GRILLO E IL PAPELLO

Bersani e il vecchio trucco del cerino.
Nessuno riesce a entrare nella testa di Grillo. Forse nemmeno Grillo. Difficile capire se prevalga la soddisfazione o la preoccupazione. Soddisfazione nel vedere i politici che l’hanno sempre schifato strisciare ai suoi piedi e implorarlo di salvarli con la fiducia. Preoccupazione per una politica allo sban…do che rischia di far pagare ai cittadini l’ennesimo scotto della propria incapacità. Eppure, dai messaggi che l’ex comico invia tramite il blog e le interviste alla stampa estera, una cosa si può dire: l’Antipolitico fa politica più o meglio dei professionisti della politica. Il gioco di questi ultimi è chiarissimo: non avendo capito nulla di quanto sta accadendo, s’illudono di padroneggiare ancora la situazione ingabbiando gl’ingenui “grillini” in un governo minoritario che prometta di fare tutto ciò che chiedono, ottenendone la fiducia e poi torni alle pratiche consociative di sempre, ricattandoli con la minaccia del voto anticipato che ricadrebbe sulle loro spalle, con annesse accuse di sfascismo e irresponsabilità lanciate da stampa e tv di regime. Una trappola che somiglia al vecchio trucco del cerino: l’ultimo si brucia le dita. Solo un campione di ingenuità suicida può pensare che un movimento rivoluzionario possa votare la fiducia a un governo altrui. E, con buona pace della stampa di regime, non esiste alcuna “rivolta del web” contro i No di Grillo. Il web è una zona franca dove scrivono tutti, anche i troll dei partiti camuffati da “base di 5 Stelle”. I partiti dell’ammucchiata Monti non vedono l’ora di rimettersi insieme per evitare le urne, cioè un altro balzo di Grillo. Ma hanno un problema: i loro elettori. Il Pd finge di dialogare con M5S, per poi allargare le braccia: “Purtroppo Grillo non vuole e ci costringe alla grande coalizione per eleggere il Presidente, tranquillizzare i mercati, lo spread e l’Europa”. D’Alema ha già avviato contatti con Letta, prigioniero di quella Bicamerale mentale che lo porta a una continua coazione a ripetere. Grillo sa che lì si andrà a parare e deve evitare di restare col cerino in mano: cioè di essere additato domani come il colpevole dell’inciucione o di nuove elezioni. Perciò ricorda ossessivamente il programma di M5S e sfida i partiti a farlo proprio. Ora, per smascherare il bluff, deve fare un passo in più: presentare un papello semplice, fattibile e al contempo rivoluzionario, in cambio dell’uscita dall’aula dei senatori “grillini” che consentirebbe la nascita “condizionata” del governo. Abolire i rimborsi elettorali. Dimezzare i parlamentari e i loro compensi. Legge elettorale maggioritaria con doppio turno francese. Anti-corruzione e anti-evasione con pene doppie e prescrizione bloccata al rinvio a giudizio, nuovi reati come autoriciclaggio, falso in bilancio, collusione mafiosa. Ineleggibilità per condannati, portatori di conflitti d’interessi e concessionari pubblici. Antitrust su tv e pubblicità. Cancellazione di Tav Torino- Lione, Terzo Valico, Ponte sullo Stretto e altre opere inutili, nonché dell’acquisto degli F-35. Ritiro delle truppe dall’Afghanistan. Divieto per ex eletti o iscritti a partiti di entrare nei Cda di banche e fondazioni. Via gli aiuti di Stato a banche, imprese e scuole private. Via le esenzioni fiscali a edifici ecclesiastici e bancari. Ilva e Mps nazionalizzati. Patrimoniale. Reddito di cittadinanza o sussidio di disoccupazione. Tetto alle pensioni d’oro. Abolizione immediata delle province e potatura di consulenze e poltrone delle società miste. Sgravi fiscali alle imprese che assumono giovani. Detraibilità delle spese di sussistenza. Wi-fi libero e gratis. Più fondi a scuola pubblica, università e ricerca. A questo punto possiamo anche svegliarci dal sogno, perché un programma del genere i partiti non se lo possono permettere: si condannerebbero al suicidio. Ma almeno sarebbero costretti ad ammetterlo e tutto sarebbe finalmente chiaro.

