggior tempo. Sicuro di un favorevole accoglimento delle superiori istanze, colgo l’occasione per porgere cordiali saluti.
Quartucciu, 22/04/2014

istanza scrutatori consultazioni europee 2014

0001

istanza nomine degli scrutatori

REFERENDUM SULL’EURO

Un referendum sull’euro con lo scopo di far sì che siamo noi Cittadini  a prendere la decisione in modo democratico e poterci  esprimere liberamente se vogliamo proseguire  a stare nella zona euro. Questo chiede Beppe Grillo.

La risposta continua ad essere  che non si può fare perché l’art.75 della Costituzione vieta referendum abrogativi  su accordi  internazionali.
Il Pd con il suo segretariocapodelgoverno Renzie, continuano a proclamarsi  a favore delle regole euro che ci stanno portando all’auto distruzione economica e non solo , mentre  nel vecchio continente  è sempre più diffusa la convinzione  che l’Europa va ripensata. L’ Europa attuale dei banchieri, dei grandi gruppi finanziari e delle lobby non è certo l’Europa dei popoli.

Dobbiamo salvare l’Europa cambiando le regole della Bce e del FM che altrimenti ci porteranno  al disfacimento totale.
Ci hanno  portati ad entrare nell’Euro con una decisione presa senza alcuna consultazione popolare, in seguito il governo del professor  Monti ci ha imposto  l’obbligo del fiscal compact per cui dobbiamo dare 50 miliardi l’anno ogni anno per 20 anni. Ora  Renzie afferma, con sfrontata sicurezza,  che non sforeremo il 3%, perché pur non riducendo  il debito aumenteremo il PIL.

Ma cosa stiamo facendo  per ridurre il debito che ogni mese aumenta di  miliardi? Aumenterà forse il PIL con gli 80  euro dati ad alcuni a fronte di 85.000 ex lavoratori licenziati in più?

Il nostro attuale governo un successo però l’ha ottenuto:   il famoso pareggio del bilancio lo raggiungeremo nel 2016,  con un anno di ritardo rispetto alla tabella di marcia prefissata. Ma siamo consapevoli del fatto  che siamo l’unico Paese europeo ad averlo inserito nella propria Costituzione? Per quale motivo tale impegno??

Le leggi della Bce che si sono trasformate in un cappio al collo per la nostra economia devono essere contestate, ridiscusse, non rimandate.

Se non si può fare un referendum abrogativo per motivi costituzionali, se ne può fare uno CONSULTIVO.
E’ palese che i soliti noti  non vogliono nemmeno questo, perché porterebbe ad  una campagna di informazione che metterebbe in risalto  tutti i  danni causati finora dall’euro e su ciò che potrebbe accadere  se ne uscissimo.

RINGRAZIARENZI

Renzie continua a raccontare la balla degli 80 euro al mese, in complicità con giornali e tv di regime. Basterebbe andare a leggersi il testo della legge delega ora in discussione al Senato per scoprire che Renzie ha tolto, alle stesse categorie cui ha promesso gli 80 euro, le detrazioni per il coniuge a carico che valgono 700 – 800 euro all’anno, 65 euro al mese circa. La campagna pubblicitaria del venditore di pentole di Firenze finanziata con il sangue delle famiglie italiane. Un voto di scambio a 15 euro. La tua dignità vale così poco?

Niente più detrazioni per il coniuge a carico: è scritto tra le pieghe della più becera ambiguità del cosiddetto Jobs Act, LEGGE DI DELEGA al Governo, attualmente al vaglio del Senato. La lettera c) dell’art. 5 infatti recita così: “ introduzione del tax credit, quale incentivo al lavoro femminile, per le donne lavoratrici, anche autonome, con figli minori e che si trovino al di sotto di una determinata soglia di reddito complessivo della donna lavoratrice, e armonizzazione del regime delle detrazioni per il coniuge a carico” Cosa si nasconde dietro questa faziosa e ambigua dicitura? Un vero e proprio blitz sulla fondamentale detrazione per coniuge a carico, sostituito con un improbabile ed incostituzionalissimo tax credit! Oggi la detrazione per il coniuge a carico spetta a qualunque coniuge lavoratore/lavoratrice, uomo o donna che sia, che abbia moglie o marito a carico  cioè che non abbia superato il reddito di 2.840,51 euro annuo, 5 milioni di vecchie lire. Questa detrazione ammonta all’incirca a 700/800 euro l’anno. Eliminarla sostituendola con questo cosiddetto tax credit significa ridurre  enormemente la platea dei beneficiari! Infatti la tax credit secondo la fuffa dell’articolo menzionato, spetterebbe come credito d’imposta alle imprese che assumono una donna alle seguenti condizioni, coesistenti: – donne lavoratrici anche autonome; – con figli minori; – che si ritrovino al di sotto di un reddito complessivo; Interpretando le pieghe di questa strana normativa si scopre che una donna che venisse assunta con questo meccanismo che avesse un coniuge a carico, oppure una coppia senza figli o senza figli minori, perderebbero la detrazione, che invece oggi spetta. Queste categorie che si troverebbo scoperte, inoltre, sono per lo più proprio quelle alle quali sono stati promessi i famosi 80 euro in busta paga.” Carla Ruocco, M5S Camera

