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Qualsiasi regime, rosso o nero che sia, nasce come condizione preliminare  umana in chi è privo di empatia sociale, in un ristretto gruppo di persone che  focalizzano la propria appartenenza a una situazione di privilegio e di selezione che dà diritti e potere solo ad alcuni togliendoli a tutti gli altri.

Un regime tende ad emarginare la massa condannandola a uno stato perpetuo di diseguaglianza e di soggezione e subordinazione, pur di far prevalere il proprio gruppo di appartenenza col massimo dei diritti possibili.
Un regime  non prova partecipazione umana verso chi soffre,  il malato, il povero, il diverso sessuale o chi ha un diverso credo religioso, l’extracomunitario, il profugo..

Un regime crea  la diversità per godere di diritti in modo esclusivo privandone gli altri.

Un regime non capisce che la vita è un diritto per tutti, che la libertà di pensiero è un diritto di tutti, il progresso umano e civile è un diritto per tutti, l’eguaglianza di fronte alla legge è un diritto per tutti, la legge giusta ed equa è un diritto per tutti.

Un regime  intende i diritti solo come possesso esclusivo ed è fermamente convinto che qualunque rispetto dato al genere umano, agli altri, a chi ha una visione o una convinzione diversa   lo deprivi di qualcosa che deve spettare a lui solo in nome del suo solo egoismo.
E’ irrilevante il fatto che  un regime  davanti al suo nome, metta una sigla religiosa o di dx o di centro o di sx, il regime ha un solo carattere che è il suo spasmodico EGO, quello della sua classe, della sua casta, della sua corporazione, del gruppo che gli garantisce un vero o presunto potere privandone gli altri.