MOZIONE: CONTRO L’ESECUZIONE DEI DISTACCHI DELLE UTENZE IDRICHE IN SITUAZIONI DI MOROSITA’ INCOLPEVOLI

PREMESSO CHE

L’acqua è un bene comune di proprietà collettiva essenziale per la vita.

L’acqua è una risorsa vitale e irrinunciabile, il cui accesso deve essere equamente garantito a tutte e tutti in quanto estensione del diritto alla vita contenuto nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Ogni persona ha diritto ad un quantitativo minimo giornaliero di acqua che l’OMS indica in 50 litri per l’alimentazione e l’igiene personale.

CONSIDERATO CHE

La crisi economica che attraversa tutto il paese sta creando anche nel nostro comune sacche di povertà e che molte famiglie non sono più in grado di pagare i servizi necessari.

L’esecuzione dei distacchi delle utenze idriche è da ritenersi inaccettabile, in quanto lede il diritto fondamentale dell’accesso all’acqua, il quale è da considerare inviolabile ed inalienabile, quindi non assoggettabile a ragioni di mercato.

TENUTO CONTO CHE

il 12-13 Giugno 2011 milioni di Cittadini hanno votato il referendum abrogativo sui quesiti relativi alla gestione del servizio idrico e di fatto hanno espresso una volontà popolare chiara sulla gestione partecipata dell’acqua come risorsa che non deve sottostare alle logiche del profitto.

PRESO ATTO CHE

negli ultimi mesi il gestore del servizio idrico ha proceduto al distacco delle utenze idriche anche laddove si sono verificate situazioni di morosità incolpevole.

VISTO CHE

in diversi casi gli organi giudiziari hanno giudicato non applicabile la misura della sospensione delle utenze idriche. Per citare alcuni casi molto significativi: Il Tribunale di Latina con la sentenza del 13/07/2006 ha giudicato vessatoria e lesiva dei diritti dei cittadini la pratica del distacco della fornitura senza preventiva disamina delle situazioni specifiche e tutela delle fasce deboli. Il Tribunale di Castrovillari ha stabilito che la morosità dell’utente non è una motivazione sufficiente a giustificare il distacco dell’utenza soprattutto perchè in contrasto con l’articolo 2 della Costituzione Italiana (sentenza n.5811 del 30/11/2012). Sempre su questo binario altri Tribunali (Ordinanza del Tribunale di Enna del 9/9/2004, Provvedimento del Tribunale di Tempio Pausania del 6/7/2012, Decreto del Tribunale di Bari, ecc…) hanno affermato che “la sospensione della fornitura di un bene primario come l’acqua appare sproporzionato a fronte di un inadempimento pecuniario”, di fatto delegittimando il meccanismo del distacco dell’utenza.

TENUTO CONTO CHE

il sindaco è responsabile della salute pubblica e che quindi è tenuto a tutelare il diritto di ciascun individuo al minimo vitale giornaliero quale condizione imprescindibile per la realizzazione del diritto fondamentale all’acqua

Il Consigliere del Movimento Civico 5 Stelle di Quartucciu

CHIEDE ALLA SINDACA

ad attivarsi affinché sia difeso e garantito l’approvvigionamento idrico e tutelato il diritto all’acqua a ciascun individuo / utente residente nel Comune di Quartucciu ;

ad impegnarsi per l’individuazione di un metodo per la tutela delle morosità incolpevoli attraverso un fondo dedicato gestito tramite apposito regolamento;

a chiedere formalmente la modifica della Carta dei Servizi ed il Regolamento del Servizio Idrico Integrato del gestore, , specificando chiaramente che non si debba procedere al distacco nel caso di morosità incolpevole.

Quartucciu, 10 Giugno 2014

mozione contro l'esecuzione  dei distacchi delle utenze idriche in situazioni di morosità incolpevole 1 083 mozione contro l'esecuzione  dei distacchi delle utenze idriche in situazioni di morosità incolpevole 2 084

 

 

MOZIONE: DICHIARAZIONE DIRITTO ALL’ACQUA BENE COMUNE UNIVERSALE

PREMESSO CHE

 

L’acqua rappresenta fonte di vita insostituibile per gli ecosistemi, dalla cui disponibilità

dipende il futuro degli esseri viventi.

