Nucleare: Veronesi presidente dell’agenzia per la sicurezza nucleare

Umberto Veronesi, 85 anni (Ansa) ROMA, 15 OTTOBRE 2010 – La telenovela della nomina di Umberto Veronesi alla carica di presidente della futura Agenzia per la sicurezza nucleare giunge oggi a conclusione. L’oncologo lombardo, attuale senatore del PD, lo ha annunciato oggi intervenendo a ‘La telefonata’, la rubrica di Maurizio Belpietro in onda all’interno di Mattino Cinque, su Canale 5.

 

Per Veronesi “l’italia ha bisogno dell’energia pulita del nucleare” e allontana lo spettro di incidenti ritenendosi “sicuro riguardo l’assenza di rischi”. Aggiunge: “Chi ha studiato sa benissimo che il disastro di Chernobyl è stato provocato dalla follia di un direttore che ha voluto fare un esperimento. E per farlo ha tolto almeno 12 livelli di sicurezza. È stata una follia umana che non si ripeterà.”

Si dicono soddisfatti esprimendo “Grande condivisione” il neo-ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani e la ministra dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo incontratisi oggi al dicastero dell’Ambiente. Incontro dalla quale e’ emersa anche la “necessita’ di velocizzare la nascente struttura per il ritorno all’energia atomica nel nostro paese”.

Meno soddisfatti appaiono quelli del PD che attraverso una nota pubblicata dai senatori Roberto Della Seta e Francesco Ferrante augurano “un buon lavoro a Veronesi” auspicando nel contempo “che si dimetta quanto prima da parlamentare, come del resto nei mesi scorsi egli stesso aveva detto di voler fare”.

Tutt’altro che convinti rimangono gli ambientalisti, come  Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, che ha da tempo definito questa operazione come inutile: “è evidentemente una scelta puramente di immagine ma totalmente priva di senso pratico”. Secondo il direttore di Greenpeace infatti, “la statura nelle scienze mediche del professor Veronesi è indiscutibile e rappresenta un punto di riferimento nella  cura dei tumori, in particolare al seno e all’utero”. Per questo “distoglierlo dalla sua attività per un’operazione vetrina rappresenta una scelta sbagliata, con conseguenze negative immediate: per occuparsi di una materia a lui sconosciuta, dovrà sacrificare tempo che sarebbe meglio impiegato per curare e assistere i suoi pazienti. Se in questo Paese ognuno facesse il suo mestiere le cose andrebbero meglio”.

Quel che pare certo è che da oggi si apre di fatto la nuova stagione del nucleare in Italia.

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