QUANTO PUO’ COSTARE UNA TAZZA DI CAPPUCCINO A QUARTUCCIU ?

Il progetto per la realizzazione del parco urbano “Sergio Atzeni” , noto ormai alla popolazione di Quartucciu, e dell’area vasta di Cagliari, come la “ tazza del cappuccino”, a oggi risulta essere l’ennesima opera pubblica incompiuta. I lavori, tra fase progettuale ed esecutiva, risalgono al lontano 2006, ma attualmente sono sospesi.

Nonostante siano stati incassati oltre 6 milioni di Euro, degli 8 milioni di finanziamenti previsti in entrata, leggiamo, attraverso gli organi di stampa locale, l’appello lanciato dall’attuale amministrazione, relativo alle difficoltà di reperire ulteriori risorse per terminare l’opera.

Nello specifico, il progetto, suddiviso originariamente in due lotti, prevede 1 milione e cinquecentomila Euro circa da destinare al completamento delle strutture, per la fruizione e la conservazione della necropoli di Pill’e Mata, e i rimanenti 7 milioni, da attribuire ai costi per la realizzazione del parco urbano e alla “tazza del cappuccino” in cemento.

Di fatto, a oggi tutto il complesso risulta inutilizzabile. A ridosso del semaforo di Via Rosselli angolo Via Pertini, ai confini fra i comuni di Quartucciu e Selargius, è ben visibile la struttura in tutta la sua elefantiaca esuberanza di cemento, e pare che tutto sia pronto, ma così non è.

Nel mese di Luglio del 2012, alla prima convocazione operativa del consiglio comunale, l’attuale giunta di Quartucciu, con a capo il sindaco Laura Pulga, in seguito alle denunce fatte da alcuni Cittadini, pensò di proporre all’ordine del giorno una sanatoria, per cercare di riparare quelli che risultavano essere gli abusi riscontrati e confermati anche dall’ufficio legale dell’Ente. Secondo quanto segnalato, infatti, l’edificio in corso d’opera avrebbe invaso il marciapiede di Via Rosselli, portando all’abbattimento di alcuni alberi del viale, oltre a non aver rispettato le distanze minime dal ciglio stradale. Dati alla mano, la struttura non rispetta le altezze degli altri edifici, superando il tetto massimo dei tredici metri, limite delle costruzioni vicine. La richiesta di una delibera consiliare scatenò la contestazione della minoranza, e il consigliere Martingano del Movimento Cittadino Civico 5Stelle  di Quartucciu fece presente che non era stato concesso neanche il tempo necessario per consultare gli atti su un argomento così complesso (furono concesse solo 48 ore).

Facendo riferimento al piano economico finanziario, risulta che – sulla base degli incontri intercorsi con il sindaco, gli assessori competenti, i tecnici responsabili di settore e delle indicazioni del responsabile unico del procedimento – è stato possibile stimare a 1 milione e 700.000 Euro la somma necessaria al completamento dei lavori. I tempi stimati e considerati utili, per reperire le risorse finanziarie necessarie, sembrano ormai scaduti, dato che nel 2012 erano stati concessi da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 18 mesi, e una volta trascorsi i quali, perciò, si ritiene che l’intero programma sia ormai da considerarsi pressoché compromesso. Vogliamo precisare che il progetto è stato finanziato anche con risorse interne, per un importo totale di € 1milione e 300.000 circa, cifra da prelevare interamente da fondi comunali, soldi nostri, di tutti noi Cittadini.

Ora ci e vi poniamo alcune domande:

  • Considerato che in fase di progettazione è stato fatto un quadro economico generale delle spese, perché oggi si rischia di avere l’ennesima opera pubblica inconclusa per mancanza di fondi?;
  • Perché si è dato avvio alle opere prima ancora di avere tutte le risorse necessarie?
  • Chi sarà il responsabile che dovrà dare ai Cittadini delle risposte chiare sullo stato conclusivo delle opere, visto che sono state pagate anche con i nostri soldi ?
  • Perché in fase esecutiva è stata costruita un opera pubblica che non rispettava totalmente gli standard massimi previsti dal Piano Comunale, per la quale si è dovuto procedere ad un’operazione di sanatoria per renderla collaudabile?
  • Che ruolo hanno tutte le figure di responsabilità del progetto se poi i risultati finali sono diversi dalle attese iniziali?

Inoltre:

Siamo sicuri che queste risorse non si potessero utilizzare diversamente, realizzando un progetto che portasse dei benefici tangibili, concreti e immediati, allontanando definitivamente lo spauracchio di una inadeguata gestione di danaro pubblico?

Ai cittadini di Quartucciu e dei comuni limitrofi può servire l’ennesima cattedrale abbandonata nel deserto?

A chi sono da attribuire le responsabilità della insufficiente e inconcludente gestione di tutto ciò?” 

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