PREMIO AICA AL FORUM SALVIAMO IL PAESAGGIO

Una piacevole notizia: AICA-Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale il prossimo martedì 3 giugno consegnerà a Torino i tre premi annuali destinati a chi, attraverso le proprie campagne di comunicazione, porta all’attenzione dei cittadini i problemi ambientali, contribuendo alla creazione di una coscienza e di una cultura ambientale. Anche quest’anno il  Premio è suddiviso in tre categorie: “Comunicare ai cittadini fa bene all’ambiente”, il Premio Speciale “Comunicare il Protocollo di Kyoto” ed il Premio alla Carriera “Beppe Comin”. La prima categoria verte ogni anno su un tema specifico che quest’anno sarà “Comunicare il consumo di suolo”. Il nostro Forum nazionale è stato scelto con questa motivazione: Nella categoria: Comunicare ai cittadini fa bene all’ambiente: comunicare il consumo di suolo, il premio è stato vinto dal Forum “Salviamo il Paesaggio”.Il Forum Nazionale “Salviamo il Paesaggio – Difendiamo i Territori” è un aggregato di associazioni e cittadini di tutta Italia (sul modello del Forum per l’acqua pubblica), che, mantenendo le peculiarità di ciascun soggetto, intende perseguire un unico obiettivo: salvare il paesaggio e il territorio italiano dalla deregulation e dal cemento selvaggio. Celebre è la prima campagna nazionale del Forum: il censimento in tutti i Comuni italiani degli edifici sfitti o non utilizzati e rimasti vuoti.

Felicitazioni a tutti (noi ….) !!!
http://civico5stelle.it/wp-content/uploads/2013/02/mozione-salviamo-il-paesaggio-approvata.pdf

 

CUMULI DI RIFIUTI E ETERNIT NEL CAGLIARITANO, LA DENUNCIA DEL M5Stelle

Buste di plastica, scarti di lavorazioni edili, ma anche amianto. È il risultato, documentato da un dossier fotografico, di un tour nell’hinterland degli attivisti del Meetup 5 Stelle Selargius e del Movimento Cittadino “Civico 5 Stelle” Quartucciu

quartucciu discarica

Cumuli di rifiuti ai lati delle strade e nelle campagne. Buste di plastica, scarti di lavorazioni edili, ma anche eternit. È il risultato, documentato da un dossier fotografico, di un tour nell’hinterland cagliaritano degli attivisti del Meetup 5 Stelle Selargius e del Movimento Cittadino “Civico 5 Stelle” Quartucciu.

Proprio a Quartucciu segnalata una discarica a cielo aperto lungo la via Dell’acqua. Alcune località di Selargius- continuano i Cinque stelle come Matta Masoni, Terr’e Forru is Crusu, traversa Via Nenni non versano in condizioni migliori.

“Questi materiali – spiegano gli attivisti – oltre a degradare il nostro patrimonio ambientale, potrebbero essere un grave pericolo per la salute; si pensi ai rischi che potrebbero sorgere a causa dell’inquinamento delle falde acquifere.

Nonostante la normativa sia chiara e nonostante le amministrazioni abbiano precisi obblighi, l’inquinamento ambientale non solo nei comuni di Quartucciu e Selargius ma anche in altri Comuni, come ad esempio Quartu Sant’Elena, costituisce un problema sempre più attuale e preoccupante. Si spera che le amministrazioni interessate intervengano non solo attraverso la rimozione dei rifiuti ma anche e soprattutto attraverso un piano educativo finalizzato a sensibilizzare i cittadini, fin dalla più tenera età, alla cura e al rispetto dell’ambiente in cui si vive”.

Tra il 10 e il 17 maggio si terranno delle giornate ecologiche, su tutto il territorio nazionale. Si tratta di un progetto della Commissione Europea, denominato European Clean Up Day (ECUD), a cui aderisce l’Italia con il ministero dell’Ambiente e con il comitato italiano che organizza la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti. L’iniziativa, alla prima edizione, intende sensibilizzare ed educare i cittadini alla cura e alla salvaguardia dell’ambiente attraverso azioni di raccolta e pulizia straordinaria.