Fonte  Il Fatto Quotidiano del 01/03/2013 – Marco Travaglio

MOZIONE ANTIEQUITALIA : RESPINTA!!!

In data Mercoledì 27 Febbraio è stata respinta  al mittente da parte della maggioranza, la mozione presentata dal nostro consigliere comunale Bruno Flavio Martingano, del gruppo “Civico 5 Stelle Quartucciu”.

La nostra è una ferma convinzione proiettata alla tutela  delle fasce più deboli della popolazione di Quartucciu ed alla difesa di un diritto inalienabile:              la prima casa.

La prima casa  è un diritto al quale non si può e non si deve rinunciare, che non può essere  ceduto, trasferito ad altri qualora si manifestino fenomeni imprevisti e non riconducibili alla nostra volontà.

In questo contesto specifico molte persone sono costrette alla disoccupazione  senza poter in qualche modo rimediare in tempi brevi al mancato salario o stipendio, e molte medie / piccole imprese sono in serie difficoltà economiche e non possiamo certamente pretendere dai piccoli artigiani o commercianti  rimborsi  in tempi brevissimi con tassi di interesse da usura: ma se non ce la fanno a sistemere le pendenze fiscali dovute come possiamo pretendere il doppio in pochi mesi.  

Noi non sosteniamo gli evasori fiscali nel modo più assoluto, però vogliamo che le amministrazioni facciano uno sforzo per dialogare con le persone disposte a pagare i propri debiti e le proprie tasse. Riteniamo opportuno che si debba  fare tutto ciò con regole diverse, regole eque che non siano  sempre e solo a vantaggio di una sola delle controparti.   

Quale deve essere la nostra posizione?

Dare alle persone in difficoltà economiche  il definitivo colpo di grazia, pignorando anche quel poco costruito con tanti sacrifici negli anni, spingendo alcune persone  in balia della disperazione più totale   a gesti anche estremi, o cercare in qualche modo di sostenerli,  aiutandoli a riconquistare nel tempo la propria dignità?

Noi, senza ombra di dubbio vogliamo essere dalla parte dei Cittadini alla riconquista della propria dignità !!!

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UNA STELLA AL GIORNO TOGLIE LA CASTA DI TORNO

Economia

  • Introduzione della class action
  • Abolizione delle scatole cinesi in Borsa
  • Abolizione di cariche multiple da parte di consiglieri di amministrazione nei consigli di società quotate
  • Introduzione di strutture di reale rappresentanza dei piccoli azionisti nelle società quotate
  • Abolizione della legge Biagi
  • Impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere con un prevalente mercato interno
  • Vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale
  • Introdurre la responsabilità degli istituti finanziari sui prodotti proposti con una compartecipazione alle eventuali perdite
  • Impedire ai consiglieri di amministrazione di ricoprire alcuna altra carica nella stessa società se questa si è resa responsabile di gravi reati
  • Impedire l’acquisto prevalente a debito di una società (es. Telecom Italia)
  • Introduzione di un tetto per gli stipendi del management delle aziende quotate in Borsa e delle aziende con partecipazione rilevante o maggioritaria dello Stato
  • Abolizione delle stock option
  • Abolizione dei monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia, Autostrade, ENI, ENEL, Mediaset, Ferrovie dello Stato
  • Allineamento delle tariffe di energia, connettività, telefonia, elettricità, trasporti agli altri Paesi europei
  • Riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli sprechi e con l’introduzione di nuove tecnologie per consentire al cittadino l’accesso alle informazioni e ai servizi senza bisogno di intermediari
  • Vietare la nomina di persone condannate in via definitiva (es. Scaroni all’Eni) come amministratori in aziende aventi come azionista lo Stato o quotate in Borsa
  • Favorire le produzioni locali
  • Sostenere le società no profit
  • Sussidio di disoccupazione garantito
  • Disincentivi alle aziende che generano un danno sociale (es.distributori di acqua in bottiglia)

