QUARTUCCIU: LA MAGGIORANZA DICE NO AI SOLDI PER LA SCUOLA PUBBLICA

La giunta Bentu Nou non si smentisce neanche quest’anno e, come per gli anni precedenti, riserva un bel regalo di Natale a noi Cittadini di Quartucciu.

Nel mese di Dicembre del 2012 pensa bene di omaggiare il paese con la chiusura, in quattro e quattro otto, della sede storica dei reduci di guerra ed ex combattenti, da sempre punto di riferimento degli anziani e non, dove quotidianamente le persone potevano incontrarsi e socializzare trascorrendo le giornate all’insegna dell’amicizia e in compagnia dei conoscenti di vecchia data.

Si viene a scoprire improvvisamente che alla sede, adiacente all’edificio comunale, mancano alcuni requisiti di sicurezza e che l’impianto elettrico non è proprio a norma.

E’ compito dell’amministrazione tutelare l’incolumità dei propri Cittadini.

D’accordissimo!!!

Chi avrebbe dovuto negli anni adeguare i vari impianti alle nuove misure di sicurezza trattandosi di un edificio pubblico di proprietà dell’ente?

Nel 2013 sempre in prossimità delle feste natalizie, la maggioranza medita bene la chiusura del ponte in Via Quartu creando, a tutti gli effetti, dei disagi a parecchie persone.

Lo stato di isolamento a cui vengono indotte molte famiglie sono visibili agli occhi di tutti.

Nei primi mesi dell’anno era addirittura impossibile recarsi a piedi al di là del corso d’acqua sino a quando, in seguito ad una raccolta firme, la giunta si vede costretta a prendere in affitto una passerella, e consentire almeno ai ragazzi di andare a scuola a piedi.

Fino ad Ottobre i residenti non riusciranno ad attraversare il “nuovo confine” senza incorrere in mille peripezie.

Il progetto finalizzato a sollevare il ponte nasce da una vecchia idea, condivisa da tutti, che trova base e fondamento : evitare eventuali esondazioni del Rio Is Cungiaus in caso di piogge consistenti.

Prima di dare inizio ai lavori e ritrovarsi a doverli sospendere per parecchi mesi, la maggioranza avrebbe dovuto procedere ad una pianificazione programmata degli interventi , partendo dalla mappatura dei sottoservizi che comprendono le tubature, i cavidotti , cunicoli e percorsi riservati o protetti per distribuire i servizi urbani come le reti di energia elettrica, gas, telecomunicazioni e fognature etc…, incanalati in apposite condutture realizzate nel sottosuolo.

Ed infine ecco a voi la strenna natalizia per il 2014 .

Durante il dibattito in aula consiliare in data 02 Dicembre u.s., la maggioranza respinge la mozione del Movimento Cittadino Civico 5 Stelle di Quartucciu, che propone espressamente al sindaco di attivarsi al fine di avviare tutte le procedure amministrative del caso e di presentare al governo la richiesta per destinare l’8 per mille all’edilizia scolastica.

E’ stata respinta con arroganza l’opportunità di indirizzare dei fondi statali che possono essere destinati alla realizzazione di progetti finalizzati alla ristrutturazione, al miglioramento, alla messa in sicurezza e all’adeguamento antisismico ed efficientamento energetico, degli immobili di proprietà pubblica adibiti all’istruzione scolastica.

Tale provvedimento è previsto dalla legge di stabilità del 2014 in seguito all’emendamento presentato in Parlamento dal Movimento 5 Stelle.

L’assessore al bilancio ha ritenuto “superflua” la nostra proposta, dichiarando che pur condividendo l’iniziativa l’attuale amministrazione la respinge perchè già attiva nel reperire tutti i fondi messi a disposizione dallo Stato centrale.

Ormai non ci stupiscono più le affermazioni dell’assessore Giovanni Secci, non nuovo a delle boutades del genere, che in più occasioni si è reso protagonista di dichiarazioni che esprimono un concetto e poi lo negano durante lo stesso intervento.

