TACI E METTITI IN FILA

Ma se la TASI è a tutti gli effetti  la Tassa per i Servizi Indivisibili comunali, fare  la fila per ore alle poste per pagarla  che tipo di servizio sarà?

Abbiamo recepito in questi giorni le importanti novità sul fronte della Tasi, la nuova imposta comunale sugli immobili, la cui prima scadenza, quella relativa alla prima rata, era fissata per il 16 giugno prossimo. L’ultimo consiglio dei Ministri ha approvato il rinvio di questa data al prossimo 16 ottobre, almeno per i Comuni d’Italia che non sono ancora in regola con la presentazione delle aliquote. I Comuni interessati, fra cui il nostro di Quartucciu quindi, dovranno deliberare entro il prossimo 10 settembre 2014 le aliquote e le detrazioni consentite. Per gli altri Comuni, invece, quelli già in regola con le deliberazioni, la data di scadenza prefissata resta quella del 16 giugno 2014. Si tratta di circa 2000 comuni. Nel caso limite in cui il 10 settembre non vi fossero ancora delibere approvate, l’imposta da pagare dovrà essere calcolata con una aliquota base dell’1 per mille entro il 16 dicembre 2014

IL NUOVO CHE AVANZA? LE SOLITE PRIVATIZZAZIONI

27 milioni di italiani hanno già espresso il loro dissenso attraverso i referendum del 2011

 

La ricetta del governo Renzi non cambia nulla e mette in calendario una nuova stagione di privatizzazioni, con il mirabolante obiettivo di incassare 15 miliardi l’anno nei prossimi tre anni. L’attenzione, oltre che sulle grandi aziende partecipate dallo Stato, sarà ancora una volta puntata sui servizi pubblici locali.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua sottolinea come gli esiti referendari siano di fatto disattesi e addirittura contraddetti. 27 milioni di italiane e italiani hanno votato per la gestione pubblica e partecipativa dell’acqua nel 2011, per dire no alla privatizzazione dei servizi pubblici locali e ad oggi nessun Governo ha tradotto in pratica il voto democratico dei cittadini.

E mentre Confindustria annuncia un prossimo progetto di riforma organica dei servizi pubblici locali, i grandi manager finanziari sono pronti a mettersi al lavoro: da Gamberale, amministratore delegato di F2i, che dichiara : “Le privatizzazioni degli asset locali possono rispondere anche alla nuova ondata di interesse da parte degli investitori stranieri in Italia”; al presidente di Cassa Depositi e Prestiti, Bassanini, che dichiara: “Attraverso il fondo strategico siamo disponibili a sostenere con equity il processo di consolidamento delle utility locali”.

Una convergenza delle elites politico-finanziarie con un unico obiettivo: chiudere i conti con la vittoria referendaria sull’acqua e consegnare i beni comuni e i servizi pubblici locali agli interessi dei gruppi finanziari privati.

Se questo è il nuovo che avanza, non c’è molto da aggiungere.

Ancora una volta, in tutto il Paese e in ogni territorio, il movimento per l’acqua saprà produrre resistenza sociale a questi tentativi fino alla completa affermazione di quanto deciso dalla maggioranza assoluta del popolo italiano: fuori l’acqua dal mercato, fuori i profitti dall’acqua.

Roma, 9 Aprile 2014

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

REFERENDUM SULL’EURO

Un referendum sull’euro con lo scopo di far sì che siamo noi Cittadini  a prendere la decisione in modo democratico e poterci  esprimere liberamente se vogliamo proseguire  a stare nella zona euro. Questo chiede Beppe Grillo.

La risposta continua ad essere  che non si può fare perché l’art.75 della Costituzione vieta referendum abrogativi  su accordi  internazionali.
Il Pd con il suo segretariocapodelgoverno Renzie, continuano a proclamarsi  a favore delle regole euro che ci stanno portando all’auto distruzione economica e non solo , mentre  nel vecchio continente  è sempre più diffusa la convinzione  che l’Europa va ripensata. L’ Europa attuale dei banchieri, dei grandi gruppi finanziari e delle lobby non è certo l’Europa dei popoli.

