ACQUA PUBBLICA: MANIFESTAZIONE A CAGLIARI

I Sindaci di 28 Amministrazioni comunali, che gestiscono direttamente la rete idrica, assieme ai cittadini, manifesteranno mercoledì 11 –03- 2015 davanti alla sede della Giunta Regionale a Cagliari, per rivendicare il diritto ad operare direttamente ed autonomamente in questa funzione.

La legge regionale che indica l’ente sostitutivo dell’ ATO vorrebbe impedire qualsiasi gestione della rete idrica che non sia quella di uno o due grandi gestori.

L’esperienza di queste amministrazioni dimostra che reti idriche locali e comunitarie rispondono, secondo economicità, efficienza ed efficacia, ai bisogni primari delle persone; cosa che il gestore unico finora non è riuscito a fare pur avendo a disposizione ingenti quantità di denaro pubblico, con buona pace di amministratore unico e direttore generale di Abbanoa che, a mezzo organi di stampa, affermerebbero che questi Comuni devono cedere la rete perchè non sono in grado di sostenere i costi di gestione.
Il Movimento Cittadino Civico 5 Stelle di Quartucciu aderisce all’iniziativa, sottolineando il proprio impegno per una gestione del servizio idrico pubblica, partecipata, senza scopo di lucro, sostenibile e solidale fra le comunità e per un ambito unico del bacino idrico sardo.

Buone azioni per l’acqua pubblica !

TIRANDO LE SOMME

 

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Valuto estremamente positivo l’esito dell’ultimo consiglio comunale.

Il giorno venerdì 30 Gennaio c.a. dalle 18:30 alle 23:00 abbiamo discusso 6 dei 16 punti previsti all’ordine del giorno, fra cui 4 mozioni presentate dal Movimento Cittadino Civico 5 Stelle di Quartucciu.

http://www.comune.quartucciu.ca.it/download.asp?c=1644f4dfa55e916cdf9868e5603b331c&t=0&f=m&id=11501

 

Al primo punto la mozione inizialmente proposta in data 27 Aprile e successivamente ripresentata in data 15 Luglio per un ” vizio formale ” ( mancava la dicitura mozione nell’oggetto del testo ) : chiediamo all’amministrazione attuale l’implementazione della comunicazione fra i Cittadini e l’amministrazione comunale dotandosi di strumenti di comunicazione in grado di raggiungere rapidamente e con efficacia i singoli Cittadini ( vedi nel dettaglio il testo integrale della mozione)

Mozione NUOVI STRUMENTI PER LA COMUNICAZIONE DIRETTA FRA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E CITTADINI

L’esito ? Più che soddisfacente.

Nel sito istituzionale del comune di Quartucciu è finalmente attivo da poche settimane il servizio da noi richiesto , anche se non completo come suggerito.

Il primo passo è compiuto.

http://www.comunequartucciu.eu/registrazione-servizi-online/

Il punto secondo all’ordine del giorno è in riferimento alla mozione protocollata in data 06 Novembre del 2013 e chiede all’amministrazione di adottare il metodo “GREEN PUBLIC PROCUREMENT” (GPP)

Sostanzialmente si chiede alla sindaca e alla giunta comunale di applicare negli appalti per le forniture e di adottare nelle procedure di acquisto di beni e servizi un metodo che abbia un indirizzo ben preciso: privilegiare prodotti e beni a ridotto impatto ambientale.

( vedi nel dettaglio il testo integrale della mozione)

MOZIONE SULL’ACQUISTO DI BENI E PRODOTTI REALIZZATI CON MATERIALE

Anche questa proposta viene recepita con la delibera del 28 Gennaio 2015

DELIBERA N 6 del 28-01-15 ADOZIONE DELLA POLITICA DI ACQUISTI PUBBLICI ECOLOGICI ( GPP ) DEL COMUNE DI QUARTUCCIU ACCOLTA

Al punto quarto la nostra mozione protocollata in data 24 Febbraio 2014 .

Chiediamo di aderire al manifesto dei sindaci e promuovere azioni di prevenzione al grave fenomeno della ludopatia , una patologia da dipendenza sempre più diffusa nella nostra società e che colpisce spesso anche i più giovani.

