NO TAV

A proposito del blitz che ha condotto la Procura di Torino ad arrestare 27 persone per gli scontri in Val di Susa nell’estate scorsa, vorrei che si riflettesse sulle parole del Procuratore Caselli alla stampa, che possono apparire di buon senso, ma che potrebbero avere, del chirurgo, la mania di infilare il bisturi
appena gli si fornisce occasione.

Alla mancanza di politica non si può e non si deve intervenire con gli strumenti giudiziari, ovviamente rivolti verso una sola parte. La Giustizia non deve sostituire la politica, semmai obbligare questa a funzionare, a svolgere il proprio compito di far funzionare le procedure democratiche per le decisioni del caso. Gli strumenti giudiziari non sono omeopatici. La galera, soprattutto nelle condizioni attuali in cui versa, non sono chiacchiere.

Dalla parte di quello strafottuto cantiere è tutto in regola? Nessun
altro, se non i manifestanti, ha avuto responsabilità negli scontri o ha
infranto la legge? Perchè mettere giovani, un barbiere,un consigliere
comunale ed ex brigatisti nello stesso calderone?…senza saper o poter
distinguere non si ha libertà nè di scelta nè di opinione! 
Caselli denunci le carenze e l’assenza della politica anche in questa occasione
come ha fatto in altre e spieghi alla opinione pubblica del perchè di questo calderone unico che pesca, per altro, da una sola parte.

Noi insieme ai 60.000 manifestanti pacifici,  chiediamo risposte da sempre. Risposte che non vengono poichè, ad ora, i sitav sono privi di argomenti.

LA MEMORIA

Nessuna nazione può o deve dimenticare totalmente il suo passato, con tutto ciò che questo comporta.

Oggi però,  non vedo incarichi politici ed educativi più importanti se non quelli di schierarsi dalla parte della vita, di dedicarsi a migliorare il nostro presente ed alla creazione del futuro dei nostri figli e di non preoccuparsi dal mattino alla sera dei propri simboli e dei propri interessi.

FOLLIE!!!

La cantante Beyonce ed il marito il rapper Jay-Z , sono genitori da solo due settimane, ma in pochi giorni hanno già speso un patrimonio in regali per la figlia: un milione e mezzo di dollari!

La coppia ha comprato abiti firmati, un cavallo a dondolo d’oro dal valore di 600,000 dollari e un seggiolone ricoperto di Swarovski dal valore di 15,000 dollari. E giusto per non farle mancare niente hanno anche comprato una casetta con mulino a vento da 30,000 dollari.

Alcuni numeri 

6.400milioni di persone abitano il pianeta

1.300 milioni vivono nel Nord, paesi industrializzati

5.100 milioni vivono nel Sud, paesi poveri, “in via di sviluppo”

1.600 milioni vivono in condizioni peggiori di 15 anni fa

1.442 milioni vivono al di sotto dei livelli di povertà, vale a dire il 25% della popolazione totale

1.300 milioni di persone hanno meno di un dollaro al giorno per vivere, 110 milioni in America, 970 milioni in Asia, 200 milioni in Africa

1.000 milioni sono analfabeti, dei quali600 milioni sono donne

1.000 milioni vivono senza acqua potabile

800 milioni soffrono di denutrizione cronica

500 milioni di donne del mondo vivono in povertà estrema

200 milioni di bambini minori di cinque anni, sono denutriti

11 milioni di bambini muoiono ogni anno per denutrizione

89 paesi versano in una situazione peggiore di dieci anni fa

70 paesi hanno entrate inferiori a quelle che avevano nelle decadi 60 e 70

Nel Sud, c’e’ una media di un medico ogni6.000persone, mentre nel Nord la media e’ di uno ogni350 persone

82,5% percentuale della popolazione mondiale ospitato da Africa, Asia, America Latina e Caraibi

6.000 milioni è il costo annuo addizionale per ottenere l’accesso universale ai servizi sociali basici in tutti i paesi in via di sviluppo