L’acqua costituisce pertanto, un bene comune dell’umanità, il bene comune universale,

un bene comune pubblico che appartiene a tutti.

Il diritto all’acqua è un diritto inalienabile: l’acqua non può essere di proprietà di nessuno,

bensì bene condiviso equamente da tutti, l’accesso all’acqua deve essere garantito a tutti come

un servizio pubblico.

L’accesso all’acqua deve essere garantito secondo principi di equità, giustizia e rispetto

per l’ambiente.

Il consigliere del Movimento Cittadino Civico 5 Stelle di Quartucciu

 CHIEDE L’IMPEGNO A

 

1. Istituzionalizzare il diritto all’acqua, attraverso le seguenti azioni:

 

riconoscere anche nel proprio Statuto Comunale il Diritto umano all’acqua,

ossia l’accesso all’acqua come diritto umano,universale, inalienabile e lo status dell’acqua

come bene comune pubblico;

confermare il principio della priorità e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che

tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche

e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà;

riconoscere anche nel proprio Statuto Comunale che il servizio idrico integrato è un

servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico

essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i Cittadini,

e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli Artt.31 e 114 del d.lgs.n.267/2000;

incaricare la Commissione Consiliare Statuto e Regolamento al fine di integrare/modificare

lo Statuto secondo le indicazioni sopra specificate ed assegnare alla stessa il termine di

gg.30 per la conclusione dei lavori da sottoporsi all’approvazione del successivo Consiglio 

2. Promuovere nel proprio territorio una Cultura di salvaguardia della risorsa idrica

e di iniziativa per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato

attraverso le seguenti azioni:

 

informazione della Cittadinanza sui vari aspetti che riguardano l’acqua sul nostro territorio,

sia ambientali che gestionali;

contrasto al crescente uso delle acque minerali e promuovere l’uso dell’acqua dell’acquedotto

per usi idropotabili, a cominciare dagli uffici, dalle strutture pubbliche e dalle mense

scolastiche;

promozione di una campagna di informazione/sensibilizzazione sul Risparmio Idrico,

con incentivazione dell’uso di riduttori di flusso, nonché studi per l’introduzione

dell’impianto idrico duale;

promozione attraverso l’informazione, gli incentivi e la modulazione delle tariffe,

della riduzione dei consumi in eccesso;

informazione puntuale della Cittadinanza sulla qualità dell’acqua con pubblicazione delle

analisi chimiche e biologiche in ogni quartiere e frazione;

promozione di tutte le iniziative finalizzate alla ripubblicizzazione del Servizio Idrico

Integrato nel territorio di propria pertinenza.

 

3. Aderire e sostenere le iniziative del Coordinamento Nazionale “ Enti Locali per

l’Acqua Bene Comune e per la ripubblicizazzione del servizio idrico integrato”

 

4. Sottoporre all’Assemblea dell’Ambito Territoriale Ottimale l’approvazione delle

proposte e degli impegni sopra richiamati oltre ai seguenti:

 

sensibilizzareall’importanza della riduzione dei consumi di acqua in eccesso attraverso

informazione, incentivi, nonché attraverso una modulazione della tariffa tale da garantire

la gratuità di almeno 50 litri procapite al giorno.

 

PROPONE INOLTRE

 

di destinare un centesimo al metro cubo di acqua consumata per interventi

di costruzione di strutture di captazione e distribuzione di impianti idrici attraverso

la cooperazione internazionale.

 

Quartucciu, 10 Giugno 2014

mozione dichiarazione diritto all'acqua bene comune universale 1085 mozione dichiarazione diritto all'acqua bene comune universale 2086

 

 

 

 