( vedi nel dettaglio il testo integrale della mozione)

Mozione a favore di azioni di prevenzione al fenomeno della ludopatia

Anche in questo caso riteniamo accolta la nostra richiesta, anche se in “stile tipicamente Nou“,

la delibera è datata 28 Gennaio 2015.

DELIBERA N 5 del 28-01-15 ADESIONE AL MANIFESTO DEI SINDACI A CONTRASTO DEL GIOCO D’AZZARDO ACCOLTA

Il punto che mi ha spinto a dover fare una scelta = mettere l’individuo davanti alle responsabilità ( n.d.r. ) .

La mozione al punto 3 prevedeva la realizzazione di una o più case dell’acqua all’interno del nostro comune

( vedi nel dettaglio il testo integrale della mozione presentata in data 24 Febbraio 2014 )

MOZIONE PROGETTO CASE DELL’ACQUA

Ora la maggioranza e la parte restante dell’opposizione erano disposti a votare all’unanimità a favore del nostro progetto chiedendo una PICCOLA modifica al testo originale: concedere la gestione ad un soggetto privato.

Ho una convinzione ben precisa in merito all’argomento :

l’acqua è un bene comune che appartiene a tutti, l’acqua non può essere di proprietà di nessuno, e la gestione dell’acqua deve essere inesorabilmente pubblica .

Le case dell’acqua hanno lo scopo di diminuire l’impatto ambientale che deriva dal consumo delle bottiglie in plastica, oltre che offrire un servizio aggiuntivo alla cittadinanza.

E’ giusto che questo servizio sia a pagamento e che il contributo provenga da chi ne usufruisce, per non gravare sull’intera comunità, parliamo di 5 / 7 massimo 10 centesimi al litro per coprire le spese di gestione.

L a gestione deve essere del comune:

dobbiamo rafforzare  l’esito del referendum e pertanto ci si deve mettere in testa che l’acqua è un bene pubblico, che pubblico deve restare e che nessuno ci deve lucrare.

Mi dispiace ma non ho accolto la proposta fatta dal resto del consiglio è ho portato al voto il testo originale.

La mozione è stata respinta dalla maggioranza ed il resto dell’opposizione si è astenuto.

Grazie , Bruno Flavio Martingano

 

 

MOZIONE: CONTRO L’ESECUZIONE DEI DISTACCHI DELLE UTENZE IDRICHE IN SITUAZIONI DI MOROSITA’ INCOLPEVOLI

PREMESSO CHE

L’acqua è un bene comune di proprietà collettiva essenziale per la vita.

L’acqua è una risorsa vitale e irrinunciabile, il cui accesso deve essere equamente garantito a tutte e tutti in quanto estensione del diritto alla vita contenuto nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Ogni persona ha diritto ad un quantitativo minimo giornaliero di acqua che l’OMS indica in 50 litri per l’alimentazione e l’igiene personale.

CONSIDERATO CHE

La crisi economica che attraversa tutto il paese sta creando anche nel nostro comune sacche di povertà e che molte famiglie non sono più in grado di pagare i servizi necessari.

L’esecuzione dei distacchi delle utenze idriche è da ritenersi inaccettabile, in quanto lede il diritto fondamentale dell’accesso all’acqua, il quale è da considerare inviolabile ed inalienabile, quindi non assoggettabile a ragioni di mercato.

TENUTO CONTO CHE

il 12-13 Giugno 2011 milioni di Cittadini hanno votato il referendum abrogativo sui quesiti relativi alla gestione del servizio idrico e di fatto hanno espresso una volontà popolare chiara sulla gestione partecipata dell’acqua come risorsa che non deve sottostare alle logiche del profitto.

PRESO ATTO CHE

negli ultimi mesi il gestore del servizio idrico ha proceduto al distacco delle utenze idriche anche laddove si sono verificate situazioni di morosità incolpevole.