COMUNICATO

 IL MOVIMENTO CIVICO 5 STELLE DI QUARTUCCIU  COMUNICA  AI SOSTENITORI  /  SIMPATIZZANTI  DEL MOVIMENTO 5 STELLE  CHE GRAZIE AL NOSTRO DELEGATO PER IL CENTRO / SUD SARDEGNA BRUNO FLAVIO MARTINGANO ABBIAMO POTUTO NOMINARE  40 SUB DELEGATI FRA GLI ATTIVISTI CHE A LORO VOLTA  POTRANNO NOMINARE I RAPPRESENTANTI DI LISTA IN  180 COMUNI SPARSI SUL TERRITORIO

uno speciale ringraziamento a tutti i sub delegati ed ai rappresentanti di lista che volontariamente collaborano rendendosi  disponibili e grazie al lavoro di tutti possiamo affermare di aver raggiunto un ottimo risultato.” Bruno Flavio Martingano  

1. ABBASANTA
2. ALBAGIARA
3. ALES
4. ALLAI
5. ARBOREA
6. ARBUS
7. ARDAULI
8. ARZANA
9. ASSEMINI
10. ASSOLO
11. ASUNI
12. AUSTIS
13. BARADILI
14. BARESSA
15. BARISARDO
16. BARRALI
17. BAULADU
18. BAUNEI
19. BOLOTANA
20. BONARCADO
21. BOSA
22. BUSACHI
23. CABRAS
24. CAGLIARI
25. CALASETTA
26. CAPOTERRA
27. CARBONIA
28. CARBONIA
29. CARBONIA
30. CARDEDU
31. CARLOFORTE
32. CASTAIADAS
33. COLLINAS
34. CUGLIERI
35. CURCURIS
36. DECIMOPUTZU
37. DONORI
38. DORGALI
39. ELIMI
40. ELMAS
41. FORDONGIANUS
42. FORDONGIANUS
43. GAIRO
44. GAVOI
45. GHILARZA
46. GIBA
47. GIRASOLE
48. GONI
49. GONNESA
50. GONNOSCODINA
51. GONNOSFANADIGA
52. GONNOSNO’
53. GONNOSTRAMAZZA
54. GUAMAGGIORE
55. GUASILA
56. GUSPINI
57. IGLESIAS
58. ILBONO
59. JERZU
60. LACONI
61. LANUSEI
62. LOCERI
63. LOTZORAI
64. MACOMER
65. MAMOIADA
66. MARACALAGONIS
67. MARRUBIU
68. MASAINAS
69. MASULLAS
70. MILIS
71. MOGORELLA
72. MOGORO
73. MONASTIR
74. MONREALE
75. MONSERRATO
76. MONTRESTA
77. MURAVERA
78. NARBOLIA
79. NEONELI
80. NORBELLO
81. NUGHEDDU
82. NUORO
83. NURAGHI
84. NURAGUS
85. NURAMINIS
86. NURECI
87. NURRI
88. NUXIS
89. OLLASTRA
90. OLLASTRA
91. ORGOSOLO
92. ORISTANO
93. ORROLI
94. ORTACESUS
95. ORTUERI
96. ORUNE
97. OSILI
98. PALMAS
99. PAU
100. PAULILATINO
101. PIMMENTEL
102. PISCINAS
103. POMPU
104. PORTOSCUSO
105. PULA
106. QUARTUCCIU
107. QUARTU S.ELENA
108. RIOLA SARDO
109. RUINAS
110. S.ANNA ARRESI
111. S.ANTIOCO
112. S.GIOVANNI SUERGIU
113. SAMASSI
114. SAMATZAI
115. SAMUGHEO
116. SAN BASILIO
117. SAN GAVINO
118. SAN SPERATE
119. SANT’ANDREA FIUS
120. SANTA GIUSTA
121. SANTA VITTORIA
122. SANVITO
123. SARDARA
124. SARROCH
125. SCANO MONTIFERRO
126. SEDILO
127. SELARGIUS
128. SELEGAS
129. SENEGHE
130. SENIS
131. SENORBI’
132. SERRAMANNA
133. SERRENTI
134. SESTU
135. SETTIMO S.PIETRO
136. SEUI
137. SIA PICCIA
138. SIAMAGGIORE
139. SIAMANNA
140. SILANUS
141. SILIQUA
142. SILIUS
143. SIMAXIS
144. SINI
145. SINISCOLA
146. SINNAI
147. SIURGUS DONIGALA
148. SOLARUSSA
149. SOLEMINIS
150. SORGONO
151. SORRADILE
152. SUELLI
153. SUNI
154. TADASUNI
155. TALLANA
156. TERRALBA
157. TERTENIA
158. TORTOLI
159. TRAMATZA
160. TRATALIA
161. TRESNURAGHE
162. TRIEI
163. ULASSAI
164. ULATIRSO
165. URAS
166. URZULEI
167. USSASSAI
168. UTA
169. VILLA S.PIETRO
170. VILLACIDRO
171. VILLAGRANDE
172. VILLAMASSARGIA
173. VILLANOVA
174. VILLAPUTZU
175. VILLASOR
176. VILLASPECIOSA
177. VILLAURBANA
178. VILLAVERDE
179. ZEDDIANI
180. ZERFALIU