Fonte  http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=8333

TROPPE DISCARICHE NEL CAGLIARITANO, DOSSIER FOTOGRAFICO DEGLI ATTIVISTI M5S

Cumuli di rifiuti ai lati delle strade e nelle campagne. Buste di plastica, scarti di lavorazioni edili, ma anche eternit.

quartucciu discarica

E’ il risultato, documentato da un dossier fotografico, di un tour nell’hinterland cagliaritano degli attivisti del Meetup 5 Stelle Selargius e del Movimento Cittadino “Civico 5 Stelle” Quartucciu. Proprio a Quartucciu segnalata una discarica a cielo aperto lungo la via Dell’acqua. Alcune località di Selargius- continuano i Cinque stelle come Matta Masoni, Terr’e Forru is Crusu, traversa Via Nenni non versano in condizioni migliori. “Questi materiali – spiegano gli attivisti – oltre a degradare il nostro patrimonio ambientale, potrebbero essere un grave pericolo per la salute; si pensi ai rischi che potrebbero sorgere a causa dell’inquinamento delle falde acquifere. Nonostante la normativa sia chiara e nonostante le amministrazioni abbiano precisi obblighi, l’inquinamento ambientale non solo nei comuni di Quartucciu e Selargius ma anche in altri Comuni, come ad esempio Quartu Sant’Elena, costituisce un problema sempre più attuale e preoccupante. Si spera che le amministrazioni interessate intervengano non solo attraverso la rimozione dei rifiuti ma anche e soprattutto attraverso un piano educativo finalizzato a sensibilizzare i cittadini, fin dalla più tenera età, alla cura e al rispetto dell’ambiente in cui si vive”.

Fonte http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/04/24/troppe_discariche_nel_cagliaritano_dossier_fotografico_degli_attivisti_m5s-6-364610.html

COMUNICATO: ADESIONE AL EUROPEAN CLEAN UP DAY

Il Movimento Civico 5 Stelle di Quartucciu comunica la propria adesione al European Clean Up Day ed invita tutti i Cittadini interessati all’iniziativa ad attivarsi sul proprio territorio inviando la richiesta di  partecipazione.

l’Italia aderisce al  primo ECUD (European Clean Up Day) e alla campagna Let’s Clean up Europe lanciata dalla Commissione Europea.

L’azione principale consiste nell’organizzazione del primo European Clean Up Day,

giornata di recupero dei rifiuti abbandonati, che si terrà il 10 maggio in tutta Europa.

Al via da subito fino al 18 aprile la call to action sul  territorio nazionale aperta a tutti per realizzare iniziative.

La  campagna si basa su una call to action:

un invito rivolto a tutti ad organizzare azioni di raccolta e pulizia straordinaria di porzioni di territorio, tra il 10 e il 17 maggio prossimi, sull’intero territorio nazionale, e che coinvolga attivamente i Cittadini.

Per aderire è sufficiente andare sul sito del Ministero  dell’Ambiente

http://www.minambiente.it/comunicati/lets-clean-europe-e-european-clean-day-si-parte

e dei partner del progetto e scaricare il modulo di partecipazione

all’ECUD e inviarlo compilato alla mail serr@assaica.org.

Possono aderire istituzioni locali, associazioni di volontariato, scuole,

gruppi di cittadini, imprese e ogni altra tipologia di enti.

Per  partecipare è necessario inviare entro il 18 aprile la scheda compilata.

I volontari saranno coperti da assicurazione grazie ad un accordo tra gli

organizzatori ed ANIA. Ai gruppi aderenti sarà richiesto di monitorare ove

possibile la quantità di rifiuti raccolti suddivisi per tipologia e di

comunicarla sulla scheda di monitoraggio in modo tale da avere dati

finali confrontabili tra i vari Stati aderenti. Gli organizzatori invieranno a

tutti i gruppi aderenti una bandiera con il logo della manifestazione e

chiederanno ai partecipanti di inviare immagini o video dei volontari in

azione, con la bandiera. Altri materiali saranno distribuiti negli eventi

centrali grazie al contributo del Consorzio Green Tyre.

clean up europe

RIFORMA DELLA LEGGE SUI PARCHI: ATTACCO ALLA NATURA?