Fonte blog di Beppe Grillo

IL PARAOCCHI

Una sindrome ormai diffusa si aggira in Italia.  Le vittime?  Una moltitudine  di Cittadini.

E’ un paraocchi cautelativo indossato da  coloro che  riescono  ad arrivare in qualche modo alla fine del mese. Serve a trasmettere una estrema sicurezza , a dare una convinzione inconscia e irresponsabile, che si può  godere di una specie di status e che tutto questo si ripeterà all’infinito.

Diventa un dogma: se riesco a sopravvivere oggi ci riuscirò anche domani.

Il paraocchi impedisce  la visuale, o una reale visione della situazione attuale,  soprattutto ai pensionati e ai dipendenti pubblici, che credono fermamente  che la loro pensione o il loro stipendio esisteranno per sempre.
Niente di più falso! Ci  spiace sfatare  questa  loro ferma  quanto arbitraria persuasione.

Prendiamo ad esempio proprio quello che succede oggi in Grecia:  i dipendenti statali  sono stati fra i primi a subire le austerità , con  migliaia di licenziamenti.
Il risultato? Oggi ci sei, con uno stipendio, una pensione o un salario che ti permettono di vivere e di esistere, domani no.

Andiamolo  a spiegare a tutti  quelli che credono nel cambiamento di  Renzi , e dei suoi amici che lo hanno voluto a tutti i costi che cosa ci aspetta!!

Chi ha  buone orecchie non ha  sentito  la voce del populista Grillo urlare.

Chi ha buone orecchie ha sentito la voce di chi vuol essere un megafono che amplifica   le urla  che vengono lanciate dalle persone in crisi di sopravvivenza in preda alla disperazione.  Quelle urla si sentono chiaramente.

IL GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO

Il gioco d’azzardo, anche nel nostro Paese, ha assunto dimensioni rilevanti, anche se non ancora ben definite, e una forte spinta commerciale facilmente percepibile dalle innumerevoli pubblicità che, sempre più sono presenti sui media.

Il gioco d’azzardo porta con sé un rischio che, in particolari gruppi di persone ad alta vulnerabilità, può sfociare in una vera e propria dipendenza comportamentale (Gioco d’Azzardo Patologico – GAP). Questa condizione è ormai riconosciuta come un disturbo compulsivo complesso e cioè una forma comportamentale patologica che può comportare gravi disagi per la persona, derivanti dall’incontrollabilità del proprio comportamento di gioco, e contemporaneamente la possibilità di generare gravi problemi sociali e finanziari oltre che entrare in contatto con organizzazioni criminali del gioco illegale ma, anche e soprattutto, con quelle dell’usura.

Infatti, da un punto di vista sociale, i soggetti affetti da GAP presentano un elevato rischio di compromissione finanziaria personale che ha evidenti ripercussioni in ambito familiare e lavorativo, fino ad arrivare a gravi indebitamenti e alla richiesta di prestiti usuranti.

Questo è uno degli aspetti che collega il gioco d’azzardo patologico alla criminalità organizzata che investe energie e capitali nel gioco d’azzardo.

Va ricordato che il gioco d’azzardo, di per sé, è fonte di legittimo piacere e quindi non può essere vietato o proibito tout court, anche perché facente parte della cultura popolare e delle società ma, necessariamente, nel momento in cui vi sono effetti negativi ocumentati sulla salute di alcune persone è necessario prendere in seria considerazione l’esigenza di introdurre forme di regolamentazione e di tutela della salute e dell’integrità sociale più stringenti, soprattutto alla luce della forte evoluzione che questi giochi stanno avendo sulla rete internet dove diventa estremamente difficile esercitare controlli e introdurre forme di prevenzione.

Va sottolineato inoltre che molto spesso il GAP è associato all’uso di sostanze tupefacenti, abuso alcolico e presenza di patologie psichiatriche.

Inoltre, colpisce particolarmente i giovani, ma anche gli adulti e gli anziani non ne sono esenti.