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

UNA STELLA AL GIORNO TOGLIE LA CASTA DI TORNO

Energia

Se venisse applicata rigorosamente la legge 10/91, per riscaldare gli edifici si consumerebbero 14 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato calpestabile all’anno. In realtà se ne consumano di più.
Dal 2002 la legge tedesca, e più di recente la normativa in vigore nella Provincia di Bolzano, fissano a 7 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato calpestabile all’anno il consumo massimo consentito nel riscaldamento ambienti. Meno della metà del consumo medio italiano.
Utilizzando l’etichettatura in vigore negli elettrodomestici, nella Provincia di Bolzano questo livello corrisponde alla classe C, mentre alla classe B corrisponde a un consumo non superiore a 5 litri di gasolio, o metri cubi di metano, e alla classe A un consumo non superiore a 3 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato all’anno.Nel riscaldamento degli ambienti, una politica energetica finalizzata alla riduzione delle emissioni di CO2, anche per evitare le sanzioni economiche previste dal trattato di Kyoto nei confronti dei Paesi inadempienti, deve articolarsi nei seguenti punti:

  • Applicazione immediata della normativa, già prevista dalla legge 10/91 e prescritta dalla direttiva europea 76/93, sulla certificazione energetica degli edifici
  • Definizione della classe C della provincia di Bolzano come livello massimo di consumi per la concessione delle licenze edilizie relative sia alle nuove costruzioni, sia alle ristrutturazioni di edifici esistenti
  • Riduzione di almeno il 10 per cento in cinque anni dei consumi energetici del patrimonio edilizio degli enti pubblici, con sanzioni finanziare per gli inadempienti
  • Agevolazioni sulle anticipazioni bancarie e semplificazioni normative per i contratti di ristrutturazioni energetiche col metodo esco (energy service company), ovvero effettuate a spese di chi le realizza e ripagate dal risparmio economico che se ne ricava
  • Elaborazione di una normativa sul pagamento a consumo dell’energia termica nei condomini, come previsto dalla direttiva europea 76/93, già applicata da altri Paesi europei. Il rendimento medio delle centrali termoelettriche dell’Enel si attesta intorno al 38%. Lo standard con cui si costruiscono le centrali di nuova generazione, i cicli combinati, è del 55/60%. La co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, con utilizzo del calore nel luogo di produzione e trasporto a distanza dell’energia elettrica, consente di utilizzare il potenziale energetico del combustibile fino al 97%. Le inefficienze e gli sprechi attuali nella produzione termoelettrica non sono accettabili nè tecnologicamente, nè economicamente, nè moralmente, sia per gli effetti devastanti sugli ambienti, sia perchè accelerano l’esaurimento delle risorse fossili, sia perchè comportano un loro accaparramento da parte dei Paesi ricchi a danno dei Paesi poveri. Non è accettabile di per sè togliere il necessario a chi ne ha bisogno, ma se poi si spreca, è inconcepibile. Per accrescere l’offerta di energia elettrica non è necessario costruire nuove centrali, di nessun tipo. La prima cosa da fare è accrescere l’efficienza e ridurre gli sprechi delle centrali esistenti, accrescendo al contempo l’efficienza con cui l’energia prodotta viene utilizzata dalle utenze (lampade, elettrodomestici, condizionatori e macchinari industriali). Solo in seguito, se l’offerta di energia sarà ancora carente, si potrà decidere di costruire nuovi impianti di generazione elettrica.