Invitiamo tutti i Cittadini di Quartucciu a seguire la registrazione del consiglio comunale del 2 Dicembre 2014, quando verrà messo in rete sul sito istituzionale del comune:

https://www.magnetofono.it/streaming/quartucciu/

I nostri conCittadini potranno prendere visione e constatare di persona, che la maggioranza non avesse la più pallida idea di cosa veniva da noi proposto, e del tentativo maldestro dei suoi membri di collegarsi in diretta col sito del governo alla ricerca della modulistica da compilare per poter accedere ai finanziamenti, nell’ intento goffo di scoprire le possibilità che offre la modifica della L. 222/1985 in materia di regolamentazione della disciplina per la destinazione della quota dell’otto per mille dell’Irpef.

Pessima e triste figura di una maggioranza che avrebbe dovuto attivarsi già dal mese di Gennaio, ma che non lo ha fatto e che dichiara il falso sapendo di mentire.

Hanno preferito negare dei benefici   alla nostra comunità, pur di non dare merito alle iniziative della minoranza.

Continuano imperterriti nel loro percorso di autoreferenzialismo a discapito del Bene Comune.

Noi non molliamo, e loro ? Cosa vorranno riservarci per il prossimo Natale?

LE IDEE NON LE PERSONE !!!

 

MOZIONE REFERENDUM PROPOSITIVO E ABROGATIVO

Mozione referendum propositivo e abrogativo

La Carta Europea delle autonomie locali, emanata nel 1985 e firmata anche dall’Italia, stabilisce che gli Stati membri debbano sostenere il progressivo sviluppo di forme di autogoverno: da intendere sia come un trasferimento di alcune funzioni di potere dai governi centrali ai governi locali (decentramento) come anche previsto agli artt. IX disp. Trans. e finali e 5 della Costituzione italiana, sia come un’assunzione di responsabilità da parte dei Cittadini, ai quali si aprano nuovi spazi di partecipazione attiva alle decisioni assunte dagli enti locali (democrazia diretta), anche attraverso referendum (artt. 3 e 5 della relazione esplicativa di tale Carta Europea).

Il Parlamento italiano ha recepito tale Carta Europea con Legge 30 dicembre 1989, n. 439 e successivamente ha emanato la Legge 8 giugno 1990, n. 142 denominata «Ordinamento delle autonomie locali», quindi la Legge 3 agosto 1999, n. 265 avente titolo «Più autonomia per gli enti locali» ed infine il Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 «Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali»

Questo quadro normativo prevede che, a partire dal 1990, tutti i Comuni siano dotati di uno Statuto, che costituisce nei fatti una sorta di “Costituzione” dell’ente locale, in cui è prevista la partecipazione popolare per tutto ciò che riguarda l’amministrazione del bene comune e della cosa pubblica.

Gli Statuti degli enti locali rappresentano una grande opportunità per la riforma complessiva del sistema politico: un vero e proprio antidoto alla partitocrazia italiana, che vorrebbe rimanere blindata nella propria (ormai impopolare) autoreferenzialità.

Una revisione degli Statuti dei Comuni e l’immediata stesura ed applicazione del “Regolamento di attuazione” di quanto previsto dallo Statuto stesso, potrebbero consentire alle comunità locali di sperimentare gli strumenti della democrazia diretta, esercitando un reale potere deliberativo. Ai Cittadini sarebbe resa possibile una piena coscienza dei propri diritti, una nuova abitudine alla discussione, una ancora inesplorata potestà di deliberare su fatti precisi e limitati, senza contrapposizioni tra fazioni ideologiche precostituite. Non potranno mai esistere persone elette onniscienti e coscienti e solo con la partecipazione di TUTTI i Cittadini si potranno conoscere le migliori idee, proposte e soluzioni poiché ogni esperto di qualsiasi materia potrà spontaneamente proporsi o presentarsi in maniera disinteressata.