Dobbiamo salvare l’Europa cambiando le regole della Bce e del FM che altrimenti ci porteranno  al disfacimento totale.
Ci hanno  portati ad entrare nell’Euro con una decisione presa senza alcuna consultazione popolare, in seguito il governo del professor  Monti ci ha imposto  l’obbligo del fiscal compact per cui dobbiamo dare 50 miliardi l’anno ogni anno per 20 anni. Ora  Renzie afferma, con sfrontata sicurezza,  che non sforeremo il 3%, perché pur non riducendo  il debito aumenteremo il PIL.

Ma cosa stiamo facendo  per ridurre il debito che ogni mese aumenta di  miliardi? Aumenterà forse il PIL con gli 80  euro dati ad alcuni a fronte di 85.000 ex lavoratori licenziati in più?

Il nostro attuale governo un successo però l’ha ottenuto:   il famoso pareggio del bilancio lo raggiungeremo nel 2016,  con un anno di ritardo rispetto alla tabella di marcia prefissata. Ma siamo consapevoli del fatto  che siamo l’unico Paese europeo ad averlo inserito nella propria Costituzione? Per quale motivo tale impegno??

Le leggi della Bce che si sono trasformate in un cappio al collo per la nostra economia devono essere contestate, ridiscusse, non rimandate.

Se non si può fare un referendum abrogativo per motivi costituzionali, se ne può fare uno CONSULTIVO.
E’ palese che i soliti noti  non vogliono nemmeno questo, perché porterebbe ad  una campagna di informazione che metterebbe in risalto  tutti i  danni causati finora dall’euro e su ciò che potrebbe accadere  se ne uscissimo.

MANGANELLATO UN SENATORE DEL MOVIMENTO

Il senatore del Movimento 5 Stelle Marco Scibona è stato colpito con alcune manganellate dalle forze dell’ordine durante una marcia popolare ad Arquata Scrivia, durante la quale i cittadini hanno ma…nifestato contro la costruzione della Tav.

Finalmente la polizia ha cambiato bersaglio.
Finalmente la polizia si è decisa a manganellare i politici. Certo che iniziare proprio da noi ci sembra un pochino eccessivo…

http://www.beppegrillo.it/videos/0_csmzgc1d.php

fonte Blog di Beppe Grillo

Avete iniziato da quello sbagliato, picchiate gli onesti e i mafiosi vengono scortati?  ( n.d.r.)

I notav lo avevano detto e lo hanno fatto, arrivati al cantiere hanno tagliato le reti del cantiere per una buona parte e le forze dell’ordine presenti in un numero ben superiore alle altre volte hanno caricato e lanciato lacrimogeni provocando diversi feriti, tra cui un signore di 70 anni e per molto poco, il senatore 5 stelle Marco Scibona, che era in prima fila con le mani alzate. Lo hanno manganellato mirando al volto che è riuscito a coprirsi con le braccia, questo nonostante che tutti gridassero “è un senatore”.

fonte notav.info

IL PARAOCCHI

Una sindrome ormai diffusa si aggira in Italia.  Le vittime?  Una moltitudine  di Cittadini.

E’ un paraocchi cautelativo indossato da  coloro che  riescono  ad arrivare in qualche modo alla fine del mese. Serve a trasmettere una estrema sicurezza , a dare una convinzione inconscia e irresponsabile, che si può  godere di una specie di status e che tutto questo si ripeterà all’infinito.

Diventa un dogma: se riesco a sopravvivere oggi ci riuscirò anche domani.

Il paraocchi impedisce  la visuale, o una reale visione della situazione attuale,  soprattutto ai pensionati e ai dipendenti pubblici, che credono fermamente  che la loro pensione o il loro stipendio esisteranno per sempre.
Niente di più falso! Ci  spiace sfatare  questa  loro ferma  quanto arbitraria persuasione.

Prendiamo ad esempio proprio quello che succede oggi in Grecia:  i dipendenti statali  sono stati fra i primi a subire le austerità , con  migliaia di licenziamenti.
Il risultato? Oggi ci sei, con uno stipendio, una pensione o un salario che ti permettono di vivere e di esistere, domani no.

Andiamolo  a spiegare a tutti  quelli che credono nel cambiamento di  Renzi , e dei suoi amici che lo hanno voluto a tutti i costi che cosa ci aspetta!!

Chi ha  buone orecchie non ha  sentito  la voce del populista Grillo urlare.

Chi ha buone orecchie ha sentito la voce di chi vuol essere un megafono che amplifica   le urla  che vengono lanciate dalle persone in crisi di sopravvivenza in preda alla disperazione.  Quelle urla si sentono chiaramente.