8.000 milioni sono le spese annuali per cosmetici negli USA

9.000 milioni per dare acqua e risanamento per tutti

11.000 milioni sono spesi annualmente per gelati in Europa

13.000 milioni per salute e nutrimento basico

17.000 milioni sono spesi ogni anno per alimentare animali domestici in Europa e negli USA

35.000 milioni spesi in ricreazione da imprese in Giappone

50.000 milioni spesi ogni anno in sigarette in Europa

105.000 milioni spesi in bevande alcoliche in Europa

400.000 milioni all’anno per droghe stupefacenti nel mondo

780.000 milioni all’anno in spese militari nel mondo

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Povertà 

800 milioni di persone non dispongono di cibo sufficiente per condurre delle esistenze normali, sane e attive

850 milioni di persone sono analfabeti

1 miliardo di persone non ha accesso alle risorse di acqua pulita

2,4 miliardi di persone non dispone dei servizi sanitari di base

325 milioni di bambini e bambine non frequenta la scuola

11 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni di età muoiono ogni anno per cause che potrebbero essere evitate

36 milioni di persone sono affette dall’HIV/AIDS

120 milioni di coppie che vorrebbe far uso di metodi contraccettivi non ha la possibilità di farvi ricorso

28% percentuale del tasso di povertà dell’Asia orientale nel 1990

15% percentuale del tasso di povertà dell’Asia orientale nel 1998

418 milioni di persone vivevano in povertà in Asia orientale nel 1990

267 milioni di persone vivevano in povertà in Asia orientale nel 1998

47% percentuale del tasso di povertà dell’Africa sub sahariana nel 1990

49% percentuale del tasso di povertà dell’Africa sub sahariana nel 1998

220 milioni di persone vivevano in povertà in Africa sub sahariana nel 1990

300 milioni di persone vivevano in povertà in Africa sub sahariana nel 1998

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Salute

11 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni di età che muoiono nei paesi in via di sviluppo

70% percentuale della morte di bambini al di sotto dei cinque anni di età che muoiono nei paesi in via di sviluppo causato da malattie diarroiche, da infezioni dell’apparato respiratorio, da malaria, morbillo o malnutrizione

42% percentuale del peso globale delle malattie dovute ai fattori di rischio ambientale che ricade sui bambini al di sotto dei cinque anni di età

10% percentuale dei bambini al di sotto dei cinque anni di età sul totale della popolazione mondiale

6 milioni persone morte a causa di malattie che si sviluppano nell’acqua e dell’inquinamento atmosferico nei paesi in via di sviluppo

25% percentuale di malattie prevenibili causate dalla scarsa qualità dell’ambiente nel mondo

60 milioni di persone hanno contratto l’HIV/AIDS, la quarta principale causa di morte nel mondo

40 milioni di persone colpite dall’HIV/AIDS nel 2001

92% percentuale di persone colpite dall’HIV/AIDS nei paesi in via di sviluppo sul totale mondiale

47 anni aspettativa di vita in Sud Africa nel 2002

70 anni aspettativa di vita in Botswana nel 1979

36 anni aspettativa di vita in Botswana nel 2002

36% percentuale della popolazione adulta colpita dall’HIV/AIDS in Botswana

8,8  milioni di persone che sviluppano una tubercolosi conclamata all’anno nel mondo

1,7 milioni di persone che muoiono a causa della tubercolosi conclamata all’anno nel mondo

99% percentuale di persone colpite della tubercolosi conclamata nei paesi in via di sviluppo sul totale mondiale

1,3 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni morti a causa di malattie diarroiche causate da forniture di acqua non potabile, da impianti fognari inadeguati e da una scarsa igiene nel 2000 nei paesi in via di sviluppo

1 milione di persone muoiono all’anno per la malaria

90% percentuale di persone colpite della malaria nell’Africa sub-sahariana sul totale mondiale

12 miliardi annui perdite economiche causate in Africa dalla malaria

2,2 milioni di decessi annuali di bambini, al di sotto dei cinque anni di età, causati da infezioni respiratorie acute

60% percentuale dei decessi annuali di bambini, al di sotto dei cinque anni di età, causati da infezioni respiratorie acute associato all’inquinamento dell’aria respirata all’interno delle abitazioni (in gran parte derivante dalla combustione di biomasse all’interno di spazi ristretti), alla mancanza di riscaldamenti adeguati e ad altre condizioni di vita poco salubri