COMUNICATO STAMPA

 

Caccia nei parchi, silenzio assenso sulle nuove opere di trasformazione del territorio, tassa sugli impatti ambientali, gestione dei parchi in mano ai Comuni, interessi privati delle imprese agricole nei consigli direttivi, così il Senato prepara l’attacco alla Natura d’Italia.

La Commissione Ambiente del Senato ha completato la discussione sulle proposte di Legge per la modifica della normativa quadro sulle aree naturali protette, la Legge 394 del 1991, definendo il testo unico che andrà all’approvazione definitiva. Le maggiori Associazioni ambientaliste, CTS, FAI, Italia Nostra, LIPU, Mountain Wilderness, Pronatura, Touring Club Italiano e WWF Italia lanciano l’allarme per un autentico ed inaccettabile attacco alla natura. La proposta di legge prevede l’introduzione del silenzio assenso per il nulla osta rilasciato dagli Enti Parco, la caccia nei parchi mascherata da controllo faunistico per tutte le specie, royalty per le opere ad elevato  impatto ambientale, aumento del potere dei Comuni nella gestione dei parchi e nuove categorie di parchi per soddisfare solo gli interessi di alcuni territori.

Le 8 maggiori Associazioni ambientaliste si appellano ai Senatori chiedendo di fermare questo colpo di mano che rischia di trasformare la Legge quadro sulle aree naturali protette in uno strumento per sferrare un attacco mortale al patrimonio naturale del nostro Paese. Questa proposta di riforma della Commissione Ambiente del Senato non è solo inopportuna ma è pericolosa per le sorti della natura italiana.

Le Associazioni ambientaliste chiedono per questo l’eliminazione dal testo unificato che sarà portato in aula per l’approvazione definitiva delle modifiche ritenute lesive dei principi e finalità della Legge quadro approvata nel 1991 e rivolgono un appello ai Senatori della tredicesima Commissione affinché sia fermata questa sciagurata riforma.

Le Associazioni ambientaliste, CTS, FAI, Italia Nostra, LIPU, Mountain Wilderness, Pronatura, Touring Club Italiano e WWF Italia chiedono al Parlamento di favorire le condizioni per un ampio confronto con tutte le parti interessate sul rilancio del ruolo dei parchi e delle riserve naturali per garantire una efficace conservazione del patrimonio naturale del Paese e si adopereranno nei prossimi giorni per far meglio comprendere al Senato la necessità di fermare questa riforma.

Roma, 6 marzo 2014

WWF Italia ufficio stampa – tel. 06 84497373

COSA PREVEDE LA RIFORMA DELLA LEGGE 394/1991 PROPOSTA

DALLA COMMISSIONE AMBIENTE DEL SENATO:

Ecco le principali proposte di modifica della Legge quadro sulle aree naturali protette che preparano il nuovo attacco alla Natura d’Italia:

1. CONTROLLO DELLA FAUNA SELVATICA NELLE AREE NATURALI PROTETTE:

Le Associazioni evidenziano i rischi di pericolosi effetti collaterali delle modifiche proposte alla Legge quadro sui parchi sulla normativa nazionale sulla caccia (la Legge n.157/92), che porterebbero sicuramente all’avvio di una nuova procedura d’infrazione dal parte dell’Unione Europea. Con artifizi giuridici si vuole legittimare l’ingresso dei cacciatori nei parchi per la gestione della fauna selvatica, confermando pratiche che si sono già diffuse in molti parchi senza una soluzione concreta dei problemi dovuti al sovrannumero di alcune specie, come il cinghiale.

2. SILENZIO ASSENSO SUL NULLA OSTA DEGLI ENTI PARCO:

La proposta di modifica prevede la sostituzione dell’art. 13 della Legge quadro introducendo nella procedura del nulla osta rilasciato dagli Enti Parco sulle nuove opere e progetti all’interno dell’area protetta il silenzio assenso dopo 60 giorni. Un provvedimento che rischia di ridurre la capacità di controllo degli Enti Parco sulle trasformazioni del territorio, in considerazione anche delle ridotte e inadeguate piante organiche degli Enti di gestione.