Nella produzione di energia elettrica e termica, una politica energetica finalizzata alla riduzione delle emissioni di CO2 anche accrescendo l’offerta, deve articolarsi nei seguenti punti:

  • – Potenziamento e riduzione dell’impatto ambientale delle centrali termoelettriche esistenti – Incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica con tecnologie che utilizzano le fonti fossili nei modi più efficienti, come la co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, a partire dagli edifici più energivori: ospedali, centri commerciali, industrie con processi che utilizzano calore tecnologico, centri sportivi ecc.
  • Estensione della possibilità di riversare in rete e di vendere l’energia elettrica anche agli impianti di micro-cogenerazione di taglia inferiore ai 20 kW
  • Incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica estendendo a tutte le fonti rinnovabili e alla micro-cogenerazione diffusa la normativa del conto energia, vincolandola ai kW riversati in rete nelle ore di punta ed escludendo i chilowattora prodotti nelle ore vuote
  • Applicazione rigorosa della normativa prevista dai decreti sui certificati di efficienza energetica, anche in considerazione dell’incentivazione alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che essi comportano
  • Eliminazione degli incentivi previsti dal CIP6 alla combustione dei rifiuti in base al loro inserimento, privo di fondamento tecnico-scientifico, tra le fonti rinnovabili
  • Legalizzazione e incentivazione della produzione di biocombustibili, vincolando all’incremento della sostanza organica nei suoli le produzioni agricole finalizzate a ciò
  • Incentivazione della produzione distribuita di energia termica con fonti rinnovabili, in particolare le biomasse vergini, in piccoli impianti finalizzati all’autoconsumo, con un controllo rigoroso del legno proveniente da raccolte differenziate ed escludendo dagli incentivi la distribuzione a distanza del calore per la sua inefficienza e il suo impatto ambientale
  • Incentivazione della produzione di biogas dalla fermentazione anaerobica dei rifiuti organici.

UNA STELLA AL GIORNO TOGLIE LA CASTA DI TORNO

Trasporti

  • Disincentivo dell’uso dei mezzi privati motorizzati nelle aree urbane
  • Sviluppo di reti di piste ciclabili protette estese a tutta l’area urbana ed extra urbana
  • Istituzione dii spazi condominiali per il parcheggio delle biciclette
  • Istituzione dei parcheggi per le biciclette nelle aree urbane
  • Introduzione di una forte tassazione per l’ingresso nei centri storici di automobili private con un solo occupante a bordo
  • Potenziamento dei mezzi pubblici a uso collettivo e dei mezzi pubblici a uso individuale (car sharing) con motori elettrici alimentati da reti
  • Blocco immediato del Ponte sullo Stretto  (obiettivo raggiunto!)
  • Blocco immediato della Tav in Val di Susa 
  • Proibizione di costruzione di nuovi parcheggi nelle aree urbane
  • Sviluppo delle tratte ferroviarie legate al pendolarismo
  • Copertura dell’intero Paese con la banda larga
  • Incentivazione per le imprese che utilizzano il telelavoro
  • Sistema di collegamenti efficienti tra diverse forme di trasporto pubblici
  • Incentivazione di strutture di accoglienza per uffici dislocati sul territorio collegati a Internet
  • Incentivazione dei mercati locali con produzioni provenienti dal territorio
  • Corsie riservate per i mezzi pubblici nelle aree urbane
  • Piano di mobilità per i disabili obbligatorio a livello comunale