Secondo il Ministero della Salute (2011), la popolazione italiana totale è stimata in circa 60 milioni di persone di cui il 54% sarebbero giocatori d’azzardo. La stima dei giocatori d’azzardo problematici varia dall’1,3% al 3,8% della popolazione generale mentre la stima dei giocatori d’azzardo patologici varia dallo 0,5% al 2,2%.

 

Fonte dipartimento politiche antidroga

 

 

IL PERCHE’ DELL’AIUTO ALLE BANCHE

Questa primavera l’Unione Europea ha la volontà di creare un’unione bancaria, con delle misure d’ingresso. Nonostante siano stati concessi agli istituti bancari  prestiti al grottesco tasso del’ 1%, finalizzati a comprare i titoli degli Stati che in Europa vanno male sottraendo  circa 16.000 miliardi ai Cittadini, i peggiori 5 titoli in borsa continuano ad essere quelli bancari.

Ora il problema si pone in previsione degli aumenti di capitale che l’Unione Europea chiederà e che le banche non sanno come chiedere ai propri soci, visto il loro stato fallimentare. Le banche italiane rischiano di essere tagliate fuori, perchè è improbabile che i soci abbiano la facoltà di immettere altre risorse ricapitalizzandole. Se le nostre banche non avranno accesso all’Unione bancaria europea non saranno considerate convincenti. La manipolazione e la pesante intromissione politica, i crediti irrecuperabili e gli investimenti in derivati sono fra le cause maggiori che hanno portato ai loro conti in rosso, se vogliamo poi aggiungere i legami clientelari, il numero troppo alto delle agenzie sparse sul territorio, circa il triplo rispetto agli altri paesi dell’UE, agenzie sprecone e lussuose, il quadro è ben definito.

Certo è che anche gli altri istituti bancari come la DeutscheBank  non brillano per efficienza ma la Bce sembra non accorgersene, mentre le nostre banche italiane sono nell’occhio del mirino per i motivi sopra elencati .

Ora qualcuno  ha avuto il coraggio di dire che i 5stelle si sono opposti al decreto “perché non vogliono  la riduzione dell’IMU per gli Italiani”!!!?

La vera violenza l’ha fatta la Boldrini che ha chiuso la bocca all’opposizione.

DECRETO IMU – BANCA D’ITALIA

[29/01/2014] di Ferdinando Imposimato

Si tratta di stabilire se, pur di non pagare l’IMU, gli italiani saranno costretti a sborsare somme ancora più rilevanti nel medio e lungo termine, per salvare banche in crisi, con la copertura di Bankitalia. Il problema maggiore è che esiste un clamoroso e non risolto conflitto di interessi che affligge Bankitalia.

Il  decreto IMU – Banca d’Italia

Il decreto    non riguarda  solo  l’IMU, ma  prevede un  aumento di capitale   diretto a salvare   le banche azioniste di Bankitalia,  a danno dei cittadini.  Si tratta di una scandalosa rivalutazione delle quote di Bankitalia  da 156.000 euro a 7.5 miliardi di euro: una donazione miliardaria alle banche a spese dei  cittadini ,  che aumenterà il valore patrimoniale  delle  partecipazioni delle banche proprietarie  della Banca d’Italia. Per cui sembra sacrosanta la battaglia parlamentare  del M5S contro il decreto ,nel silenzio di coloro  che dimenticano che la Carta si difende anche  tutelando  i risparmiatori e le piccole e medie imprese .

