Abbiamo un SOGNO!!!

Ho fatto un sogno, è meraviglioso e non intendo più svegliarmi.

Ho sognato che un bel giorno, un giorno non lontano, stanchi di attendere e sperare in tempi migliori, i settori più attivi della società civile si riuniranno per organizzare tutti insieme il cambiamento politico nel nostro paese, creando un’alternativa credibile, seria, affidabile che tutti gli italiani potranno abbracciare al di là dei rispettivi percorsi politici di provenienza.

Un nuovo soggetto politico, estraneo a tutte le vecchie logiche partitiche.

Un movimento fondato semplicemente sul “buonsenso”; quanto basta a capire che la raccolta differenziata è mille volte meglio degli inceneritori, che il risparmio energetico e le rinnovabili sono le vere alternative alla follia del nucleare, che le grandi opere servono solo ai grandi affari mentre sono le “piccole opere” quelle che migliorano davvero la vita della gente!

Un movimento che sa dire sì quando è il momento di dire sì e no quando è il momento di dire no, in modo chiaro e comprensibile a tutti: sì all’integrazione, al rispetto delle diversità, al pluralismo, alla libertà d’informazione, alla pace. No al razzismo, all’esclusione, al monopolio dell’informazione, alla censura, alla guerra e ad ogni forma di violenza.

Sarà così, riflettendo tutti insieme sui contenuti, che i rappresentanti della società civile -raccolti intorno a un tavolo- si accorgeranno di avere fra di loro molti più punti in comune di quanti non ne abbia mai avuti al proprio interno nessun partito nella storia repubblicana. Si renderanno conto cioè di avere creato in tutti questi anni di impegno silenzioso, non soltanto un orizzonte di valori comuni, ma anche un vero “programma” di azioni da realizzare per risollevare il paese, un programma fondato su una visione della società che nessun partito -fino ad ora- ha mai realmente promosso.

E così, mostrando una saggezza che non si è mai vista in Italia, questi “leader” di un “movimento senza leader” sceglieranno consapevolmente di fare ciascuno un passo indietro, per poterne fare dieci avanti tutti insieme.

Ho sognato che ognuno metterà da parte per un attimo quel pizzico di orgoglio, più che legittimo… direi quasi sacrosanto, per i percorsi meravigliosi che ha creato fino ad ora e rinuncerà alla propria sigla, al proprio nome, al proprio logo, per vederne i contenuti aprirsi all’intera società.

Sarà un atto di coraggio e grandezza d’animo, oltre che di lungimirante umiltà!

Un gesto di portata storica, che aprirà uno scenario nuovo per il paese.

E sarà così che in un solo giorno decideranno di fondersi tutti insieme -per un obiettivo comune- le associazioni di volontariato, i comitati, i movimenti e le liste civiche territoriali, le reti di comuni e gli enti locali virtuosi, il mondo del commercio equo e dei gruppi di acquisto solidale, le esperienze di finanza etica e di consumo critico, il mondo ecologista e quello pacifista, i comitati per i beni comuni e quanti si battono contro tutte le mafie… per creare uno straordinario progetto politico unitario ed aprirsi ad ogni singolo cittadino onesto del nostro Paese!

E tutti insieme creeranno un Partito ispirato al buonsenso e fondato sull’onestà, che inizierà da subito a presentare il proprio programma su internet, nelle piazze, in tutte le riviste della società civile, nei bagni in spiaggia e nelle baite in montagna, nelle liste d’attesa dei pediatri e delle poste, nei pub e ai concerti… spinto dall’entusiasmo di milioni di volontari di ogni età che ritroveranno finalmente il piacere di impegnarsi civilmente per il proprio paese.

I sondaggi presto rileveranno il peso enorme di questo partito, per cui presto anche le tv non potranno più ignorarlo e la visibilità sarà così moltiplicata. I tentativi di screditarlo -e ve ne saranno diversi- falliranno miseramente, perché la credibilità delle persone che lo rappresentano è tale che non potrà essere smontata così facilmente.

I migliori esponenti della società civile, infatti, si impegneranno in questa sfida che la storia ha posto sul loro cammino.

Gli altri partiti, terrorizzati, reagiranno come possono, alla vecchia maniera, facendo mirabolanti promesse a cui nessun italiano ormai crede più e insinuando che i rappresentanti del nuovo “partito” non possono essere all’altezza della sfida, troppo inesperti dei meccanismi della politica e dell’economia…

A quel punto però nessuno li ascolterà, né replicherà, perché il “programma di governo” della nuova realtà è ormai chiaro a tutti e soprattutto pare scritto dalla gente, finalmente.