VISTO CHE

in diversi casi gli organi giudiziari hanno giudicato non applicabile la misura della sospensione delle utenze idriche. Per citare alcuni casi molto significativi: Il Tribunale di Latina con la sentenza del 13/07/2006 ha giudicato vessatoria e lesiva dei diritti dei cittadini la pratica del distacco della fornitura senza preventiva disamina delle situazioni specifiche e tutela delle fasce deboli. Il Tribunale di Castrovillari ha stabilito che la morosità dell’utente non è una motivazione sufficiente a giustificare il distacco dell’utenza soprattutto perchè in contrasto con l’articolo 2 della Costituzione Italiana (sentenza n.5811 del 30/11/2012). Sempre su questo binario altri Tribunali (Ordinanza del Tribunale di Enna del 9/9/2004, Provvedimento del Tribunale di Tempio Pausania del 6/7/2012, Decreto del Tribunale di Bari, ecc…) hanno affermato che “la sospensione della fornitura di un bene primario come l’acqua appare sproporzionato a fronte di un inadempimento pecuniario”, di fatto delegittimando il meccanismo del distacco dell’utenza.

TENUTO CONTO CHE

il sindaco è responsabile della salute pubblica e che quindi è tenuto a tutelare il diritto di ciascun individuo al minimo vitale giornaliero quale condizione imprescindibile per la realizzazione del diritto fondamentale all’acqua

Il Consigliere del Movimento Civico 5 Stelle di Quartucciu

CHIEDE ALLA SINDACA

ad attivarsi affinché sia difeso e garantito l’approvvigionamento idrico e tutelato il diritto all’acqua a ciascun individuo / utente residente nel Comune di Quartucciu ;

ad impegnarsi per l’individuazione di un metodo per la tutela delle morosità incolpevoli attraverso un fondo dedicato gestito tramite apposito regolamento;

a chiedere formalmente la modifica della Carta dei Servizi ed il Regolamento del Servizio Idrico Integrato del gestore, , specificando chiaramente che non si debba procedere al distacco nel caso di morosità incolpevole.

Quartucciu, 10 Giugno 2014

mozione contro l'esecuzione  dei distacchi delle utenze idriche in situazioni di morosità incolpevole 1 083 mozione contro l'esecuzione  dei distacchi delle utenze idriche in situazioni di morosità incolpevole 2 084

 

 

MOZIONE: DICHIARAZIONE DIRITTO ALL’ACQUA BENE COMUNE UNIVERSALE

PREMESSO CHE

 

L’acqua rappresenta fonte di vita insostituibile per gli ecosistemi, dalla cui disponibilità

dipende il futuro degli esseri viventi.

L’acqua costituisce pertanto, un bene comune dell’umanità, il bene comune universale,

un bene comune pubblico che appartiene a tutti.

Il diritto all’acqua è un diritto inalienabile: l’acqua non può essere di proprietà di nessuno,

bensì bene condiviso equamente da tutti, l’accesso all’acqua deve essere garantito a tutti come

un servizio pubblico.

L’accesso all’acqua deve essere garantito secondo principi di equità, giustizia e rispetto

per l’ambiente.

Il consigliere del Movimento Cittadino Civico 5 Stelle di Quartucciu

 CHIEDE L’IMPEGNO A

 

1. Istituzionalizzare il diritto all’acqua, attraverso le seguenti azioni:

 

riconoscere anche nel proprio Statuto Comunale il Diritto umano all’acqua,

ossia l’accesso all’acqua come diritto umano,universale, inalienabile e lo status dell’acqua

come bene comune pubblico;

confermare il principio della priorità e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che

tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche

e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà;

riconoscere anche nel proprio Statuto Comunale che il servizio idrico integrato è un

servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico

essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i Cittadini,

e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli Artt.31 e 114 del d.lgs.n.267/2000;

incaricare la Commissione Consiliare Statuto e Regolamento al fine di integrare/modificare

lo Statuto secondo le indicazioni sopra specificate ed assegnare alla stessa il termine di

gg.30 per la conclusione dei lavori da sottoporsi all’approvazione del successivo Consiglio 

2. Promuovere nel proprio territorio una Cultura di salvaguardia della risorsa idrica

e di iniziativa per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato

attraverso le seguenti azioni:

 

informazione della Cittadinanza sui vari aspetti che riguardano l’acqua sul nostro territorio,

sia ambientali che gestionali;

contrasto al crescente uso delle acque minerali e promuovere l’uso dell’acqua dell’acquedotto

per usi idropotabili, a cominciare dagli uffici, dalle strutture pubbliche e dalle mense

scolastiche;

promozione di una campagna di informazione/sensibilizzazione sul Risparmio Idrico,

con incentivazione dell’uso di riduttori di flusso, nonché studi per l’introduzione

dell’impianto idrico duale;

promozione attraverso l’informazione, gli incentivi e la modulazione delle tariffe,

della riduzione dei consumi in eccesso;

informazione puntuale della Cittadinanza sulla qualità dell’acqua con pubblicazione delle

analisi chimiche e biologiche in ogni quartiere e frazione;

promozione di tutte le iniziative finalizzate alla ripubblicizzazione del Servizio Idrico

Integrato nel territorio di propria pertinenza.

 

3. Aderire e sostenere le iniziative del Coordinamento Nazionale “ Enti Locali per

l’Acqua Bene Comune e per la ripubblicizazzione del servizio idrico integrato”

 

4. Sottoporre all’Assemblea dell’Ambito Territoriale Ottimale l’approvazione delle

proposte e degli impegni sopra richiamati oltre ai seguenti:

 

sensibilizzareall’importanza della riduzione dei consumi di acqua in eccesso attraverso

informazione, incentivi, nonché attraverso una modulazione della tariffa tale da garantire

la gratuità di almeno 50 litri procapite al giorno.

 

PROPONE INOLTRE

 

di destinare un centesimo al metro cubo di acqua consumata per interventi

di costruzione di strutture di captazione e distribuzione di impianti idrici attraverso

la cooperazione internazionale.

 

Quartucciu, 10 Giugno 2014

mozione dichiarazione diritto all'acqua bene comune universale 1085 mozione dichiarazione diritto all'acqua bene comune universale 2086

 

 

 

 

IL NUOVO CHE AVANZA? LE SOLITE PRIVATIZZAZIONI

27 milioni di italiani hanno già espresso il loro dissenso attraverso i referendum del 2011

 

La ricetta del governo Renzi non cambia nulla e mette in calendario una nuova stagione di privatizzazioni, con il mirabolante obiettivo di incassare 15 miliardi l’anno nei prossimi tre anni. L’attenzione, oltre che sulle grandi aziende partecipate dallo Stato, sarà ancora una volta puntata sui servizi pubblici locali.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua sottolinea come gli esiti referendari siano di fatto disattesi e addirittura contraddetti. 27 milioni di italiane e italiani hanno votato per la gestione pubblica e partecipativa dell’acqua nel 2011, per dire no alla privatizzazione dei servizi pubblici locali e ad oggi nessun Governo ha tradotto in pratica il voto democratico dei cittadini.

E mentre Confindustria annuncia un prossimo progetto di riforma organica dei servizi pubblici locali, i grandi manager finanziari sono pronti a mettersi al lavoro: da Gamberale, amministratore delegato di F2i, che dichiara : “Le privatizzazioni degli asset locali possono rispondere anche alla nuova ondata di interesse da parte degli investitori stranieri in Italia”; al presidente di Cassa Depositi e Prestiti, Bassanini, che dichiara: “Attraverso il fondo strategico siamo disponibili a sostenere con equity il processo di consolidamento delle utility locali”.

Una convergenza delle elites politico-finanziarie con un unico obiettivo: chiudere i conti con la vittoria referendaria sull’acqua e consegnare i beni comuni e i servizi pubblici locali agli interessi dei gruppi finanziari privati.

Se questo è il nuovo che avanza, non c’è molto da aggiungere.

Ancora una volta, in tutto il Paese e in ogni territorio, il movimento per l’acqua saprà produrre resistenza sociale a questi tentativi fino alla completa affermazione di quanto deciso dalla maggioranza assoluta del popolo italiano: fuori l’acqua dal mercato, fuori i profitti dall’acqua.