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Africa

2,7% quota del commercio mondiale dell’Africa nel 1990

2,1% quota del commercio mondiale dell’Africa nel 2000

5,3 milioni di ettari di foreste persi per deforestazione in Africa ogni anno

40% delle famiglie urbanizzate dell’Africa vive in condizioni di povertà assoluta, con meno di 1 dollaro al giorno

25% diminuita nel corso del passato decennio dell’assistenza ufficiale allo sviluppo (official development assistance ODA) diretta verso la gran parte delle nazioni africane è, e nel caso di sette nazioni, in particolare, si è ridotta in misura superiore al 50%

25 milioni di persone colpite dall’HIV/AIDS nell’Africa sub-sahariana

25 milioni di morti causati dall’AIDS nel continente. Oltre 2 milioni ogni anno

13,2 milioni di bambini africani sono rimasti orfani a seguito dell’epidemia di AIDS

500 persone che dipendono dalla legna da ardere per produrre l’energia di cui hanno bisogno nell’Africa sub-sahariana

93% percentuale nelle nazioni africane dell’energia che serve alle famiglie realizzata bruciando legna e altra biomassa

30% percentuale di bambini, con uno stato di salute potenzialmente sana, morti o colpiti da un qualche grado di invalidità a causa delle infezioni respiratorie acute nell’Africa sub-sahariana

60%  motivi della morte o dell’invalidità  dei bambini, con uno stato di salute potenzialmente sana colpiti da un qualche grado di invalidità a causa delle infezioni respiratorie acute, causate dall’inquinamento atmosferico, nell’Africa sub-sahariana

*I valori monetari sono calcolato in dollari USA.

*Fonti: UNDP (United Nations Development Programme), World Bank, (IPCC) Intergovernmental Panel on Climate Change, UNICEF (United Nations Children’s Fund), UNHCHR (United Nations High Commissioner for Human Rights), ECA (Economic Commission for Africa), ESCAP (Economic and Social Commission for Asia and the Pacific), FAO (Food and Agricoltural Organisation), UNESCO (United Nations Educational Scientific and Cultural Organisation), OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), WMO (World Meteorological Organization), OSCE, WWF, Earth Policy Inst.


Art. 44 – ARRIVANO LE CARCERI PRIVATE

Mentre eravamo tutti intenti a preoccuparci di tassisti, crociere e forconi, guarda guarda cosa ti infilano nel decreto “liberalizzazioni” i nostri amici seduti al governo.

 Una ventina di righe all’articolo 44, mica niente di che, che ancora nessuno ha letto e di cui nessun giornale ha fatto ancora parola.

1. Al fine di realizzare gli interventi necessari a fronteggiare la grave situazione di emergenza conseguente all’eccessivo affollamento delle carceri, si ricorre in via prioritaria, previa analisi di convenienza economica e verifica di assenza di effetti negativi sulla finanza pubblica con riferimento alla copertura finanziaria del corrispettivo di cui al comma 2. alle procedure in materia di finanza di progetto, previste dall’articolo 153 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n, 163 e succesive modificazioni. Con decreto del Ministro della Giustizia, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e dell’economia e delle finanze, sono disciplinati condizioni, modalità e limiti di attuazione di quanto previsto dal periodo precedente, in coerenza con le specificità anche ordinamentali, del settore carcerario.

2. Al fine di assicurare il perseguimento dell’equilibrio economico-finanziario dell’investimento, al concessionario è riconosciuta a titolo di prezzo, una tariffa per la gestione dell’infrastruttura e per i servizi connessi, a esclusione della custodia, determinata in misura non modificabile al momento dell’affidamento della concessione, e da corrispondersi successivamente alla messa in esercizio dell’infrastruttura realizzata ai sensi del comma 1. E’ a esclusivo rischio del concessionario l’alea economico-finanziaria della costruzione e della gestione dell’opera. La concessione ha durata non superiore a venti anni.