Si taglieranno gli inutili e costosissimi investimenti in armi, così come tutti i vergognosi privilegi della Casta, si riaffermerà con forza il valore della cultura, dell’istruzione pubblica, della sanità pubblica, dell’acqua pubblica, si ridistribuirà finalmente la ricchezza nel paese dopo decenni di accresciuta disuguaglianza, si stringerà un patto di solidarietà fra le generazioni che interromperà quella odiosa “guerra fra genitori e figli” sul piano professionale, sociale ed economico.

Liberi dalla paura, così a lungo strumentalizzata per fini elettorali, si ritroverà il piacere di uscire di casa, di stare insieme, di incontrare l’altro. Il razzismo sarà sconfitto dall’amicizia (e quando è il caso anche dall’amore) promossa da precise politiche volte a favorire l’incontro fra le culture.

Le esperienze virtuose -dopo innumerevoli e conclamati successi- verranno prese a modello per tracciare le politiche nazionali, finalmente improntate su una sana ricerca della felicità, più che sulla assurdità della crescita illimitata del PIL.

L’occupazione ripartirà fondata su base più solide, libera dalle fluttuazioni e dalle speculazioni della finanza e più concretamente incentrata sull’economia reale, sull’energia verde, sugli scambi locali, sulla solidarietà. Una solidarietà che andrà anche oltre le frontiere affrontando le sfide globali della fame, della sete, dell’analfabetismo, del lavoro minorile, con la necessaria efficacia.

Ho sognato che la stragrande maggioranza degli italiani -gente onesta che si alza la mattina per andare a lavorare, fa la fila in posta, rispetta il rosso al semaforo- troverà nel “Partito del buonsenso e dell’onestà” il proprio riferimento naturale alle elezioni, e milioni di cittadini che avevano abbandonato il voto perché esasperati e delusi, ritorneranno alle urne non dovendo più scegliere il “meno peggio”, ma potendo finalmente scegliere il “meglio”!

E così alle elezioni sarà un vero trionfo e la gente tornerà a sorridere, libera da quel velo grigio che impedisce oggi di guardare al futuro con speranza e serenità.

Le divisioni ideologiche presto saranno dimenticate e i nostri nipoti un giorno non riusciranno a capire, studiando la storia sui libri di testo, come noi abbiamo potuto impiegare tanto tempo prima di renderci conto di avere la forza necessaria e le capacità sufficienti per realizzare questa rivoluzione pacifica, prima di divenire consapevoli che questo sogno poteva davvero divenire realtà.

Sondaggi: Pdl al minimo storico! Vendola il leader più amato e Beppe Grillo supera Berlusconi

ROMA – Ormai il Pdl e il suo leader sono in un declino irrefrenabile. L’Istituto Statistico Demos ha pubblicato il consueto atlante politico e ha confermato la tendenza che va avanti da mesi. Il Pdl è calato al 26 % e così anche il suo alleato, la Lega Nord, ha perso 2 punti attestandosi al 10%. Facendo le somme, quindi, il blocco di sinistra riuscirebbe ad avere la maggioranza alla Camera ottenendo oltre il 40%.

Infatti, mentre il Pd continua la sua caduta libera attestandosi al 24,8 % (- 2), gli altri partiti godono di ottima salute.
L’Idv ottiene il 6.8 % (+ 1,3) , l’Udc il 6,7 % (+ 0,4), il Sel di Vendola 6,6 (+ 1,9), ma il dato più importante è il movimento di Gianfranco Fini che avrebbe raggiunto l’ 8,1 % con un clamoroso + 2 nei confronti del mese scorso. Il Movimento cinque Stelle di Beppe Grillo rimane fermo al 3,6 %.

Nel dato sugli schieramenti verrebbe fuori una situazione molto interessante: i partiti di sinistra avrebbero raggiunto il 40,2 %, mentre il Pdl+Lega sarebbe sceso al 37,3 %, ma il dato più interessante è il cosiddetto “terzo polo” che si attesterebbe ampiamente sul 16 %. Se fosse così i centristi potrebbero essere decisivi mandando in malora il tanto decantato bipolarismo.

Infine da annotare il gradimento dei leader con un Berlusconi in drammatica discesa ed un Vendola in entusiasmante ripresa. Difatti il premier scende al 32,4 % e il leader del Sel conquista il 47,5 %, risultando il politico più amato. Da registrare un’ultima cosa e cioè che Beppe Grillo supera Berlusconi di ben 3,5 punti percentuale affermandosi al 35, 9 % Questi dati confermerebbero quanto il “Berlusconismo” stia avviandosi pian piano al tramonto dopo 16 anni sulla cresta dell’onda.