SOFISTICAZIONI ALIMENTARI

Un’importante inchiesta sulle sofisticazioni alimentari. Come facciamo a essere sicuri della genuinità del cibo quando facciamo la spesa? L’olio extravergine di oliva, il prosciutto italiano, i prodotti biologici, sono sempre quello che dic…hiarano di essere? Le telecamere di Presa Diretta hanno indagato le nuove frontiere delle frodi alimentari tra l’Italia, la Spagna e la Germania: prodotti contraffatti, cibi alterati, il biologico falso, prodotti nocivi o addirittura pericolosi. Presa Diretta ha seguito le inchieste di varie Procure italiane che indagano le frodi in commercio sull’olio d’oliva. Olio acquistato all’estero e poi trasformato in olio italiano ed extravergine, e ancora “olio deodorato” del quale viene modificato sapore e odore e venduto come commestibile  Un enorme giro d’affari criminale che finisce sulle nostre tavole. Presa Diretta racconta il business della contraffazione del prosciutto, uno dei prodotti d’eccellenza del made in Italy alimentare. Prosciutti stranieri sbollati e venduti come italiani, sfruttamento della  mano d’opera e concorrenza sleale da parte degli allevamenti intensivi del nord Europa.
Buona visione

DECRETO BANKITALIA: UE CHIEDE CHIARIMENTI

“La Commissione Ue ha inviato una lettera al Ministero dell’Economia perché vuole capire se, dietro la rivalutazione delle quote di Bankitalia, non ci siano aiuti di Stato agli istituti. Se così fosse, il decreto che rivaluta il capitale di palazzo Koch andrebbe riscritto. Proprio in questi mesi le grandi banche italiane sono sottoposte all’esame sulla qualità e la tenuta dei loro bilanci da parte della Banca centrale europea e dell’Eba. In base all’esame di Bruxelles, i profili di aiuto di Stato potrebbero nascondersi a vari stadi dell’operazione. L’esame della Commissione non sarà solo un atto dovuto, ma una verifica approfondita. E potrebbe tener conto anche della forte irritazione delle banche estere attive in Italia per il trattamento fiscale che il decreto riserva agli azionisti italiani di Bankitalia. Per Intesa Sanpaolo, primo azionista di Bankitalia con il 42,43% del capitale, ci sono in ballo plusvalenze potenziali per oltre 2 mld, mentre per Unicredit (azionista con il 22,11%) circa la metà; per Generali Ass. (6,33%) 300 mln e per Banca Carige (4,03%) 200 mln.” fonte

IL PERCHE’ DELL’AIUTO ALLE BANCHE

Questa primavera l’Unione Europea ha la volontà di creare un’unione bancaria, con delle misure d’ingresso. Nonostante siano stati concessi agli istituti bancari  prestiti al grottesco tasso del’ 1%, finalizzati a comprare i titoli degli Stati che in Europa vanno male sottraendo  circa 16.000 miliardi ai Cittadini, i peggiori 5 titoli in borsa continuano ad essere quelli bancari.

Ora il problema si pone in previsione degli aumenti di capitale che l’Unione Europea chiederà e che le banche non sanno come chiedere ai propri soci, visto il loro stato fallimentare. Le banche italiane rischiano di essere tagliate fuori, perchè è improbabile che i soci abbiano la facoltà di immettere altre risorse ricapitalizzandole. Se le nostre banche non avranno accesso all’Unione bancaria europea non saranno considerate convincenti. La manipolazione e la pesante intromissione politica, i crediti irrecuperabili e gli investimenti in derivati sono fra le cause maggiori che hanno portato ai loro conti in rosso, se vogliamo poi aggiungere i legami clientelari, il numero troppo alto delle agenzie sparse sul territorio, circa il triplo rispetto agli altri paesi dell’UE, agenzie sprecone e lussuose, il quadro è ben definito.

Certo è che anche gli altri istituti bancari come la DeutscheBank  non brillano per efficienza ma la Bce sembra non accorgersene, mentre le nostre banche italiane sono nell’occhio del mirino per i motivi sopra elencati .

Ora qualcuno  ha avuto il coraggio di dire che i 5stelle si sono opposti al decreto “perché non vogliono  la riduzione dell’IMU per gli Italiani”!!!?

La vera violenza l’ha fatta la Boldrini che ha chiuso la bocca all’opposizione.