3. Il concessionario nella propria offerta deve prevedere che le fondazioni di origine bancaria contribuiscano alla realizzazione delle infrastrutture di cui al comma 1, con il finanziamento di almeno il venti per cento del costo di investimento.

Questo significa che la gestione carceraria, escluse le guardie, è affidata a privati imprenditori. Riuscite ad immaginare cosa significa ciò in Italia, con infiltrazioni mafiose a tutti i livelli ed in special modo nell’edilizia? Che le carceri saranno gestite dai delinquenti. Quelli di serie A, naturalmente, perché quelli di serie B saranno il “prodotto”, ovvero coloro su cui si farà business. Un tot a carcerato. E il carcere, naturalmente, dovrà essere sempre pieno altrimenti non conviene.

Cosa succede quando corporation sempre più potenti, con un indotto in costante aumento, hanno tutto l’interesse perché le persone commettano reati? O quando, con i campi di lavoro, possono pure disporre di manodopera a basso prezzo? Accade che, invece di riflettere su come fare a meno delle prigioni, ci si interroghi invece, e soltanto, su come renderle più coercitive.  Può il carcere sostituire in eterno politiche che mirino a estirpare la criminalità laddove è impossibile che non nasca? Siamo pronti a imboccare un percorso di inclusione, invece che perseguire come unico obiettivo l’esclusione, e per di più a fini di lucro, di intere fette di popolazione?

 Un provvedimento del genere avrebbe meritato un dibattito pubblico in un “Paese normale”. Che una simile cessione di democrazia, di controllo e di libertà da parte dello Stato dovrebbe essere ben conosciuta dai cittadini e dall’opinione pubblica, e non infilata di soppiatto tra gli articoli mentre il gregge è distratto a pensare ai taxi.

LE CINQUE GIORNATE DI PALERMO

Lo sappiamo  come la realtà costruita dai media si manifesti profondamente distonica rispetto al paese reale, fino al punto da costituire un vero e proprio mondo di fantasia, edificato a tavolino, con il solo scopo d’indirizzare l’opinione pubblica, laddove il potere finanziario e politico desidera che essa vada ad incagliarsi.

Non desta pertanto il minimo stupore il fatto che  alcune notizie vengano enfatizzate oltremisura, altre minimizzate, altre ancora semplicemente inventate,  oppure ignorate completamente, senza alcun senso del pudore.

Nonostante questa consapevolezza ha però del grottesco la cortina di omertà calata sulla protesta del movimento dei Forconi e di una composita serie di organizzazioni di autotrasportatori, pescatori, imprenditori agricoli e altre ancora, che da questa notte “sembra” stiano paralizzando parte del traffico della Sicilia, con l’intendimento di protrarre l’agitazione per almeno cinque giorni, e per denunciare l’insosteniblità delle politiche economiche e finanziarie messe in atto e progettate dal governo Monti e più in generale lo stato di profonda prostrazione in cui stanno venendo a trovarsi un numero sempre maggiore di cittadini di questo Paese.
Scrivere “sembra” purtroppo è un esercizio che fa male….
 ma non potrebbe essere altrimenti, dal momento che le uniche notizie relative a quanto sta accadendo in Sicilia sono reperibili sui social network e su qualche blog giornalistico locale . Dove si parla di code agli svincoli delle principali arterie viarie siciliane e di cortei di protesta in alcune città.

I media convenzionali in queste stesse ore tacciono, reputando (e lasciando intendere) che in Sicilia non stia accadendo nulla che meriti attenzione, tutto tranquillo e nessun problema.

Davvero la protesta in questione è una vicenda d’importanza ed incidenza così minimale da non meritare neppure un servizietto di 50 secondi, di quelli che comunemente vengono dedicati perfino al nuovo tatuaggio sfoggiato dal vip di turno?

Oppure anche una piccola scintilla, in quest’Italia che per ordine di partiti e sindacati è condannata  a strisciare silenziosa ed inerme, fa così paura da indurre la necessità di censurarla sul nascere, per non correre il rischio che qualche italiano ritrovi la dignità? 