Roma, 9 Aprile 2014

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA

Giornata Mondiale dell’Acqua 2014

Per il diritto all’acqua: pubblica, partecipata, libera e di qualità!

Il 22 Marzo è la Giornata Mondiale dell’Acqua e, in tutta Italia, il movimento per l’acqua organizzerà banchetti ed iniziative. Non è una giornata neutra: perché l’acqua è un bene comune, vitale ed essenziale per tutto l’ecosistema; è dunque un diritto che deve essere garantito escludendo su di essa ogni tipo dispeculazione.
L’acqua è pubblica, perchè appartiene a tutti e a nessuno, e non può essere intesa, in nessun modo, come un bene privato. Ne l’acqua, né la sua gestione. La gestione dell’acqua deve essere partecipativa. Per questo pensiamo sia necessario un nuovo modello, all’interno del quale i cittadini e i lavoratori possano esercitare un controllo e partecipare alle decisioni che riguardano l’interesse generale.
L’acqua deve essere libera, non sottoposta allo sfruttamento antropico che ne massimizza i profitti e ingenera devastazione ambientale ed esclusione sociale.  Il bene acqua è un bene finito e non può essere utilizzato a fini speculativi. L’acqua deve essere di qualità, perchè come cittadini di società complesse e altamente inquinanti abbiamo il dovere di garantire la salubrità di bacini sotterranei, sorgenti, fiumi e  laghi; anche per garantire la salute delle comunità che abitano i diversi territori.
L’acqua è un bene comune, e come tutti i beni comuni, va difesa dalla logica delle privatizzazioni e restituita alla riappropriazione sociale delle comunità territoriali.
A riguardo segnaliamo che questa settimana sono stati raggiunti due importanti risultati:

  • giovedì 20 Marzo, è stato depositato, presso la Camera dei Deputati, il testo aggiornato della legge di iniziativa popolare, presentato nel 2007, “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico”.
  • lunedì 17 marzo, La Regione Lazio ha approvato all’unanimità la proposta di legge d’iniziativa popolare e consiliare per la gestione pubblica e partecipata del servizio idrico. Una legge che recepisce i risultati referendari, a partire dalla definizione di servizio idrico come servizio di interesse generale da gestire senza finalità di lucro, fino al fondo stanziato per incoraggiare la ripubblicizzazione delle gestioni in essere.
Per tutte queste ragioni il Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua si mobiliterà in moltissimi territori.
Roma, 21 Marzo 2014.
Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

EMERGENZA ACQUA

Con l’emergenza di questi giorni ci auguriamo che tutti possano riflettere e capire l’importanza  vitale dell’ ACQUA ” BENE PRIMARIO “.
Noi siamo sempre convinti della battaglia che affrontiamo da anni  e che ora portiamo all’interno del consiglio comunale.

Loro vogliono che la Regione diventi socio maggioritario, per poter disporre in seguito della gestione del servizio idrico in piena autonomia;


Loro vogliono che la Regione  riduca di tre anni la durata della concessione ad Abbanoa;


Loro vogliono che  il servizio idrico sia messo sul mercato attraverso una gara aperta a tutti.

Nonostante i risultati referendari, a dispetto della volontà espressa da noi tutti, in barba alla democrazia!!!

L’ACQUA  DEVE ESSERE PUBBLICA : ATTENTI AL LUPO!!!

DELIBERAZIONE N. 35/1 DEL 28.8.2013

https://www.regione.sardegna.it/documenti/1_73_20130902104952.pdf

RICHIESTA ACCESSO AGLI ATTI COPIA DEI VERBALI DELLE ASSEMBLEE DEI SOCI ABBANOA

RICHIESTA ACCESSO AGLI ATTI

RICHIESTA ACCESSO VERBALI ABBANOA

RICHIESTA ACCESSO VERBALI ABBANOA

 

 

CAPPELLACCI ? ANCHE L’ACQUA VUOLE RUBARCI !!!

Mettiamo in evidenza alcuni passaggi della deliberazione n.35/1 del 28 Agosto 2013 che ci portano a capire le reali intenzioni dell’attuale governatore sul destino dell’acqua in Sardegna, e la sua visione di  “business” da affidare  in gestione ai privati.