UNA STELLA AL GIORNO TOGLIE LA CASTA DI TORNO

Informazione

L’informazione è uno dei fondamenti della democrazia e della sopravvivenza individuale. Se il controllo dell’informazione è concentrato in pochi attori, inevitabilmente si manifestano derive antidemocratiche. Se l’informazione ha come riferimenti i soggetti economici e non il cittadino, gli interessi delle multinazionali e dei gruppi di potere economico prevalgono sugli interessi del singolo. L’informazione quindi è alla base di qualunque altra area di interesse sociale. Il cittadino non informato o disinformato non può decidere, non può scegliere. Assume un ruolo di consumatore e di elettore passivo, escluso dalle scelte che lo riguardano.Le proposte:

  • Cittadinanza digitale per nascita, accesso alla rete gratuito per ogni cittadino italiano
  • Eliminazione dei contributi pubblici per il finanziamento delle testate giornalistiche
  • Nessun canale televisivo con copertura nazionale può essere posseduto a maggioranza da alcun soggetto privato, l’azionariato deve essere diffuso con proprietà massima del 10%
  • Le frequenze televisive vanno assegnate attraverso un’asta pubblica ogni cinque anni – Abolizione della legge del governo D’Alema che richiede un contributo dell’uno per cento sui ricavi agli assegnatari di frequenze televisione
  • Nessun quotidiano con copertura nazionale può essere posseduto a maggioranza da alcun soggetto privato, l’azionariato diffuso con proprietà massima del 10%
  • Abolizione dell’Ordine dei giornalisti
  • Vendita ad azionariato diffuso, con proprietà massima del 10%, di due canali televisivi pubblici
  • Un solo canale televisivo pubblico, senza pubblicità, informativo e culturale,indipendente dai partiti
  • Abolizione della legge Gasparri
  • Copertura completa dell’ADSL a livello di territorio nazionale
  • Statalizzazione della dorsale telefonica, con il suo riacquisto a prezzo di costo da Telecom Italia, e l’impegno da parte dello Stato di fornire gli stessi servizi a prezzi competitivi ad ogni operatore telefonico
  • Introduzione dei ripetitori Wimax per l’accesso mobile e diffuso alla Rete
  • Eliminazione del canone telefonico per l’allacciamento alla rete fissa
  • Allineamento immediato delle tariffe di connessione a Internet e telefoniche a quelle europee
  • Tetto nazionale massimo del 5% per le società di raccolta pubblicitaria facenti capo a un singolo soggetto economico privato
  • Riduzione del tempo di decorrenza della proprietà intellettuale a 20 anni
  • Abolizione della legge Urbani sul copyright
  • Divieto della partecipazione azionaria da parte delle banche e di enti pubblici o para pubblici a società editoriali
  • Depenalizzazione della querela per diffamazione e riconoscimento al querelato dello stesso importo richiesto in caso di non luogo a procedere (importo depositato presso il tribunale in anticipo in via cautelare all’atto della querela)
  • Abolizione della legge Pisanu sulla limitazione all’accesso wi fi.

UNA STELLA AL GIORNO TOGLIE LA CASTA DI TORNO

Istruzione

  • Abolizione della legge Gelmini
  • Diffusione obbligatoria di Internet nelle scuole con l’accesso per gli studenti
  • Graduale abolizione dei libri di scuola stampati, e quindi la loro gratuità , con l’accessibilità  via Internet in formato digitale
  • Insegnamento obbligatorio della lingua inglese dall’asilo
  • Abolizione del valore legale dei titoli di studio
  • Risorse finanziarie dello Stato erogate solo alla scuola pubblica
  • Valutazione dei docenti universitari da parte degli studenti
  • Insegnamento gratuito della lingua italiana per gli stranieri(obbligatorio in caso di richiesta di cittadinanza)
  • Accesso pubblico via Internet alle lezioni universitarie
  • Investimenti nella ricerca universitaria
  • Insegnamento a distanza via Internet
  • Integrazione Università/Aziende
  • Sviluppo strutture di accoglienza degli studenti

UNA STELLA AL GIORNO TOGLIE LA CASTA DI TORNO

Salute

L’Italia è uno dei pochi Paesi con un sistema sanitario pubblico ad accesso universali. Due fatti però stanno minando alle basi l’universalità e l’omogeneità del Servizio Sanitario Nazionale: la devolution, che affida alle Regioni l’assistenza sanitaria e il suo finanziamento e accentua le differenze territoriali, e la sanità privata che sottrae risorse e talenti al pubblico. Si tende inoltre ad organizzare la Sanità come un’azienda e a far prevalere gli obiettivi economici rispetto a quelli di salute e di qualità dei servizi.