3. GESTIONE DEI PARCHI IN MANO AI COMUNI:

La proposta di riforma del Senato prevede nella procedura di approvazione del Piano del Parco, il principale strumento di gestione dell’area naturale protetta, l’obbligo dell’intesa con i Comuni. Il Piano del Parco viene oggi adottato dal Consiglio Direttivo dell’Ente costituito al 50% dai Comuni, dopo consultazione della Comunità del Parco costituita dai Comuni e da altri Enti Locali. La proposta del Senato introdurrebbe anche l’obbligo dell’intesa con i Comuni da parte della Regione che approva definitivamente il Piano. Si consegna definitivamente in questo modo la gestione dei Parchi nelle mani dei Comuni.

4. FINANZIAMENTO DEI PARCHI ATTRAVERSO ROYALTY:

Contestato dalle Associazioni ambientaliste il meccanismo di pagamento di royalty agli Enti Parco da parte di titolari di attività economiche ad elevato impatto ambientale operanti o possibili all’interno delle aree naturali protette e nelle aree contigue. Il rischio di gravi condizionamenti dell’operato degli Enti Parco è senza dubbio elevato se dovesse essere confermato l’approccio previsto dalla proposta del Senato. Serve piuttosto un necessario approfondimento per introdurre nel nostro ordinamento il tema del pagamento dei servizi ecosistemici per assicurare comunque la prevalenza della tutela della natura su altri particolari interessi economici e, al tempo stesso, il rafforzamento dei divieti nella legge, in modo da porre il Parco più al riparo dalle possibili, e anzi probabili pressioni finalizzate all’ingresso di nuove attività.

5. COMPOSIZIONE DEI CONSIGLI DIRETTIVI:

Dopo l’approvazione del DPR n.78 del 2013 che ha rivisto la composizione dei Consigli direttivi dei Parchi nazionali, portando da 12 a 8 i componenti e modificando i soggetti coinvolti, si ritiene inopportuno intervenire di nuovo con l’inserimento di un rappresentante delle Associazioni di categoria degli agricoltori, senza rivedere la composizione ed il ruolo della Comunita’ del Parco. Nell’organo di governo dei parchi nazionali devono sempre prevalere gli interessi pubblici generali rispetto a pur legittimi interessi particolari e di settore. In una eventuale revisione della composizione dei Consigli direttivi dovrebbe essere valutato anche l’inserimento di un esperto in temi di tutela paesaggistica e beni culturali. Su questo tema tra l’altro è già intervenuto il Governo con un articolo presente nel collegato ambientale alla Legge di Stabilità.

6. NASCONO I PARCHI GEOLOGICI SOLO A VANTAGGIO DI ALCUNI TERRITORI:

Viene introdotta nella Legge quadro la categoria dei Parchi geologici nazionali, categoria non prevista dalla classificazione internazionale dell’IUCN, per finanziare la fallimentare esperienza dei parchi geominerari. Il condivisibile obiettivo del recupero delle miniere e cave abbandonate non può essere spacciato per conservazione della natura favorendo la nascita di Parchi nazionali speciali con una ridotta tutela del patrimonio naturale (nei parchi geologici sarebbe ad esempio consentita la caccia). La Legge 394 del 1991 già consente oggi la nascita di Parchi nazionali per tutelare emergenze geologiche e geomorfologiche, come già avvenuto nel caso del Parco Nazionale del Vesuvio.

7. IL RUOLO DELLA FEDERPARCHI:

La proposte di Legge dei Senatori attribuirebbero a Federparchi il ruolo esclusivo di rappresentanza degli Enti gestori delle aree naturali protette, sebbene Federparchi sia un’Associazione di categoria che non riunisce tutti i soggetti che hanno oggi la responsabilita’ della gestione delle aree naturali protette. Si costituirebbe per legge una sorta di monopolio della rappresentanza degli Enti gestori dei Parchi e Riserve naturali del nostro Paese che davvero non pare giustificato e corretto. La richiesta delle 8 maggiori Associazioni ambientaliste è di stralciare questi punti dal testo che il Senato dovrà approvare nelle prossime settimane, favorendo un percorso diverso e mirato al rilancio delle aree protette e della loro missione.