TUTTE LE TABELLE DELLA DEMOS NELLA GALLERY

Le città europee si tingono di verde

Vitoria-Gasteiz e Nantes sono state elette “capitali verdi europee” per il 2012 e 2013.


Dopo Stoccolma  nel 2010 e Amburgo  nel 2011, tocca a Vitoria-Gasteiz (Spagna) e Nantes (Francia) essere ricompensate per il loro impegno a favore di uno spazio urbano rispettoso dell’ambiente. A Vitoria-Gasteiz, designata capitale verde per il 2012, il centro storico è circondato da un’ampia fascia di verde, per consentire a tutti gli abitanti di vivere a meno di 300 metri da un giardino pubblico.

La città ha inoltre compiuto enormi sforzi per ridurre il consumo di acqua e si propone di scendere al di sotto dei 100 litri pro capite al giorno. Nantes, la vincitrice per il 2013, ha puntato su un’ambiziosa politica dei trasporti. Prima città francese a reintrodurre i tram, beneficia oggi di una qualità dell’aria invidiabile e conta di ridurre di un quarto le sue emissioni di CO2 di qui al 2020.Il premio “Capitale verde europea” vuole ricompensare ogni anno le città che nell’UE hanno operato in modo esemplare a favore della protezione dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile.

La giuria applica undici criteri ambientali, tra cui il contributo alla lotta ai cambiamenti climatici e il trattamento delle acque reflue.Quattro europei su cinque vivono attualmente in agglomerati urbani. La qualità della loro vita dipende quindi fortemente dagli sforzi compiuti a livello locale per migliorare l’ambiente, con la realizzazione di aree verdi, una buona gestione dei rifiuti o lo sviluppo dei trasporti pubblici.

Il premio intende fare in modo che le città vincitrici possano diventare un modello da seguire in materia di sviluppo urbano sostenibile.

Consorzio privato, acqua pubblica

immagine terra interno ad una goccia d'acqua

Utenti e gestori del servizio coincidono: questo il segreto del successo del Consorzio

Il Consorzio acqua potabile di Montaldo nasce nel 1907, su iniziativa di un gruppo di cittadini, per portare l’approvvigionamento idrico in una zona non servita dagli impianti comunali.

Fondi e gestione privati, dunque, segnano la vita del consorzio dalla sua fondazione. In questo secolo di storia poco è cambiato sotto questo profilo, mentre al contrario il costante ammodernamento dell’impianto lo ha reso un’eccellenza a livello internazionale.

Quattordici sorgenti, quindici chilometri di tubature ultramoderne, 10 mila metri cubi di acqua potabile distribuita ogni anno agli utenti, impianti di depurazione ultravioletta: alla qualità del servizio si aggiunge un altro dato positivo, il costo contenuto della bolletta.

Il consorzio, a Montaldo, ha una strategia vincente, e forte dei suoi numeri sfida le grandi Spa dell’acqua, e fa quadrato con gli altri consorzi sopravvissuti nel biellese.

Ma qual è il segreto di Mezzana Montaldo? Com’è possibile che non ci siano aumenti nella bolletta, che le tubature non abbiano falle, che ogni intervento sia tempestivo? Probabilmente la risposta è molto semplice: utenti e gestori coincidono, e sono gli stessi cittadini a prendersi cura in prima persona di un bene comune quale l’acqua.

Una soluzione apparentemente semplice, una sfida che nasce dal privato per opporsi ad uno sfruttamento mercantilistico e confermare, indirettamente, il valore di una gestione per tutti di una risorsa di tutti.

Il rifiuto come limite

terra e riciclo ecologico

 

Che il mondo sia sempre più rigonfio di rifiuti in putrescenza rappresentai un grave limite (forse il primo)    allo sviluppo stesso. La nostra dimora cosmica non può contenere tutto ciò di cui si disfa l’uomo: è sempre la stessa da quattro miliardi di anni, ha la stessa superficie, la stessa acqua, la stessa atmosfera, le stesse dimensioni. Così ci troviamo di fronte a una soglia che ci impone di ripensare il rapporto fra  uomo e natura. Definendo quest’ultima come risorsa illimitata e sempre disponibile a essere impiegata, inevitabilmente anche i rifiuti cresceranno illimitatamente, essendo risorsa e rifiuto due realtà complementari.