La Commissione Europea consente il salvataggio di Abbanoa a patto che:

la Regione diventi socio maggioritario, per poter disporre in seguito  della gestione del servizio idrico in piena autonomia;

riduca di tre anni la durata della concessione ad Abbanoa;

il servizio idrico sia messo sul mercato attraverso una gara aperta a tutti;

nonostante i risultati  referendari,  a dispetto della volontà espressa da noi tutti, in barba alla democrazia!!!

Conseguentemente con la deliberazione della Giunta regionale n. 33/18 del 10.8.2011 veniva deciso di ripartire lo stanziamento di € 50.000.000 e di destinare € 14.000.000 quale partecipazione diretta della Regione al capitale sociale e € 36.000.000 alla costituzione di un fondo di garanzia. Veniva quindi notificato alla Commissione Europea l’intervento relativo alla costituzione del fondo di garanzia che, inquadrato quale “aiuto al salvataggio”, giungeva all’approvazione con decisione del 25 gennaio 2012 (Decisione n. C (2012) 151 def.) a seguito della quale, al fine di poter estendere la durata dell’aiuto oltre il periodo ordinario consentito di sei mesi, è stato predisposto il Piano di Ristrutturazione trasmesso agli organi comunitari nel luglio del 2012. Tale Piano, predisposto dal Gestore ed esaminato con l’assistenza della società in house SFIRS spa, in particolare per gli aspetti economici e finanziari e l’acquisizione di apposita certificazione da parte di advisor esterno, prevede sostanzialmente, oltre ad interventi di riorganizzazione e razionalizzazione dei processi aziendali, due linee di sostegno finanziario finalizzate, principalmente, al perseguimento del riequilibrio della struttura patrimoniale e finanziaria del Gestore: la prima attraverso la costituzione del fondo di garanzia, già oggetto dell’”aiuto al salvataggio”; la seconda attraverso un processo di capitalizzazione, coerentemente con le previsioni del Piano d’Ambito revisionato, con l’utilizzo delle seguenti poste finanziarie da rendere disponibili nelle rispettive annualità di riferimento: Il Presidente ricorda, a tale riguardo che, oltre allo stanziamento già recato con l’art. 6 della legge regionale 24 giugno 2011, n. 12, riferito in precedenza, con l’art. 4 della legge regionale 15 marzo 2012, n. 6 è stata autorizzata l’ulteriore spesa a carico del bilancio regionale, e per le stesse soprarichiamate finalità della citata legge regionale n. 12/2011, di € 45.000.000 per l’anno 2012, € 55.000.000 per l’anno 2013 e € 28.000.000 per l’anno 2014 che, al fine di dare concreta attuazione al Piano di Ristrutturazione, sono state interamente destinate, con la deliberazione della Giunta Regionale n. 32/91 del 24.7.2012, ad incrementare il capitale sociale della società Abbanoa quale partecipazione regionale nella compagine sociale. La misura notificata è considerata aiuto di Stato ai sensi dell’art. 107, par. 1, del Trattato ma la Commissione la considera ammissibile per la ristrutturazione della società Abbanoa in quanto impresa in difficoltà, il piano concepito a tal fine appropriato e garante del ripristino della redditività a lungo termine, non determina distorsione della concorrenza e non genera effetti negativi e, soprattutto l’impresa è fornitrice in house di sevizio pubblico essenziale attraverso una rete di distribuzione non di sua proprietà ma di autorità locali e quindi inalienabile con impedimento di privazione di elementi dell’attivo. La Commissione, inoltre, con la predetta Decisione, ha ritenuto appropriate, quali misure compensative per minimizzare, ai sensi dei punti 38 e 40 degli orientamenti sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà, gli effetti negativi dell’aiuto: a) la riduzione di tre anni della durata della concessione alla soc. Abbanoa spa; b) l’apertura al mercato dei servizi idrici in Sardegna allo scadere della concessione mediante una gara aperta, trasparente e non discriminatoria. Attesa l’urgenza di procedere nelle misure di sostegno previste nel piano di Ristrutturazione (consolidamento del debito con gli Istituti di credito e capitalizzazione della società), onde evitare, come anche rilevato dalla Commissione, la possibilità dell’uscita dal mercato della società, si propone alla Giunta regionale di adottare un apposito atto interpretativo ed applicativo, ai sensi dell’art. 8 della L.R. n. 31/1998, dei contenuti della predetta Decisione della C.E., nel senso di individuare gli atti che occorre assumere, a carico della Regione, per consentire il rispetto delle condizioni poste nella Decisione pur nell’attuale quadro normativo di settore aratterizzato da uno scenario in evoluzione e precisamente: l’impegno della Regione affinché la rappresentanza regionale nel capitale sociale di Abbanoa, destinata a divenire maggioritaria, assicuri l’integrale rispetto della Decisione soprarichiamata comprese le condizioni ivi contenute; l’immediato avvio delle attività riguardanti le misure previste nel piano di ristrutturazione pur nelle more del perfezionamento degli atti regolanti i rapporti tra Gestore Unico ed Autorità di regolazione del Servizio Idrico Integrato.”