PREMIO AICA AL FORUM SALVIAMO IL PAESAGGIO

Una piacevole notizia: AICA-Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale il prossimo martedì 3 giugno consegnerà a Torino i tre premi annuali destinati a chi, attraverso le proprie campagne di comunicazione, porta all’attenzione dei cittadini i problemi ambientali, contribuendo alla creazione di una coscienza e di una cultura ambientale. Anche quest’anno il  Premio è suddiviso in tre categorie: “Comunicare ai cittadini fa bene all’ambiente”, il Premio Speciale “Comunicare il Protocollo di Kyoto” ed il Premio alla Carriera “Beppe Comin”. La prima categoria verte ogni anno su un tema specifico che quest’anno sarà “Comunicare il consumo di suolo”. Il nostro Forum nazionale è stato scelto con questa motivazione: Nella categoria: Comunicare ai cittadini fa bene all’ambiente: comunicare il consumo di suolo, il premio è stato vinto dal Forum “Salviamo il Paesaggio”.Il Forum Nazionale “Salviamo il Paesaggio – Difendiamo i Territori” è un aggregato di associazioni e cittadini di tutta Italia (sul modello del Forum per l’acqua pubblica), che, mantenendo le peculiarità di ciascun soggetto, intende perseguire un unico obiettivo: salvare il paesaggio e il territorio italiano dalla deregulation e dal cemento selvaggio. Celebre è la prima campagna nazionale del Forum: il censimento in tutti i Comuni italiani degli edifici sfitti o non utilizzati e rimasti vuoti.

Felicitazioni a tutti (noi ….) !!!
http://civico5stelle.it/wp-content/uploads/2013/02/mozione-salviamo-il-paesaggio-approvata.pdf

 

IL NO DELLA MAGGIORANZA AI COMITATI DI QUARTIERE

La mozione del Movimento Civico 5 Stelle di Quartucciu per la costituzione ed il riconoscimento giuridico dei comitati di Quartiere è stata respinta.

A detta della maggioranza ottenere un riconoscimento giuridico dei comitati di quartiere ammazzerebbe la loro funzione. Sempre secondo loro,  portare i Cittadini a votare dei propri rappresentanti attraverso delle elezioni, non sarebbe poi così democratico  e  che,  un intervento del consiglio comunale orientato  a dare delle norme alla partecipazione dei Cittadini per formare i comitati di quartiere  parrebbe una invasione di  campo .

Noi, del Movimento Civico 5 Stelle di Quartucciu  invece, riteniamo che la costituzione dei comitati  sia uno strumento di  partecipazione democratica messo a disposizione dei Cittadini. La nostra intenzione è quella di creare un tavolo di confronto fra l’amministrazione comunale, i comitati di quartiere ed  una consulta delle associazioni. In questo modo otteniamo  tre elementi che delineano la  comunità di Quartucciu e,  con un riconoscimento ufficiale e giuridico, possiamo pensare di portare avanti un tavolo di lavoro che la  rappresenti.

Riteniamo  che nessuno meglio degli abitanti conosce  in modo approfondito  le difficoltà  del proprio quartiere:  chi vive il proprio quartiere è a conoscenza delle problematiche e sicuramente avrà   dei suggerimenti che potranno essere utili  al miglioramento delle condizioni di vita, e potrà proporre  azioni rivolte alla tutela civica ed ambientale della zona.

Ci sorge un dubbio:

non è che alla attuale maggioranza può risultare inconveniente  confrontarsi con un gruppo di Cittadini organizzati, riconosciuti e con una valenza numerica importante rispetto al singolo Cittadino che attualmente va a protestare,   certamente più facile da gestire?

mozione per la costituzione comitati di quartiere

Deliberazione Mozione per costituzione e riconoscimento giuridico dei comitati di quartiere respinta

 

 

MOZIONE A FAVORE DI AZIONI DI PREVENZIONE AL FENOMENO DELLA LUDOPATIA

PREMESSO CHE

 

La sempre più grande diffusione del gioco d’azzardo autorizzato nel nostro Paese sta alimentando una vera e propria patologia quale la ludopatia (o gioco d’azzardo patologico – GAP). Patologia riconosciuta anche dall’Organizzazione mondiale della sanità.

La ludopatia è una patologia da dipendenza sempre più diffusa nella nostra società e che colpisce spesso anche i più giovani. Chi è affetto da questa patologia può arrivare a trascurare lo studio o il lavoro esponendosi a gravi conseguenze personali, familiari e sociali.
Essa colpisce sempre di più i Cittadini e le famiglie economicamente più deboli portandoli quasi sempre a peggiorare le proprie condizioni.