Forse lo sapremo fra poche ore o forse non lo sapremo mai.  Se i giornalisti ormai hanno disertato, non resta altra speranza, se non quella che pochi volenterosi ne prendano il posto, con la speranza che essi possano raccontare almeno qualche scampolo di verità.
La protesta durerà fino al 20 gennaio. Chissà se si estenderà a bersagli più succulenti, o si finirà come al solito a parlare di “caste”. Anche se la casta dei pastori siciliani non mi pare poi così tremendamente privilegiata.

Qualora non ve importi nulla, sappiate che i Forconi stanno meditando anche di bloccare del tutto il trasporto dei carburanti dalle raffinerie siciliane, che producono ben il 50% della benzina consumata nel nostro Paese, e che dal 23 la protesta potrebbe estendersi a livello nazionale. 

Secondo voi Il Movimento dei Pastori Sardi ed il Popolo delle Partite Iva staranno a guardare?

Scommetto che ora ve ne importa di più.

Comandante di nave

Il Comandante di nave è responsabile delle attività svolte sulla nave, compresa la guida di navi con passeggeri o merci.
 
Il Comandante di nave o Capitano di lungo corso è responsabile della sicurezza della nave, dell’equipaggio, dei passeggeri e del carico.       A lui spetta la direzione di tutte le attività di supervisione, dal reclutamento dell’equipaggio al carico e scarico della merce, dalla verifica degli strumenti di bordo alle manovre. Il Capitano di lungo corso sorveglia inoltre il rispetto delle norme di sicurezza e degli obblighi imposti dalla polizia locale, cura gli adempimenti sanitari e doganali, attende l’autorizzazione dalla Capitaneria di Porto e segue personalmente le manovre. Nel caso di navi mercantili, il Capitano di nave sovrintende alle operazioni di carico e scarico delle merci, si accerta del loro corretto posizionamento, organizza le attività di coperta e di macchina, assegnando all’equipaggio i compiti da seguire e intervenendo in caso di manovre rischiose. Il Capitano di nave rappresenta la nave e l’armatore dal punto di vista giuridico. Nel caso di nave noleggiata, il Capitano di lungo corso si attiene agli ordini del noleggiatore e guida la nave in sicurezza, tenendo conto delle condizioni meteorologiche e dei porti migliori per attraccare. 

 

Competenze

Il Capitano di nave deve prima di tutto conoscere:

  • la meccanica e l’elettromeccanica;
  • la meteorologia, la geografia e la climatologia;
  • le caratteristiche delle imbarcazioni ed il loro funzionamento;
  • i sistemi di comunicazione specifici per la navigazione;
  • le tecniche di sopravvivenza in mare;
  • le procedure antincendio e di pronto soccorso;
  • il Codice della Navigazione;
  • il diritto internazionale e le norme internazionali di sicurezza;
  • una lingua straniera, preferibilmente l’inglese.

Egli di conseguenza deve:

  • saper usare perfettamente la strumentazione di bordo (bussole, radar etc);
  • saper gestire i dispositivi di salvataggio;
  • rispettare le norme di sicurezza e prevenzione;
  • possedere attitudine al lavoro di gruppo e doti di leadership;
  • avere idoneità fisica, autocontrollo, capacità di analisi ed autonomia di decisione;
  • essere disponibile  ad orari irregolari e notturni e  ai frequenti spostamenti.

Situazione di Lavoro

Il Comandante di nave lavora alle dirette dipendenze di un Armatore, un Noleggiatore o una compagnia di navigazione, con un contratto a tempo indeterminato o determinato dal periodo d’imbarco. Indossa un’uniforme e opera su  navi di qualsiasi tipo (passeggeri, crociera, diporto, rimorchio). La sua strumentazione è costituita da radar, bussole e sistemi di controllo. Il Capitano di nave è in contatto con le Capitanerie di Porto, le autorità consolari e coordina le attività dell’equipaggio. Come tutti i lavoratori marittimi è soggetto a condizioni meteorologiche mutevoli e a lunghe trasferte. Anche godendo della massima autonomia, il Capitano di lungo corso deve essere disponibile in caso di emergenza 24 ore su 24, insieme agli altri ufficiali che si alternano con turni di 8 ore.