Testo integrale della delibera

https://www.regione.sardegna.it/documenti/1_73_20130902104952.pdf

 

 

 

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L’AEEG DELIBERA IL NUOVO METODO TARIFFARIO

Anno nuovo, dinamiche vecchie: l’Authority per l’energia e il gas persevera nella violazione dei referendum sull’acqua

IL MIO VOTO

L’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas ha nuovamente colpito nel silenzio delle feste. Il 27 Dicembre, infatti, fa approvato il Metodo Tariffario Idrico 2014-2015 confermando quanto contenuto nel Metodo Tariffario Transitorio e sancendo nuovamente, nei fatti, la negazione dei Referendum del Giugno 2011.

Nonostante un prolisso richiamo alle norme passate, nello specifico le sentenze della Corte Costituzionale, l’Autorità ripropone lo stesso calcolo per cui la remunerazione del capitale investito, abrogata dai referendum, viene camuffata sotto la denominazione “oneri finanziari”, ma non cambia la sostanza: profitti garantiti in bolletta.

Le criticità quindi rimangono tutte, compresa l’incapacità del nuovo metodo tariffario di garantire gli investimenti necessari al comparto idrico. Investimenti che, come i numeri dimostrano da più di 20 anni, non trovano spazio nel metodo del full cost recovery, cioè nell’assioma che vuole tutti i costi del servizio coperti dalla bolletta, profitti del gestore compresi.

L’Autorità cosiddetta “indipendente”, anche se il suo sostentamento è pagato dagli Enti gestori del servizio idrico, continua quindi ad agire sulla base di un’impostazione neoliberista e privatizzatrice, condivisa dagli ultimi governi che si sono avvicendati nel Paese.

Ancora una volta, dietro una delibera amministrativa, si cela una volontà politica, ovvero tutelare gli interessi di pochi e ricchi privati, a scapito degli interessi della collettività e del tessuto sociale sempre più impoverito ed attaccato nella crisi in cui viviamo.

Ancora una volta lo si fa calpestando il voto democraticamente espresso da 27 milioni di italiani.

Di questo riteniamo i membri dell’AEEG direttamente responsabili e per questo chiediamo le loro dimissioni oltre al ritiro del nuovo metodo tariffario e alla revoca delle competenze dell’Autorità in materia di servizio idrico.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha inoltre promosso un ricorso presso il TAR della Lombardia contro il reinserimento della remunerazione in bolletta, che vedrà la sua prima udienza il prossimo 23 gennaio, le cui ragioni verranno ampiamente esposte nel corso del Convegno che si terrà a Milano il 18 gennaio, insieme alle proposte del Forum per il finanziamento del servizio idrico.

L’alternativa esiste, gli italiani e le italiane l’hanno già scelta con i referendum di giugno 2011 e continueremo a batterci affinché le leggi del mercato e del profitto escano dalla gestione dell’acqua e dei beni comuni.

Perchè si scrive acqua, si legge democrazia, e vogliamo ripubblicizzarle entrambe.