 

In realtà, però, la natura non produce rifiuti, perché tutto ciò che in essa avviene è nei limiti stabiliti dalle sue possibilità, senza residui che intoppino il processo ciclico di morte e rigenerazione. È il rifiuto stesso, simbolo dell’abbandono, che non esiste in natura: tutto partecipa ai cicli.

Siamo in una fase cruciale. L’ambiente non va solo protetto, ma anche veramente “compreso”, come elemento imprescindibile della nostra essenza di esseri viventi. La qualità della vita delle generazioni future dipende dalla saggezza con cui sapremo costruire un’armonia tra la dimensione economica e naturale, assumendo l’alta qualità ambientale come un importante indicatore di benessere.

Per cominciare dovremmo smettere di considerare il mondo come lo scaffale di un supermercato globale,   e maturare invece un nuovo modo di percepire ciò che è presente intorno a noi.

VANDALI SULLA TOMBA DEI GIGANTI

Le pietre dei nuragici per i barbecue:
vandali sulla Tomba dei Giganti

Vandali scatenati a Pixina Nuxedda, nella zona archeologica di Is Congias. I massi della Tomba dei Giganti usati per i barbecue.

Tremila anni fa in quei pozzetti costruiti davanti alla grande tomba, i nuragici consumavano i riti sacri per accompagnare i loro morti. Oggi, tra quelle pietre, il fuoco continua ad ardere, come mostrano cenere e legna bruciata sempre presenti. Ma solo per arrostire salsicce e maialetti. Uno scempio continuo, davanti alla Tomba dei Giganti, il monumento funerario di epoca nuragica incastonato in uno scenario da favola nella località Is Concas a San Pietro Paradiso, che sta scatenando non poche polemiche. Soprattutto perché i cultori del barbecue all’aperto usano, spostandoli continuamente dalle loro sedi originarie, i grandi massi del sito.

LE DENUNCE A denunciare il degrado sono stati l’associazione Sardegna sotterranea, il Gruppo cavità cagliaritano e l’associazione Turisti per Cagliari, nelle cui sedi arrivano, sempre più numerose, le segnalazioni. Per questo hanno più volte segnalato il problema alla Soprintendenza, ma lo spettacolo desolante non è cambiato. Bresti di un falo' all'interno del nuragheasta raggiungere l’area archeologica di Quartucciu, per rendersi conto della grave condizione in cui versa il monumento. Alcuni massi sono stati rimossi dall’esedra (la parte superiore) e ogni giorno tra le pietre che circondano quelli che erano i pozzetti votivi, si possono vedere le tracce di fuochi per improvvisati barbecue. Così va avanti da tempo, con picchi di incivili nel periodo di Pasquetta e in estate. Lo sanno bene anche gli archeologi che più volte hanno ribadito la necessità di interventi.

GLI ESPERTI «Già alla precedente amministrazione comunale», sostiene l’archeologa Patrizia Zuncheddu, «avevamo segnalato i gravi problemi di degrado della Tomba dei Giganti che rappresenta un monumento funerario di grandissima importanza. Urgono interventi di consolidamento e restauro nonché di vigilanza per preservarlo e consentire una completa valorizzazione. Purtroppo da verifiche fatte di recente è stato possibile accertare la presenza di persone che camminano sulle fragili strutture della tomba».

I VOLONTARI Marcello Polastri, presidente del gruppo speleo archeologico Cavità cagliaritane, ribadisce che la tomba, in aperta campagna, «merita un occhio di riguardo da parte delle istituzioni e degli enti predisposti alla tutela». Sono purtroppo diversi i siti campestri in territorio di Quartucciu abbandonati a se stessi, in balia del degrado. Tra questi anche il nuraghe Nanni Arrù dalle parti di Sant’Isidoro. «La nostra intenzione», assicura l’assessore comunale alla Cultura, Damiano Paolucci, «è di rimettere in sesto sia la Tomba dei Giganti sia il nuraghe per inserirli in un circuito turistico assieme al museo e al parco archeologico di Pill’e Mata. Per questo stiamo cercando di reperire i fondi».

G.D.

Lunedì 15 novembre 2010 07.34

Fonte L’UNIONE SARDA

resti di un falo' all'interno del nuraghe

Coappartenenza, non opposizione

ecosistema

Prendersi cura dell’essere significa interessarsi al suo destino con reciprocità e responsabilità, rispondendo cioè al richiamo che ci proviene dalla natura stessa. Per essere responsabili dovremmo metterci in ascolto ed essere in grado di corrispondere agli appelli incessanti che ci lancia la natura alla quale siamo accomunati dallo stesso destino.
Solo una struttura di pensiero basata sulla coappartenenza reciproca, e non più sull’opposizione, può determinare una rivoluzione cognitiva ed etica che a livello culturale determinerà uno scenario in cui l’uomo si prende cura delle cose con cui si rapporta: la ricollocazione dell’uomo nel mondo in cui dimora equivale a una restituzione dell’autonomia che quest’ultimo richiede. Dare la possibilità di vivere alle generazioni a venire significa ricandidare moralmente l’uomo ad assumersi una responsabilità totale, incondizionata, a cui siamo già ammaestrati fin dalle origini più primitive; significa restringere la volontà di fronte alla presa in custodia della vulnerabilità del mondo e salvaguardare la vita.