 

L’Italia è il primo Paese europeo, il terzo al mondo, nella spesa nel gioco d’azzardo. I dati presentati dal “Manifesto dei Sindaci per la legalità contro il Gioco d’azzardo”parlano di 100 miliardi di fatturato all’anno, pari al 12% della spesa delle famiglie italiane, al 15% del mercato europeo del gioco d’azzardo, al 4,4% del mercato mondiale. E ancora: 15 milioni di giocatori abituali3 milioni a rischio patologico, circa 800.000 i giocatori già patologici e in 5-6 miliardi l’anno il costo necessario a curare i dipendenti dal gioco patologico.

Secondo il Ministero della Salute (2011), la popolazione italiana totale è stimata in circa 60 milioni di persone di cui il 54% sarebbero giocatori d’azzardo. La stima dei giocatori d’azzardo problematici varia dall’1,3% al 3,8% della popolazione generale mentre la stima dei giocatori d’azzardo patologici varia dallo 0,5% al 2,2%.

Il gioco d’azzardo è una delle  pochissime realtà economiche  a non subire gli effetti della crisi in atto, con 100 miliardi di fatturato e 15 milioni di giocatori abituali è la 3° industria italiana;

nel nostro Paese sono state installate circa 400.000 slot-machine, in 6.181 locali, 15 milioni di giocatori abituali di cui  circa 800 mila i giocatori già patologici.
Occorrono 5-6 miliardi  per curare i dipendenti da gioco patologico;

 

CONSIDERATO CHE

 

Un’amministrazione comunale dovrebbe tutelare la società del proprio territorio anche da tutte  le  forme  di  compulsività  che  creano  danno  ai  singoli  Cittadini  e  alla comunità;

Un’amministrazione comunale deve tutelare e preservare la salute dei Cittadini perché la ludopatia  è una condizione molto seria che può arrivare a distruggere la vita. Durante i periodi di stress o depressione, l’urgenza di dedicarsi al gioco d’azzardo per le persone che ne sono affette può diventare completamente incontrollabile, esponendoli a gravi conseguenze, personali e sociali. La ludopatia può portare a rovesci finanziari, alla compromissione dei rapporti e al divorzio, alla perdita del lavoro, allo sviluppo di dipendenza da droghe o da alcol fino al suicidio. Di recente, il DDL 13/9/2012 n. 158 (art. 5), ha inserito la ludopatia nei livelli essenziali di assistenza (Lea), con riferimento alle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da questa patologia.  Fonte:Ministero della Salute;

tale fenomeno assume una dimensione sempre più vasta interessando anche, e soprattutto,  le fasce economicamente più deboli della popolazione, di tutte le età, portando a volte i giocatori e le famiglie coinvolte verso derive sociali preoccupanti;

le  difficoltà  economiche  attuali  che  stanno  colpendo  anche  il  nostro  territorio,  purtroppo, spingono un numero crescente di persone a cercare una via d’uscita tentando la fortuna con queste illusioni e peggiorando così la loro situazione economica.

 

CHIEDIAMO CHE IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE SI IMPEGNINO A

 

  1. rafforzare l’informazione ai Cittadini, in particolare ai giovani  e  agli  anziani,  in  merito  alla pericolosità  dell’abuso  dei  giochi  che  consentono  vincite  in  denaro  collaborando  con  le associazioni  di  categoria  e  ASL  lasciando  la  libertà  di  promuovere  campagne  informative riguardanti terapie per chi soffre di dipendenza da gioco con vincite in denaro;
  2. di aderire alla campagna raccolta firme per la presentazione della legge popolare sul gioco promossa dal “Manifesto dei Sindaci contro il gioco d’azzardo”, allegato alla presente;
  3. “fare rete” con il territorio per contrastare il fenomeno in crescita in modo che questo genere di attività non venga limitato a Quartucciu  e trasferito nei Comuni limitrofi, invitandoli anch’essi a firmare  il  “Manifesto  dei  Sindaci  per  la  legalità  contro  il  gioco  d’azzardo”;
  4. intraprendere e rafforzare l’azione della Polizia Locale al fine di far rispettare la normativa vigente, in particolare:
  5. far si che venga rispettato il divieto di utilizzo da parte dei minori di 18 anni;
  6. verificare che vengano rispettate le distanze dai luoghi sensibili quali istituti scolatici di qualsiasi grado, centri giovanili, centri anziani, luoghi di culto o altri istituti frequentati principalmente dai giovani e anziani;