 

DDL CONTENIMENTO DEL CONSUMO E DEL SUOLO RIUSO DEL SUOLO EDIFICATO

 

Il testo in entrata al consiglio dei ministri in data 13 Dicembre. Non sappiamo ancora se siano state introdotte modifiche o se il testo è stato approvato interamente.

https://www.facebook.com/media/set/?set=a.724850607525915.1073741838.168610433149938&type=1&l=b9f3c5cb61

FERMIAMO L’ECOCIDIO IN EUROPA

C’è ancora tempo (fino a Gennaio 2014) per sottoscrivere questa importante iniziativa ICE: 

www.endecocide.eu

Si tratta di una petizione a livello europeo (una sorta di proposta di legge) per rendere l’Ecocidio un crimine e per proteggere il nostro futuro.

L’ Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) è una forma di democrazia diretta che permette ai cittadini europei di proporre emendamenti o nuove leggi europee. Possiamo dire che sottoscrivere un’ICE ha dunque lo stesso potere di un voto …

LA LEGGE DELL’ECOCIDIO

La distruzione ambientale deve diventare un crimine. Un crimine per il quale le persone colpevoli devono essere ritenute responsabili. Questo crimine ha un nome: Ecocidio.

Eco-cidio deriva dal greco oikos, che significa casa. In latino, caedere significa distruggere, demolire, uccidere. Ecocidio si può intendere come la distruzione della nostra casa.

Attraverso questa ICE, si invita dunque la Commissione Europea ad approvare una legislazione che proibisca, prevenga ed ostacoli l’ecocidio – il danneggiamento estensivo, la distruzione o la perdita dell’ecosistema di un determinato territorio.

Per fare qualche esempio concreto, potenziali casi di ecocidio possono essere le sabbie bituminose di Alberta, la fratturazione idraulica (fracking), lo spianamento delle montagne, lo spopolamento degli alveari …

Obiettivi principali:

1. Introdurre il reato di Ecocidio e garantire che sia le persone fisiche quanto quelle giuridiche che commettono un Ecocidio siano considerate responsabili secondo il principio della responsabilità di comando (e sottoporre le persone fisiche o giuridiche ad una valutazione pubblica del rischio e/o dell’effettivo danneggiamento estensivo).

2. Proibire e prevenire ogni atto di Ecocidio sul territorio europeo o nelle acque territoriali sotto giurisdizione europea, in aggiunta ad atti esterni all’UE commessi da persone giuridiche ufficialmente riconosciute nell’UE o da cittadini dell’UE.

3. Instaurare un periodo di transizione per agevolare l’evoluzione verso un’economia sostenibile.

Perchè ne abbiamo bisogno:

– Per disporre di una legge che ponga fine a diversi tipi di distruzione ambientale – Perché le persone in grado di decidere siano ritenute responsabili dirette – Per preservare e proteggere la biodiversità – Per proteggere gli ecosistemi, non solo i suoi componenti come il suolo, l’aria, la flora e la fauna – Per avviare la trasformazione verso un mondo sostenibile – Per assicurare un futuro alle prossime generazioni – Per contribuire a un cambiamento nei valori e nei diritti che attribuiamo alla terra

Le firme possono essere prodotte in modo tradizionale ma anche direttamente via web, sullo specifico sito (a livello europeo lo strumento web viene infatti formalmente ed ufficialmente accettato): www.endecocide.eu

Occorre raggiungere almeno un milione di voti di cittadini europei da almeno 7 Paesi, in tal modo la legge dovrà essere discussa a livello europeo: come potete notare questa petizione, essendo vincolante, ha dunque il potere di influenzare il mondo della politica.

Al momento, le firme raccolte solo attraverso la sottoscrizione on line raggiungono circa quota 60.000: è necessario l’impegno di tutti per raggiungere il traguardo!