GRATUITA’ DELLE CURE ED EQUITA’ DI ACCESSO

  • Garantire l’accesso alle prestazioni essenziali del Servizio Sanitario Nazionale universale e gratuito
  • Ticket proporzionali al reddito per le prestazioni non essenziali
  • Monitorare e correggere gli effetti della devolution sull’equità d’accesso alla Sanità

FARMACI

  • Promuovere l’uso di farmaci generici e fuori brevetto, equivalenti e meno costosi rispetto ai farmaci “di marca” (che in Italia costano spesso di più che all’estero) e più sicuri rispetto ai prodotti di recente approvazione
  • Prescrizione medica dei principi attivi invece delle marche delle singole specialità (come avviene ad esempio in Gran Bretagna)

INFORMAZIONE

  • Programma di educazione sanitaria indipendente pubblico e permanente sul corretto uso dei farmaci, sui loro rischi e benefici
  • Politica sanitaria nazionale di tipo culturale per promuovere stili di vita salutari e scelte di consumo consapevoli per sviluppare l’autogestione della salute (operando sui fattori di rischio e di protezione delle malattie) e l’automedicazione semplice
  • Informare sulla prevenzione primaria (alimentazione sana, attività fisica, astensione dal fumo) e sui limiti della prevenzione secondaria (screening, diagnosi precoce, medicina predittiva), ridimensionandone la portata, perchè spesso risponde a logiche commerciali – Sistema di misurazione della qualità degli interventi negli ospedali (tassi di successo, mortalità, volume dei casi trattati ecc.) di pubblico dominio

MEDICI

  • Proibire gli incentivi economici agli informatori “SCIENTIFICI” sulle vendite dei farmaci – separare le carriere dei medici pubblici e privati, non consentire a un medico che lavora in strutture pubbliche di Operare nel privato
  • Incentivazione della permanenza dei medici nel pubblico, legandola al merito con tetti massimi alle tariffe richieste in sede privata
  • Criteri di trasparenza e di merito nella promozione dei primari

ORGANIZZAZIONE

  • Liste di attesa pubbliche e on line
  • Istituzione di centri unici di prenotazione on line
  • Convenzioni con le strutture private rese pubbliche e on line
  • Investire sui consultori familiari
  • Limitare l’influenza dei direttori generali nelle ASL e negli ospedali attraverso la reintroduzione dei consigli di amministrazione

LOTTA PER IL DOLORE

  • allineare l’Italia agli altri Paesi europei e alle direttive dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nella lotta al dolore. In particolare per l’uso degli oppiacei (morfina e simili)

RICERCA 

  • Possibilità dell’8 per mille alla ricerca medico-scientifica
  • Finanziare la ricerca indipendente attingendo ai fondi destinati alla ricerca militare
  • Promuovere e finanziare ricerche sugli effetti sulla salute, in particolare legate alle disuguaglianze sociali e all’inquinamento ambientale dando priorità ai ricercatori indipendenti
  • Promuovere la ricerca sulle malattie rare e spesare le cure all’estero in assenza di strutture nazionali
  • Introdurre, sulla base delle raccomandazioni dell’OMS, a livello di Governo centrale e regionale, la valutazione dell’impatto sanitario delle politiche pubbliche, in particolare per i settori dei trasporti, dell’urbanistica, dell’ambiente, del lavoro e dell’educazione

AMMINISTRATORI PUBBLICI

  • Eliminazione degli inceneritori
  • Introduzione del reato di strage per danni sensibili e diffusi causati dalle politiche locali e nazionali che comportano malattie e decessi nei cittadini nei confronti degli amministratori pubblici (ministri, presidenti di Regione, sindaci, assessori).