DECRETO IMU – BANCA D’ITALIA

[29/01/2014] di Ferdinando Imposimato

Si tratta di stabilire se, pur di non pagare l’IMU, gli italiani saranno costretti a sborsare somme ancora più rilevanti nel medio e lungo termine, per salvare banche in crisi, con la copertura di Bankitalia. Il problema maggiore è che esiste un clamoroso e non risolto conflitto di interessi che affligge Bankitalia.

Il  decreto IMU – Banca d’Italia

Il decreto    non riguarda  solo  l’IMU, ma  prevede un  aumento di capitale   diretto a salvare   le banche azioniste di Bankitalia,  a danno dei cittadini.  Si tratta di una scandalosa rivalutazione delle quote di Bankitalia  da 156.000 euro a 7.5 miliardi di euro: una donazione miliardaria alle banche a spese dei  cittadini ,  che aumenterà il valore patrimoniale  delle  partecipazioni delle banche proprietarie  della Banca d’Italia. Per cui sembra sacrosanta la battaglia parlamentare  del M5S contro il decreto ,nel silenzio di coloro  che dimenticano che la Carta si difende anche  tutelando  i risparmiatori e le piccole e medie imprese .

Banca d’Italia non è una istituzione pubblica  autonoma e garante solo dei  diritti dei risparmiatori, ma un soggetto controllato da privati .  Azionisti della Banca d’Italia sono Intesa San Paolo, Unicredit, MPS, INPS, Carige e  altre Casse di Risparmio,  istituti  alcuni dei quali coinvolti  negli  scandali che hanno avuto come vittime  ignari cittadini. A guardare la borsa, dei cinque peggiori  titoli del 28 gennaio  2014 , ci  sono anche banche azioniste della Banca d’Italia, come il Monte Paschi che  ha perso il 3, 3 per cento.   Se così stanno le cose ,  il decreto Imu-Bankitalia è truffaldino. La prassi di mescolare in un unico provvedimento materie diverse ha il sapore di un ricatto inaccettabile. Si tratta di stabilire se, pur di non pagare l’IMU, gli italiani saranno costretti a sborsare somme ancora più rilevanti nel medio e lungo termine, per salvare banche in crisi, con la copertura di Bankitalia. Il problema maggiore è che esiste un clamoroso e non risolto conflitto di interessi che affligge Bankitalia. Gli scandali Parmalat e bond Argentini e la mancata  soluzione dei problemi emersi con  danno dei risparmiatori ( coi bond Argentini, Parmalat , Cirio e l’Antonveneta), derivarono  da situazioni confliggenti  in cui versava la  Banca d’Italia. Che da un lato  svolgeva compiti  di vigilanza e controllo sugli istituti di credito; dall’altro era  di proprietà degli istituti di credito  che avrebbe dovuto controllare (ex banche pubbliche divenute private); e infine era organo di tutela dei risparmiatori  cui la Costituzione  assegna una speciale protezione all’art 47 :<< La Repubblica incoraggia e  tutela il risparmio  in tutte le sue forme>>. A questo si aggiunse  un altro paradosso. Che il  Cicr.  ( il comitato  per il credito e il risparmio), organo che doveva controllare  la  regolarità della condotta del  Governatore della Banca d’Italia, era composto dallo stesso  Governatore che avrebbe  dovuto essere controllato dal Cicr , ma anche  dai rappresentanti delle banche controllate, comproprietarie della Banca d’Italia,  e di Ministri che  avevano  interesse a favorire finanziamenti localistici, aperture di sportelli, prestiti a gruppi di clientes,  e roba del genere. Un guazzabuglio reso possibile da leggi non leggi  e carenze di leggi, che non contrastavano i gravi conflitti tra interessi pubblici e privati.  Il dissesto Parmalat giunse dopo due truffe colossali in danno dei risparmiatori, i bond Cirio e i titoli argentini, con 23 miliardi di euro bruciati. Con l’amara sensazione per  gli investitori di non potersi difendere. La SEC (Security and Exchange Commission) descrisse  il caso Parmalat come “una delle più grandi e spudorate frodi finanziarie della storia”. Fu  l’inchiesta della magistratura milanese a costringere il Governo a varare una legge sul risparmio che eliminò  in parte questi conflitti. Le operazioni truffaldine  furono  il risultato di controlli pressoché inesistenti di Banca d’Italia. Ma anche di CONSOB, borsa, sindaci, revisori dei conti e agenzie di rating   che non  funzionarono e non garantirono, come dovevano, un reticolo di trasparenza e affidabilità. Gli organi di controllo  erano un costosissimo apparato di supporto per una miriade di delitti (aggiotaggio, insider trading, truffa, falso in bilancio, bancarotta fraudolenta, riciclaggio) al confronto dei quali i reati del crimine organizzato appaiono  poca cosa.  Dalle indagini sugli scandali Parmalat e Cirio  vennero fuori nomi di politici di destra, sinistra e centro. Si trattava di Ministri in carica, ex Ministri, ex Presidenti del Consiglio di centro,  destra e  sinistra,  ex Presidenti della Repubblica, parlamentari e portaborse.  In questo caso la par condicio  venne  rispettata rigorosamente. A muovere la macchina della corruzione  fu un ceto politico arrembante,  con l’appoggio di  potentissimi banchieri.    E come in passato,  i finanziatori   furono i soli capri espiatori, mentre i politici restarono indenni.  Certamente la depenalizzazione surrettizia del falso in bilancio ,  i condoni a raffica e la mancanza di controlli  hanno alimentato  il crac Parmalat e Cirio e quello del BPI e della  Banca d’ Italia.  La spinta maggiore è venuta dalla certezza della impunità: la facilità con la quale aggiravano i controlli, si infilavano tra le pieghe delle leggi, negli ambienti politici e finanziari e nelle banche . Le operazioni truffaldine sono state compiute con il concorso dei Governi . Che  diedero un avallo formidabile alle frodi di Parmalat e Cirio con una politica criminogena fondata sulla depenalizzazione del falso nei bilanci, sulla legittimazione dei  fondi neri, sui condoni  sui capitali illeciti, sulle evasioni fiscali, sulla legge ex Cirielli che prevede la prescrizione  breve di delitti gravissimi. Ma le operazioni  furono anche il risultato di controlli pressoché inesistenti o compiacenti di Banca d’Italia, in primis.