Il Forum nazionale Salviamo il Paesaggio appoggia questa iniziativa dei cittadini europei e promuove la raccolta firme sia on line e sia attraverso i propri comitati locali, che possono essere contattati direttamente (qui trovate tutti i riferimenti: http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/info_sul_forum/comitati-locali/).

GIU’ LE MANI DAI PARCHI NAZIONALI

Urgente, urgentissimo! Il Senato corre come un treno: si tratta di mettere le mani sui parchi nazionali. Ovvero aprirli alla caccia (ebbene sì, per “assicurare la conservazione dei valori dell’area protetta” si potrà sparare) e soprattutto di incentivare al loro interno la costruzione di grandi impianti per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile. Ho scritto proprio “incentivare”, perchè le royalities di compensazione ambientale diventeranno una delle fonti di finanziamento dei parchi.

Lo prevede un disegno di legge per modificare la disciplina delle aree protette presentato dal senatore D’Alì, in passato uno dei firmatari, insieme a Dell’Utri e Poli Bordone, della mozione per abolire l’effetto serra mediante voto parlamentare.

Questo testo legislativo comprende varie altre chicche: la possibilità di deviare corsi d’acqua a scopo idroelettrico e potabile, l’incentivazione allo sfruttamento minerario e all’estrazione di idrocarburi nelle aree contigue a quelle protette. Sì, incentivare: anche per le trivelle petrolifere vale il meccanismo di cui sopra. L’altro ieri il Senato ha deciso di discutere la proposta di D’Alì con procedura abbreviata. Praticamente, l’ha dichiarata urgente.

Il disegno di legge in questione è il numero 119: il link si apre in una pagina del sito del Senato che, in alto a sinistra, contiene a sua volta altri link attraverso ai quali si accede al testo completo. Con analoghi criteri si può leggere il resoconto del dibattito sfociato nella dichiarazione d’urgenza, ovvero nella decisione di accordare una corsia preferenziale all’esame di questo provvedimento, dato che il testo ricalca pari pari quello proposto dallo stesso d’Alì ed approvato dal Senato (non però dalla Camera) nella precedente legislatura. Il testo di D’Alì è contestato dagli stessi parchi nazionali. Si legge infatti sul sito Parks che ad essi fa capo:

Si tratta di modifiche  proposte e  considerate nel complesso disomogenee e peggiorative di una, riconosciuta da tutti, buona Legge. Non consideriamo intoccabile la 394/91 (la precedente legge quadro sulle aree protette, ndr), ma il metodo seguito nella passata legislatura, ora seccamente riproposto, non fu preceduto da un’analisi ampia (…) Inoltre alcune novità vedono noi e molte altre Associazioni ambientaliste e culturali contrari, come le royalties a favore degli Enti gestori a compensazione di impianti impattanti nei parchi, per citarne una, o le preoccupanti modifiche alla gestione faunistica. D’altra parte, invece, non è stato risolto il nodo della classificazione dei parchi italiani, del loro status giuridico, dei ripetuti tagli lineari al personale, dell’assenza di una seria selezione della preparazione delle designazioni del presidente e dei consiglieri, dell’utopìa dell’autofinanziamento, ecc. Insomma, il discorso è articolato, e non può essere affrontato con modifiche non organiche alla 394, con procedura d’urgenza e rito abbreviato!

Fra l’altro, il disegno di legge del senatore D’Alì rispolvera una vecchia e criticabilissima proposta dell’allora ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo: istituire un ticket d’ingresso per i visitatori dei parchi. Poco, per ora: massimo due euro e solo per le aree protette situate sulle isole minori. Ma l’intenzione, come si suol dire, è quella che conta.