Chi rappresenta la cittadinanza nelle sedi istituzionali, sia a livello locale e sia a livello nazionale dovrebbe dimostrare la consapevolezza che in una democrazia sono i Cittadini ad essere sovrani ed i loro rappresentanti dei delegati ad essi subalterni. La nostra stessa carta costituzionale prevede già che la sovranità appartiene ai Cittadini e non ai loro rappresentanti. La Costituzione italiana spiega chiaramente quali sono i limiti e le forme mediante le quali il popolo esercita la sua sovranità e non solo quindi attraverso dei rappresentanti eletti.

Quanto era espresso all’art. 6 della legge 142/90 sopracitata ed ora all’art. 8 del Dlgs 267/00 è rivolto agli amministratori e non ai Cittadini, ed è quindi un DOVERE degli amministratori creare forme, piattaforme, metodi e quant’altro per AGEVOLARE la partecipazione dei cittadini alla politica ed all’amministrazione del proprio paese di residenza. Rimandare, ignorare o addirittura ostacolare i Cittadini alla partecipazione non è solo contrario alla democrazia ma anche alla legge.

Alla luce di quanto esposto, dati i risultati prodotti dalle rappresentanze in Italia a tutti i livelli, e considerando che la fiducia dei cittadini non può più essere pretesa soltanto da sole promesse.

 

                                       Si chiede al Sindaco e alla Giunta di

 

1. introdurre il referendum propositivo senza quorum, inteso cioè a proporre l’inserimento nell’ordinamento comunale di nuove norme statutarie o regolamentari ovvero l’adozione di atti amministrativi generali ;

2. introdurre il referendum abrogativo senza quorum, inteso cioè a deliberare l’abrogazione totale o parziale di norme regolamentari o a revocare atti amministrativi a contenuto generale ;

3. ad adeguare di conseguenza il regolamento che disciplina i referendum comunali, in aggiunta a istanze, petizioni e proposte di Cittadini singoli o associati ;

STATUTO COMUNALE CAPO VI art. 62

 

Quartucciu, 04 Novembre 2014

 

il consigliere comunale del” Gruppo Civico    5 Stelle di Quartucciu ”

 

Bruno Flavio Martingano

http://civico5stelle.it/wp-content/uploads/2013/02/Mozione-referendum-propositivo-e-abrogativo.pdf

Mozione referendum propositivo e abrogativo

Mozione referendum propositivo e abrogativo

Mozione referendum propositivo e abrogativo

 

 

QUANTO PUO’ COSTARE UNA TAZZA DI CAPPUCCINO A QUARTUCCIU ?

Il progetto per la realizzazione del parco urbano “Sergio Atzeni” , noto ormai alla popolazione di Quartucciu, e dell’area vasta di Cagliari, come la “ tazza del cappuccino”, a oggi risulta essere l’ennesima opera pubblica incompiuta. I lavori, tra fase progettuale ed esecutiva, risalgono al lontano 2006, ma attualmente sono sospesi.

Nonostante siano stati incassati oltre 6 milioni di Euro, degli 8 milioni di finanziamenti previsti in entrata, leggiamo, attraverso gli organi di stampa locale, l’appello lanciato dall’attuale amministrazione, relativo alle difficoltà di reperire ulteriori risorse per terminare l’opera.

Nello specifico, il progetto, suddiviso originariamente in due lotti, prevede 1 milione e cinquecentomila Euro circa da destinare al completamento delle strutture, per la fruizione e la conservazione della necropoli di Pill’e Mata, e i rimanenti 7 milioni, da attribuire ai costi per la realizzazione del parco urbano e alla “tazza del cappuccino” in cemento.

Di fatto, a oggi tutto il complesso risulta inutilizzabile. A ridosso del semaforo di Via Rosselli angolo Via Pertini, ai confini fra i comuni di Quartucciu e Selargius, è ben visibile la struttura in tutta la sua elefantiaca esuberanza di cemento, e pare che tutto sia pronto, ma così non è.