Banca d’Italia non è una istituzione pubblica  autonoma e garante solo dei  diritti dei risparmiatori, ma un soggetto controllato da privati .  Azionisti della Banca d’Italia sono Intesa San Paolo, Unicredit, MPS, INPS, Carige e  altre Casse di Risparmio,  istituti  alcuni dei quali coinvolti  negli  scandali che hanno avuto come vittime  ignari cittadini. A guardare la borsa, dei cinque peggiori  titoli del 28 gennaio  2014 , ci  sono anche banche azioniste della Banca d’Italia, come il Monte Paschi che  ha perso il 3, 3 per cento.   Se così stanno le cose ,  il decreto Imu-Bankitalia è truffaldino. La prassi di mescolare in un unico provvedimento materie diverse ha il sapore di un ricatto inaccettabile. Si tratta di stabilire se, pur di non pagare l’IMU, gli italiani saranno costretti a sborsare somme ancora più rilevanti nel medio e lungo termine, per salvare banche in crisi, con la copertura di Bankitalia. Il problema maggiore è che esiste un clamoroso e non risolto conflitto di interessi che affligge Bankitalia. Gli scandali Parmalat e bond Argentini e la mancata  soluzione dei problemi emersi con  danno dei risparmiatori ( coi bond Argentini, Parmalat , Cirio e l’Antonveneta), derivarono  da situazioni confliggenti  in cui versava la  Banca d’Italia. Che da un lato  svolgeva compiti  di vigilanza e controllo sugli istituti di credito; dall’altro era  di proprietà degli istituti di credito  che avrebbe dovuto controllare (ex banche pubbliche divenute private); e infine era organo di tutela dei risparmiatori  cui la Costituzione  assegna una speciale protezione all’art 47 :<< La Repubblica incoraggia e  tutela il risparmio  in tutte le sue forme>>. A questo si aggiunse  un altro paradosso. Che il  Cicr.  ( il comitato  per il credito e il risparmio), organo che doveva controllare  la  regolarità della condotta del  Governatore della Banca d’Italia, era composto dallo stesso  Governatore che avrebbe  dovuto essere controllato dal Cicr , ma anche  dai rappresentanti delle banche controllate, comproprietarie della Banca d’Italia,  e di Ministri che  avevano  interesse a favorire finanziamenti localistici, aperture di sportelli, prestiti a gruppi di clientes,  e roba del genere. Un guazzabuglio reso possibile da leggi non leggi  e carenze di leggi, che non contrastavano i gravi conflitti tra interessi pubblici e privati.  Il dissesto Parmalat giunse dopo due truffe colossali in danno dei risparmiatori, i bond Cirio e i titoli argentini, con 23 miliardi di euro bruciati. Con l’amara sensazione per  gli investitori di non potersi difendere. La SEC (Security and Exchange Commission) descrisse  il caso Parmalat come “una delle più grandi e spudorate frodi finanziarie della storia”. Fu  l’inchiesta della magistratura milanese a costringere il Governo a varare una legge sul risparmio che eliminò  in parte questi conflitti. Le operazioni truffaldine  furono  il risultato di controlli pressoché inesistenti di Banca d’Italia. Ma anche di CONSOB, borsa, sindaci, revisori dei conti e agenzie di rating   che non  funzionarono e non garantirono, come dovevano, un reticolo di trasparenza e affidabilità. Gli organi di controllo  erano un costosissimo apparato di supporto per una miriade di delitti (aggiotaggio, insider trading, truffa, falso in bilancio, bancarotta fraudolenta, riciclaggio) al confronto dei quali i reati del crimine organizzato appaiono  poca cosa.  Dalle indagini sugli scandali Parmalat e Cirio  vennero fuori nomi di politici di destra, sinistra e centro. Si trattava di Ministri in carica, ex Ministri, ex Presidenti del Consiglio di centro,  destra e  sinistra,  ex Presidenti della Repubblica, parlamentari e portaborse.  In questo caso la par condicio  venne  rispettata rigorosamente. A muovere la macchina della corruzione  fu un ceto politico arrembante,  con l’appoggio di  potentissimi banchieri.    E come in passato,  i finanziatori   furono i soli capri espiatori, mentre i politici restarono indenni.  Certamente la depenalizzazione surrettizia del falso in bilancio ,  i condoni a raffica e la mancanza di controlli  hanno alimentato  il crac Parmalat e Cirio e quello del BPI e della  Banca d’ Italia.  La spinta maggiore è venuta dalla certezza della impunità: la facilità con la quale aggiravano i controlli, si infilavano tra le pieghe delle leggi, negli ambienti politici e finanziari e nelle banche . Le operazioni truffaldine sono state compiute con il concorso dei Governi . Che  diedero un avallo formidabile alle frodi di Parmalat e Cirio con una politica criminogena fondata sulla depenalizzazione del falso nei bilanci, sulla legittimazione dei  fondi neri, sui condoni  sui capitali illeciti, sulle evasioni fiscali, sulla legge ex Cirielli che prevede la prescrizione  breve di delitti gravissimi. Ma le operazioni  furono anche il risultato di controlli pressoché inesistenti o compiacenti di Banca d’Italia, in primis.

BONIFICI E ADDEBITI: COSA CAMBIA CON IL SISTEMA SEPA

Dal 1° febbraio 2014 non ci sarà più distinzione tra pagamenti nazionali ed esteri effettuati con bonifici, carte di pagamento e addebiti diretti su conto corrente. Avrai sicuramente già ricevuto una lettera della tua banca che ti annuncia il passaggio al Sepa, ma come funziona questo sistema e cosa cambia nel rapporto tra banche e utenti? 