Inoltre a livello strutturale e governativo dovremmo modificare, con la partecipazione e la responsabilità di tutti i cittadini, i nostri modi di produrre e di consumare su misura delle capacità di carico degli ecosistemi globali nonché locali, mettendo in questione lo stile di vita sia individuale che collettivo e abbandonando ogni prospettiva di sviluppo e crescita infiniti.
In questo orizzonte l’uomo può finalmente radicarsi saldamente al terreno ed espandersi nella vastità del cielo, realizzando opere e attività che non si sviluppino più nel calcolo e nella pianificazione, nella devastazione onnivora e nella proliferazione di rifiuti, bensì nella coappartenenza esperita della propria essenza nel mondo.

Energia:sondaggio;2 italiani su 3 per solare,nucleare al 18%

ENERGIE ALTERNATIVE

Due italiani su tre sono per il solare(66%) mentre praticamente l’80% considera quella del sole l’energia del futuro seguita da quella eolica (28%). Resta stabile, al di sotto del 20% (18%), la propensione per il nucleare. Questi alcuni dei dati contenuti nel terzo rapporto sul solare condotto da Ipr per conto della Fondazione Univerde e presentato al convegno ‘Green economy-New society’, ecologia è economia,organizzato nell’ambito della rassegna Ecomondo, a Rimini, dalla Fondazione presieduta dall’ex ministro dell’ Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio.

Il rapporto fotografa un Paese sempre più convinto della necessità delle energie ambientali. In particolare, sul favore riscosso dal solare per il proprio fabbisogno energetico, rispetto al primo rapporto del 2009,quando gli italiani erano il 54%, si registra un aumento del 12%, che porta al 66% la percentuale di chi prende in considerazione il ricorso ai pannelli fotovoltaici; i più propensi risultano essere nell’ordine gli adulti tra i 35 e i 54anni (76%), i residenti del Centro d’Italia (75%) e in pari misura (69%), le donne e i residenti del Sud. In ogni caso, è opinione ormai praticamente unanime (90%, +6%) la necessità, da parte del Governo, di maggiori incentivi, e allo stesso tempo,cresce fino a sfiorare ormai la maggioranza assoluta degli italiani (48%, +4% rispetto alla scorsa rilevazione) la conoscenza della possibilità di usufruire di incentivi per l’installazione dei pannelli fotovoltaici. Maggioranza degli italiani anche convinta della necessità di un futuro energetico puntato sulle fonti rinnovabili: se al primo posto si conferma la preferenza per il solare (79%,stabile rispetto alle precedenti rilevazioni), seguita dalla eolica (28%, +3 rispetto alla scorsa rilevazione), resta stabile al di sotto del 20% (18%) la propensione per il nucleare.

 


Fonte: ANSA

RITROVIAMO IL SENSO DEI BENI COMUNI

Vogliamo ritrovare il senso dei beni comuni, dei beni relazionali, sperimentare nuove forme di condivisione, praticare un consumo sociale, una condivisione più profonda. Abbiamo fiducia nella possibilità di istituire una società che metta al centro le persone e le relazioni e non le merci e gli scambi economici e che rivaluti l’importanza dei beni immateriali su quelli materiali. Che valorizzi modi di relazione anti utilitaristici e non strumentali e che sappia dare spazio alla solidarietà e al bene comune, piuttosto che all’interesse privato. Che valorizzi l’ambiente naturale, e le altre forme viventi, per la loro bellezza e dignità e non solo in termini strumentali.

Questo significa anche ricostruire forme di legame con i territori, valorizzando le risorse e i beni locali, le reti di economia sociale e solidale, rispondendo in primo luogo alle necessità della comunità locale e dell’ambiente e non a quelle del mercato. Il territorio è, per noi, la dimensione appropriata da cui ripartire per costruire una maggiore partecipazione e un reale decentramento: in altre parole per favorire l’autonomia, ossia la possibilità per ciascuno di definire in modo partecipato norme e regole di governo economico e sociale delle comunità.