Nel mese di Luglio del 2012, alla prima convocazione operativa del consiglio comunale, l’attuale giunta di Quartucciu, con a capo il sindaco Laura Pulga, in seguito alle denunce fatte da alcuni Cittadini, pensò di proporre all’ordine del giorno una sanatoria, per cercare di riparare quelli che risultavano essere gli abusi riscontrati e confermati anche dall’ufficio legale dell’Ente. Secondo quanto segnalato, infatti, l’edificio in corso d’opera avrebbe invaso il marciapiede di Via Rosselli, portando all’abbattimento di alcuni alberi del viale, oltre a non aver rispettato le distanze minime dal ciglio stradale. Dati alla mano, la struttura non rispetta le altezze degli altri edifici, superando il tetto massimo dei tredici metri, limite delle costruzioni vicine. La richiesta di una delibera consiliare scatenò la contestazione della minoranza, e il consigliere Martingano del Movimento Cittadino Civico 5Stelle  di Quartucciu fece presente che non era stato concesso neanche il tempo necessario per consultare gli atti su un argomento così complesso (furono concesse solo 48 ore).

Facendo riferimento al piano economico finanziario, risulta che – sulla base degli incontri intercorsi con il sindaco, gli assessori competenti, i tecnici responsabili di settore e delle indicazioni del responsabile unico del procedimento – è stato possibile stimare a 1 milione e 700.000 Euro la somma necessaria al completamento dei lavori. I tempi stimati e considerati utili, per reperire le risorse finanziarie necessarie, sembrano ormai scaduti, dato che nel 2012 erano stati concessi da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 18 mesi, e una volta trascorsi i quali, perciò, si ritiene che l’intero programma sia ormai da considerarsi pressoché compromesso. Vogliamo precisare che il progetto è stato finanziato anche con risorse interne, per un importo totale di € 1milione e 300.000 circa, cifra da prelevare interamente da fondi comunali, soldi nostri, di tutti noi Cittadini.

Ora ci e vi poniamo alcune domande:

  • Considerato che in fase di progettazione è stato fatto un quadro economico generale delle spese, perché oggi si rischia di avere l’ennesima opera pubblica inconclusa per mancanza di fondi?;
  • Perché si è dato avvio alle opere prima ancora di avere tutte le risorse necessarie?
  • Chi sarà il responsabile che dovrà dare ai Cittadini delle risposte chiare sullo stato conclusivo delle opere, visto che sono state pagate anche con i nostri soldi ?
  • Perché in fase esecutiva è stata costruita un opera pubblica che non rispettava totalmente gli standard massimi previsti dal Piano Comunale, per la quale si è dovuto procedere ad un’operazione di sanatoria per renderla collaudabile?
  • Che ruolo hanno tutte le figure di responsabilità del progetto se poi i risultati finali sono diversi dalle attese iniziali?

Inoltre:

Siamo sicuri che queste risorse non si potessero utilizzare diversamente, realizzando un progetto che portasse dei benefici tangibili, concreti e immediati, allontanando definitivamente lo spauracchio di una inadeguata gestione di danaro pubblico?

Ai cittadini di Quartucciu e dei comuni limitrofi può servire l’ennesima cattedrale abbandonata nel deserto?

A chi sono da attribuire le responsabilità della insufficiente e inconcludente gestione di tutto ciò?” 

OMSINOIZURTSO

OSTRUZIONISMO

Definizione vocabolario Treccani :

in genere, qualsiasi azione con cui si tende volutamente e sistematicamente a ostacolare una determinata attività; con questo senso, la parola è frequente anche nell’uso com.: fare dell’o. (spesso scherz., con sign. affine alla locuz. «mettere i bastoni fra le ruote»: smettila di fare dell’o. a qualunque cosa io proponga!).

Con sign. più specifici: da Wikipedia il disegno dilatorio messo in atto dai gruppi di minoranza per ritardare o impedire l’approvazione di una  legge.