Fonte http://blogeko.iljournal.it

 

PANCE VUOTE, SEBATOI PIENI? NO, GRAZIE

Ci raccontano che i biocarburanti sono la soluzione per combattere l’inquinamento delle nostre auto: carburanti ecologici, prodotti da materie prime rinnovabili, alleati nella battaglia contro i cambiamenti climatici. Una storia a cui tutti vorremmo credere, peccato che non sia vera! L’impatto di questi carburanti, tutt’altro che “bio”, è ben altro: sfruttamento e accaparramento di terra e acqua, distruzione di foreste, perdita di biodiversità e, in alcuni casi, non vi è nemmeno alcun risparmio di emissioni di anidride carbonica rispetto al petrolio. E, soprattutto, malnutrizione e fame, perché questi combustibili vengono oggi prodotti in gran parte a partire da colture alimentari come mais, soia o canna da zucchero: cibo che finisce nei serbatoi delle macchine anziché nella pancia delle persone! 

Basta leggere le storie di Mwanahawa dalla Tanzania o di Cefarina e María Inés dal Paraguay. Storie di contadini che perdono improvvisamente la libertà di coltivare la propria terra, la dignità di vivere del proprio lavoro e la sicurezza di poter mettere del cibo in tavola per le loro famiglie, perché qualcuno decide che coltivare jatropha o soia per produrre biodiesel da vendere agli automobilisti europei “è più conveniente”. Più conveniente per chi? Non certo per chi soffre la fame. Solo nel 2008, i frutti della terra utilizzati per produrre biocarburanti avrebbero potuto sfamare 127 milioni di persone – riducendo la fame nel mondo di quasi il 15%.

C’è ne è abbastanza per cambiare rotta. Eppure finora, i Paesi dell’Unione Europea, Italia compresa, hanno sostenuto questo tipo di produzione disinteressandosi dei costi sociali, ambientali ed economici: basti pensare che nel solo 2011 ben 6 miliardi di euro sono andati a sostegno di questa produzione. Contributi dei cittadini europei a sostegno di politiche “verdi” che di sostenibile finora non hanno niente.

Tuttavia, oggi abbiamo una possibilità unica per cambiare le cose, e fare in modo che Cefarina, María Inés e tutti i contadini come loro possano tornare a vivere del proprio lavoro. Nei prossimi giorni, il Consiglio e il Parlamento Europeo si esprimeranno sulla proposta di una nuova direttiva che propone la riduzione del consumo di biocarburanti prodotti da materie prime alimentari. La lobby dell’industria di settore sta però ostacolando questa proposta, con l’obiettivo di difendere i propri interessi a discapito di quelli collettivi.

Per questo dobbiamo far sentire la nostra voce: chiediamo al Parlamento Europeo e ai Governi dell’UE di tutelare i diritti umani e l’ambiente modificando l’attuale normativa sui biocarburanti, adottando misure volte a limitare al 5% e progressivamente azzerare il consumo di tutti quei biocarburanti che sottraggono cibo, terra ed acqua: risorse fondamentali per nutrire il pianeta. Il cibo non può essere usato per produrre benzina!

Per Oxfam Italia e ActionAid è uno scandalo alimentare i serbatoi delle auto a spese di più di 800 milioni di persone che ogni giorno vanno a dormire affamate. Cambiare rotta si può: riconoscere gli impatti provocati dai biocarburanti è determinante per mettere in campo alternative più sostenibili nel settore dei trasporti, promuovendo ad esempio la mobilità elettrica, l’efficienza energetica e il trasporto pubblico.

DUE AUTO A FUOCO NELLA NOTTE: RAID VANDALICO

Quartucciu

Due auto sono state date alle fiamme la scorsa notte a Quartucciu. Prese di mira una Fiat Seicento e una Peugeot 206 di proprietà di un geometra e di un disoccupato. Sul dolo, nessun dubbio. I malviventi avrebbero cosparso i due mezzi di liquido infiammabile appiccando quindi il rogo che è stato poi domato dai vigili del fuoco.

A lanciare l’allarme, tra le due e le tre di notte, sono stati alcuni automobilisti in transito nelle vie Dessiè e Gioffra. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri di Selargius e del Nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Quartu che hanno avviato le indagini. La convinzione è che si sia trattato di un atto vandalico consumato forse da una unica persona. Sulla vicenda è stato inoltrato un rapporto in Procura.

Fonte l’ Unione Sarda