 

Ancora rincari su luce e gas

Il 2012 si apre con pesanti effetti sulle bollette di luce e gas. All’aumento dei prezzi di energia elettrica e metano, registrato lo scorso autunno, si aggiunge un nuovo salasso per le tasche degli italiani. La corrente aumenta mediamente del 4,9%, mentre il gas del 2,7%. 

Per quanto riguarda il mercato elettrico, l’inizio del nuovo anno coincide anche con la definitiva introduzione della tariffa bioraria per tutti i clienti del mercato tutelato, cioè per tutti gli utenti che non hanno ancora cambiato fornitore e hanno una tariffa della luce totalmente stabilita dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG). Nonostante i consumatori abbiano imparato a utilizzare l’energia elettrica nelle fasce orarie meno care, il prezzo finale in bolletta risulta comunque più alto.
Gli aumenti riguardano tutti
Per una famiglia di 3 o 4 persone (con un consumo annuo stimato di 2700 Kwh), le fonti ufficiali parlano di un incremento nella stima della spesa del 4,9%. 

L’assessorato alla felicità: come ti sorrido mentre spreco soldi pubblici

Chissà che goduria essere cittadini del comune di Ceregnano, provincia di Rovigo. E’ con una certa invidia che noi, comuni mortali, guardiamo alla fortuna dei circa 3.800 residenti, baciati dalla sorte così tanto, da potersi vantare di avere un Comune che offre loro l’Assessorato alla felicità.

Già immaginiamo tutti gli abitanti di Ceregnano gaudenti, spensierati e sorridenti, aprirsi alla vita con letizia, grazie all’iniziativa del loro Comune. Che preso adotterà, per coerenza con la propria indispensabile iniziativa, l’Inno alla Gioia come proprio inno identificativo, insieme al gonfalone.

Com’è che gli altri 8.100 comuni d’Italia, le regioni, le province, lo Stato non ci avevano pensato prima? Un bell’assessorato o un ministero “alla felicità” ed ogni problema era risolto! Lo spread ci opprime, le tasse aumentano, la disoccupazione dilaga, la recessione ci avvolge? L’operato dell’assessorato alla felicità ci conforta e ci rende allegri. Che vuoi che sia la cassa integrazione, il licenziamento, il problema della fine del mese. L’assessore alla felicità saprà sempre darci il colpo di gomito giusto, fare l’ammiccamento e dare il suggerimento giusto per finire pignorati, ma con spensieratezza. 

Si dirà: il solito atteggiamento facilmente ironico e disfattista. 

Ci sarebbe da chiedersi se il comune di Ceregnano, per assicurare la “felicità” dei propri cittadini eviterà di applicare l’Imu, abbatterà le altre imposte, amplierà l’offerta di posti negli asili nido, migliorerà la sicurezza delle strade e delle scuole. Oppure, se pretenderà di scambiare per felicità lo svago prodotto da spettacoli della “locale pro loco”, nonostante tutto.

In fondo, sarebbe da augurarsi che Ceregnano divenga davvero il Bengodi o il paese dei balocchi che pensa di poter essere, grazie all’opera di un assessorato: si meriterebbe proprio che masse di cittadini infelici migrassero lì tutto di un colpo. E così comprendere come la felicità è cosa seria, troppo per poter pensare che sia competenza di un assessorato comunale

IL DISCORSO CHE L’ITALIA MIGLIORE AVREBBE VOLUTO SENTIRE

Molto probabilmente non esistono parole più appropriate per riassumere, in estrema sintesi, il messaggio rivolto agli italiani dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione del consueto discorso di fine anno, Re Giorgio ha preparato con cura il discorso all’Italia, il più importante del suo settennato come presidente della Repubblica.  Anche quest’anno come da rituale i temi toccati sono stati tanti: prima di tutti  un forte richiamo alle responsabilità di ognuno di noi verso l’Europa ed il mondo intero. Eccovi il video integrale.

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L’AUGURIO PER TUTTI E’ PER UN ANNO MIGLIORE,PIU’ BELLO,SENZA PAURE PER IL FUTURO.

BUON ANNO ITALIA