Istituire agevolazioni ai titolari di esercizi pubblici che rimuovono slot-machine o videolottery o che hanno scelto di non installarle .

vietare qualsiasi attività pubblicitaria relativa all’apertura o all’esercizio di sale da gioco che prevedono vincite in denaro.

coinvolgere i parlamentari e i consiglieri regionali del territorio per intraprendere azioni nel senso espresso da questa mozione, recependo tutte le normative che sono attualmente allo studio in parlamento; inviare la presente mozione al Presidente del consiglio dei Ministri, ai Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, al governatore della Regione Sardegna ed al presidente del Consiglio regionale ;

sottoporre la presente mozione a tutti i comuni dell’area vasta di Cagliari  al fine di raccogliere l’adesione anche degli altri consigli comunali dell’ hinterland;

http://civico5stelle.it/wp-content/uploads/2013/02/Mozione-a-favore-di-azioni-di-prevenzione-al-fenomeno-della-ludopatia.pdf

http://civico5stelle.it/wp-content/uploads/2013/02/manifesto-dei-sindaci.pdf

Quartucciu, 24 Febbraio 2014 

 

       il  consigliere comunale del” Gruppo Civico    5 Stelle  Quartucciu ”

 

Bruno Flavio Martingano

MOZIONE PROGETTO CASE DELL’ACQUA

PREMESSO CHE

 

l’attuale crisi economica, con il suo portato di disoccupazione, inoccupazione,

bassi salari, aumento di IVA e tasse, inflazione ecc., ha eroso considerevolmente  il potere d’acquisto delle famiglie, beni primari inclusi;

gli Italiani  e gli abitanti di Quartucciu non fanno eccezione, nonostante tutto, si confermano grandi consumatori di acqua minerale imbottigliata, giudicando evidentemente poco sicura e/o non particolarmente gradevole quella  del rubinetto di casa: infatti dopo due anni consecutivi di calo degli acquisti in quasi tutti i settori, gli italiani si confermano ai vertici mondiali e in Europa in fatto di consumi.

Considerando la totalità dei canali di vendita:

moderna distribuzione, dettaglio tradizionale, porta a porta, horeca, catering e vending, la stima complessiva è proiettata verso gli 11,35 miliardi di litri, su una produzione totale di 12,35 miliardi i litri, e pari ad un consumo pro capite di 189 litri, cioè ogni Italiano,  inclusi neonati bambini ecc., spenderebbe almeno 40 euro l’anno in acqua imbottigliata;

Calcolando un consumo giornaliero a persona di 1 litro d’acqua, una famiglia di quattro persone consuma circa 122 litri d’acqua minerale al mese, l’equivalente di 81 bottiglie da 1,5 litri o 61 da 2 litri, con una spesa media di circa 28/30 euro mensili 336/360 euro all’anno.  

 

CONSIDERATO CHE

 

sulla base dei numeri sopra esposti la stessa famiglia di quattro persone consumerebbe 60-80  bottiglie di plastica ogni mese, vale a dire 720-960 bottiglie l’anno; una famiglia di quattro persone, acquistando 960 bottiglie d’acqua da 1,5 litri consuma di fatto  33,6 kg di PET all’anno, ossia 67,2 kg di petrolio e 588 kg d’acqua! una bottiglia di plastica impiega almeno 7 secoli prima di decomporsi! gli Italiani sono primi in Europa e terzi nel mondo (dopo Arabia e Messico) per consumo di bottiglie di plastica.