Un nuovo sistema di pagamenti

Avrai sicuramente già ricevuto una lettera della tua banca in cui ti viene comunicato che dal 1° febbraio 2014 verrà effettuato il passaggio dall’attuale sistema di pagamento tramite bonifici e Rid (rapporto bancario diretto) al sistema Sepa (area unica dei pagamenti in euro). Ma che cos’è il Sepa e soprattutto cosa cambia nel sistema bancario e nel rapporto tra banche e utenti? Ecco i principali cambiamenti: http://civico5stelle.it/cosa-cambia-nei-conti-correnti/

Nessuna distinzione tra pagamenti nazionali ed esteri

In pratica non ci sarà più distinzione tra pagamenti nazionali ed esteri effettuati tramite bonifici, carte di pagamento e addebiti diretti su conto corrente. Ma in concreto cosa cambia? I bonifici saranno tutti gestiti su un’unica piattaforma secondo caratteristiche tecniche comuni, uniformando i tempi di esecuzione e i costi. Le carte di credito non subiranno alcuna variazione, mentre per quelle di debito si è deciso di far coesistere sulla stessa tessera un circuito nazionale e uno internazionale. L’addebito diretto domestico (Rid) sarà sostituito dall’addebito diretto Sepa (Sdd). In pratica nel vecchio Rid il cliente dava mandato alla propria banca di pagare un certo importo a un determinato soggetto. Ora, invece, con l’addebito diretto Sepa, l’utente darà mandato non più alla sua banca, ma direttamente al beneficiario della somma il quale potrà chiedere alla banca il pagamento. Per quanto riguarda i conti correnti le cose non cambiano. Unico obbligo l’utilizzo del codice Iban sia per i bonifici nazionali che esteri.

Puoi approfittare di questi piccoli cambiamenti generali per riguardare le condizioni contrattuali del tuo conto corrente attuale e magari capire se estive un’alternativa più conveniente.

Fonte altroconsumo

COSA CAMBIA NEI CONTI CORRENTI

Conti correnti

Il conto corrente continuerà a essere identificato dal codice Iban, che dovrà dunque figurare sempre nelle richieste di bonifico, sia nazionali che estere. Dal 1° febbraio prossimo per i bonifici interni basterà il solo codice Iban, mentre per quelli verso l’estero si continuerà a usare anche il codice Bic per identificare la banca. Obbligo non più previsto dal 1° febbraio 2016.

Bonifici

Il bonifico nazionale sarà sostituito da quello Sepa, disponibile già da qualche anno in Italia, ma non obbligatorio. Questi i cambiamenti principali.

  • Il beneficiario del bonifico dovrà sempre essere indicato dal codice Iban.
  • Oltre al codice Iban, bisognerà indicare anche il nome del beneficiario.
  • Fino al 1° febbraio 2016, per i bonifici Sepa verso l’estero si dovrà utilizzare anche il codice Bic fornito dal beneficiario.
  • I bonifici saranno tutti gestiti su un’unica piattaforma secondo caratteristiche tecniche comuni uniformando i tempi di esecuzione e i costi.

Addebiti diretti

L’addebito diretto domestico (Rid) sarà sostituito dall’addebito diretto Sepa (Sdd). I cambiamenti riguardano la gestione dei mandati di addebito rilasciati dal cliente. In pratica nel vecchio Rid il mandato veniva rilasciato dal cliente alla propria banca a cui chiedeva di pagare periodicamente o in data prefissata importi fissi o variabili a favore di un determinato soggetto. Nel caso invece dell’addebito diretto Sepa il mandato viene rilasciato dal cliente direttamente al beneficiario della somma il quale così sarà autorizzato a chiedere alla banca il pagamento delle somme di denaro per i servizi erogati. In pratica la gestione dei mandati di addebito diretto passa dalle banche alle imprese creditrici che quindi dovranno preoccuparsi anche di verificare la correttezza dei dati presenti nel mandato: una procedura che potrebbe portare dei problemi soprattutto alle piccole società. Per questo in Italia saranno presenti due tipi di addebiti diretti a disposizione delle imprese. Sdd core, cioè l’addebito Sepa normale (descritto sopra) e Sdd con Aos che le banche offriranno alle società (ovviamente a pagamento). Fattore, questo, che ci lascia purtroppo supporre un aumento dei costi per i clienti finali. Ovviamente potrai controllare gli addebiti richiesti alla tua banca e decidere di non accettarli, di limitarli o di bloccarli.

Carte di pagamento

Per le carte di credito non cambia nulla in quanto già utilizzabili su un circuito internazionale di pagamento. Per le carte di debito, invece, si è deciso di far coesistere sulla stessa tessera un circuito nazionale (bancomat/pagobancomat) e un circuito internazionale.