A Quartucciu vige la norma al contrario ecco la motivazione del nostro titolo:

OMSINOIZURTSO = OSTRUZIONISMO AL CONTRARIO

 

In allegato l’ordine del giorno dei lavori consiliari in prima convocazione ordinaria in data

14 Ottobre e in prosecuzione per i giorni 15, 21, 22, 28 e 29 c.m.

 

E’ palese l’azione politica della giunta che continua imperterrita a fare ostruzionismo nei nostri confronti , e nel suo operato che tende volutamente a impedire e ritardare le proposte del nostro consigliere comunale.

 

Il trucco? Disporre l’ordine dei lavori collocando le nostre mozioni nella parte inferiore in modo tale da rimandare le discussioni al consiglio comunale successivo per poi dare la priorità ad altri punti e così via…

 

Dal punto 11 al punto 19 dell’attuale ordine del giorno sono presenti ben 7 mozioni del Movimento Civico 5 Stelle di Quartucciu la prima ( 11 ) presentata in data 15 Luglio 2013, 1 anno e tre mesi fà.

 

Noi non ci arrendiamo e loro?

00010002

 

 

PETIZIONE NO TASI A QUARTUCCIU

                                                    TESTO PETIZIONE

La Tasi , ovvero la tassa dei servi indivisibili , è l’ennesima nuova imposta comunale, rivolta non solo al proprietario a qualsiasi titolo di fabbricati, compresa l’abitazione principale ma anche all’affittuario, e che va a gravare ulteriormente sulle nostre spalle,   sulle spalle di noi Cittadini ormai tartassati da infiniti tributi.

Nei servizi indivisibili dei Comuni, rientrano ad esempio: 

pubblica sicurezza e vigilanza

tutela del patrimonio artistico e culturale

illuminazione stradale pubblica

servizi cimiteriali

servizi di manutenzione stradale e del verde pubblico

servizio di protezione civile

servizio di tutela degli edifici ed aree comunali.

 

CONSIDERATO CHE

noi Cittadini già contribuiamo con Imu, addizionali comunali e con i costi di urbanizzazione all’erogazione dei servizi sopra citati, siamo anche consapevoli che la qualità di tali servizi nel Comune di Quartucciu risulta essere alquanto carente se non addirittura in alcuni casi inesistente

PERTANTO

i Cittadini firmatari della petizione chiedono all’attuale amministrazione di abolire totalmente la TASI.

 

Promotore della petizione il Movimento Cittadino Civico 5 Stelle di Quartucciu,

referente il consigliere comunale Bruno Flavio Martingano.

 

In allegato copia della C.I. e recapito telefonico del referente dell’iniziativa oltre

a n°     fogli     recanto n°     firme di Cittadini aderenti.

PROVE TECNICHE DI DEMOCRAZIA

Alla faccia della trasparenza e della condivisione.

 

L’attuale giunta Bentu Nou decide arbitrariamente di oscurare dal sito istituzionale del comune di Quartucciu alla sezione servizi online il link per la trasmissione delle sedute consiliari e l’archivio delle stesse.

 

Tale decisione autoritaria viene calata dall’alto nel mese di Giugno u.s. senza coinvolgere minimamente i membri del consiglio comunale negando all’interno dell’ente l’effettività dei principi di partecipazione: de facto un atto anti democratico.

 

Nessuno dei consiglieri di minoranza era a conoscenza di tale disposizione ne sono rintracciabili atti ufficiali, una scelta in netto contrasto con la deliberazione del consiglio comunale n 15 del 01 Agosto 2012 votata all’unanimità da tutti i presenti in aula, nella quale veniva approvata la mozione promossa dal Movimento Cittadino Civico 5 Stelle di Quartucciu : ““Mozione ex art. 40 del Regolamento del Consiglio Comunale – riprese video dei lavori consiliari”

come di seguito “integrare il regolamento dei lavori consiliari, tenuti in seduta pubblica, in modo da prevedere e regolamentare le riprese audio – video e che le riprese stesse vengano trasmesse in streaming e in seguito archiviate” .