 

CONSTATATO CHE

 

 negli ultimi anni, si è diffuso un fenomeno interessante che ha riportato in auge le fontane pubbliche negli ambienti urbani. Infatti centinaia di amministrazioni locali, soprattutto del Nord e del Centro Italia, si sono dotate di impianti che offrono al Cittadinanza l’erogazione di acqua potabile trattata, refrigerata e gassata, o completamente gratuita o comunque a prezzi decisamente popolari, quasi sempre non superiori ai 5 centesimi a bottiglia (quasi sempre la gassata);

anche in Sardegna, soprattutto nei piccoli centri, sono stati installati con soddisfazione degli utenti diversi impianti di questo tipo attraverso molti progetti mirati come: “Abba de bidda” (Putifigari, Villaurbana, Villacidro, Morgongiori, Simaxis), “Acqua’ona” (Mandas), “Acqua del Sindaco” (Martis), a Marrubiu o Giba; mentre altri progetti di questo tipo sono già sta finanziati attraverso i POR 2007-2013;

 

TENUTO IN PARTICOLAR CONTO CHE:

 

in un momento di grave crisi come questo, che colpisce in modo particolari realtà povere come la nostra, per le famiglie è importante anche un risparmio di poche centinaia di euro;

un impianto di questo tipo può essere strumento di dialogo tra l’Amministrazione locale e i Cittadini per veicolare una nuova cultura dell’acqua, risorsa di tutti da rispettare e salvaguardare;

un tale impianto contribuisce a promuovere e diffondere il concetto di “mondo sostenibile”;

un simile impianto può diventare un gradevole esempio di arredo urbano, in grado anche di riqualificare zone in questo momento trascurate;

a Quartucciu, questo tipo d’impianti, dal costo non proibitivo, consentirebbe davvero di concretizzare almeno per quanto riguarda questo “Bene Comune” una politica di “km zero”.

 

Alla luce di queste premesse e considerazioni il consigliere del Movimento Civico 5 Stelle di Quartucciu chiede l’impegno della Sindaca e degli Assessori competenti ad adoperarsi con determinazione per istituire apposito capitolo di spesa nel bilancio previsionale anno 2014 per la realizzabilità di uno o più impianti dei tipi suindicati.

http://civico5stelle.it/wp-content/uploads/2013/02/MOZIONE-PROGETTO-CASE-DELLACQUA.pdf

Quartucciu, 24 Febbraio 2014

       il  consigliere comunale del” Gruppo Civico   5 Stelle  Quartucciu ”

 

Bruno Flavio Martingano

 

 

A QUARTUCCIU IL REGISTRO DEI TESTAMENTI BIOLOGICI O DI VITA

In Italia è ora di affrontare questo tema.

Se vogliamo chiamarci nazione civile dobbiamo prendere in considerazione che ci sono persone che possono voler decidere cosa fare della propria vita. Un Paese che si dichiara civile deve dare delle risposte   e  consentire  di esercitare questo diritto “civile”.

Nessuno ha il diritto di imporre una cura se  non espressamente voluta, anche se l’interruzione può significare la morte. E questo non c’entra nulla con l’eutanasia: si chiama consenso informato alle cure.

Se la persona è in condizione di intendere e di volere ha tutto il diritto di rifiutare le cure, anche quelle indispensabili per continuare a vivere. Se però, a causa di  un incidente o per una malattia, non è più in condizione di intendere e di volere, la faccenda si complica non essendo  in grado di dire al medico “no grazie, faccio a meno delle  terapie perché non voglio vivere per anni attaccato ad un sondino”.

In questo malaugurato caso esiste un solo modo, non farsi cogliere impreparati: basta mettere    nero su bianco quando si è lucidi e coscienti, i trattamenti a cui non si vuole  essere sottoposti. Da quando in qua i diritti devono valere  solo per le persone coscienti? Chi non è più cosciente non ha più diritti?  Lo stato vegetativo permanente non è una condizione di vita: è una situazione di non morte, che è peggio della morte stessa.

E poi perchè dobbiamo lasciare a qualcun altro, magari ai nostri figli o ai nostri genitori ,la responsabilità gravosa di decidere per noi ?

Una battaglia per la libera scelta sulle cure non è tale se non si preoccupa non solo della libertà di rinunciare a un trattamento, ma anche della libertà concreta di accedervi. Una rete omogenea di hospice, l’erogazione diretta e gratuita dei farmaci necessari, la valorizzazione del volontariato, l’istituzione di un osservatorio nazionale per le cure palliative, una semplificazione dell’accesso alle terapie del dolore: sono condizioni fondamentali affinché la scelta sulla fine della propria vita possa essere effettivamente e concretamente fondata sulla libertà.

E’ stata accolta la nostra mozione.

deliberazione mozione dei testamenti biologici approvata