 

Può la giunta intervenire modificando o annullando una delibera consiliare senza passare nuovamente attraverso l’organo collegiale?

In allegato la delibera e la comunicazione della data di inizio dei collegamenti

http://civico5stelle.it/wp-content/uploads/2013/02/mozione-riprese-audio-video-lavori-consiliari-approvata.pdf

http://civico5stelle.it/wp-content/uploads/2013/02/comunicazione-data-inizio-collegamento-streaming-lavori-del-consiglio.pdf

P.S.

Solo dopo le nostre proteste ed il rischio che l’argomento fosse trattato dalla  stampa locale la maggioranza dichiara :

“il  servizio è stato riattivato (il 01 Ottobre ndr.) ci sono stati un paio di giorni di interruzione per problemi tecnici ” .

Un paio di giorni della maggioranza corrispondono  a più di tre mesi.

CHAPEAU !!!

 

TASI UN REGALO AMARO AI CITTADINI

In tempi di tagli alla spesa pubblica (spending review) e di tagli ai trasferimenti, c’è anche chi riesce a cancellare la Tasi, NON è il caso del Comune di Quartucciu.

Nonostante le proposte fatte dall’opposizione, tendenti ad azzerare questo tributo cercando risorse alternative tra le spese del bilancio 2014 ed eliminando gli sprechi, la maggioranza ”BENTU NOU” guidata dal sindaco PULGA, ed in particolare l’Assessore Giovanni SECCI (assessore ai tributi), ha preferito tassare ulteriormente questo bene primario che è la casa. Era più facile.

NOI dell’opposizione (Meloni – Caredda – Mascia G. – Murru C. – Martingano) siamo convinti, e lo abbiamo dimostrato con le nostre proposte fatte nell’ ambito della discussione in consiglio comunale, che l’ Amministrazione non abbia fatto tutto il possibile per evitare questo ulteriore balzello che i cittadini dovranno pagare (in media 60 euro a famiglia). La sola applicazione della revisione dei contratti di servizi e forniture, obbligatoria per legge ma che il Comune non ha attivato, avrebbe comportato una minore spesa pari al 50% del gettito TASI, la mancata ricerca degli evasori e le spese fuori controllo da soli avrebbero coperto in toto la TASI se non applicata. Ci dicono che se pur è vero quello che diciamo ci vuole un impegno lavorativo che non possono garantire. Tornate a casa allora.

Cittadini/e vi sembra normale che dall’applicazione della TASI il Comune ricavi circa €. 315.000,00 utilizzato poi per coprire il costo dei seguenti servizi:

– Pubblica sicurezza e vigilanza; – Servizi cimiteriali; – Illuminazione pubblica;

– Servizi dell’anagrafe, elettorale e statistico.

Ci siamo accorti della qualità dei servizi che ieri pagavamo con la fiscalità normale e oggi pagheremmo (da settembre) due volte con l’ applicazione della TASI?. Prendi meno di uno e paghi due.

Prima di applicare la TASI perché l’ Amministrazione non spiega ai cittadini come mai dobbiamo pagare 50.000,00 euro di consumi idrici del museo in via delle Serre ancora da ultimare ?

Perché non fa pagare alla Società ENEL l’occupazione di spazi pubblici occupati (abusivamente) ?

Perché non fa pagare alle Imprese del Gas e dell’ acqua gli spazi pubblici che occupano per i loro cantieri ?

Perché ci vuole lavoro e loro non hanno il tempo neanche di discutere. Si fa così.

Cari concittadini/e

Noi pensiamo che occorra mettere un freno alla predilezione di cattivi amministratori a scaricare sui cittadini-contribuenti la loro incapacità gestionale della cosa pubblica. Questa amministrazione non sta facendo alcuno sforzo per limitarne l’impatto nei confronti dei contribuenti gia gravati da un’imposizione tributaria troppo alta.

 

I Consiglieri Comunali Meloni – Caredda – Mascia G– Murru C.-Martingano.