BONIFICI E ADDEBITI: COSA CAMBIA CON IL SISTEMA SEPA

Dal 1° febbraio 2014 non ci sarà più distinzione tra pagamenti nazionali ed esteri effettuati con bonifici, carte di pagamento e addebiti diretti su conto corrente. Avrai sicuramente già ricevuto una lettera della tua banca che ti annuncia il passaggio al Sepa, ma come funziona questo sistema e cosa cambia nel rapporto tra banche e utenti? 

Un nuovo sistema di pagamenti

Avrai sicuramente già ricevuto una lettera della tua banca in cui ti viene comunicato che dal 1° febbraio 2014 verrà effettuato il passaggio dall’attuale sistema di pagamento tramite bonifici e Rid (rapporto bancario diretto) al sistema Sepa (area unica dei pagamenti in euro). Ma che cos’è il Sepa e soprattutto cosa cambia nel sistema bancario e nel rapporto tra banche e utenti? Ecco i principali cambiamenti: http://civico5stelle.it/cosa-cambia-nei-conti-correnti/

Nessuna distinzione tra pagamenti nazionali ed esteri

In pratica non ci sarà più distinzione tra pagamenti nazionali ed esteri effettuati tramite bonifici, carte di pagamento e addebiti diretti su conto corrente. Ma in concreto cosa cambia? I bonifici saranno tutti gestiti su un’unica piattaforma secondo caratteristiche tecniche comuni, uniformando i tempi di esecuzione e i costi. Le carte di credito non subiranno alcuna variazione, mentre per quelle di debito si è deciso di far coesistere sulla stessa tessera un circuito nazionale e uno internazionale. L’addebito diretto domestico (Rid) sarà sostituito dall’addebito diretto Sepa (Sdd). In pratica nel vecchio Rid il cliente dava mandato alla propria banca di pagare un certo importo a un determinato soggetto. Ora, invece, con l’addebito diretto Sepa, l’utente darà mandato non più alla sua banca, ma direttamente al beneficiario della somma il quale potrà chiedere alla banca il pagamento. Per quanto riguarda i conti correnti le cose non cambiano. Unico obbligo l’utilizzo del codice Iban sia per i bonifici nazionali che esteri.

Puoi approfittare di questi piccoli cambiamenti generali per riguardare le condizioni contrattuali del tuo conto corrente attuale e magari capire se estive un’alternativa più conveniente.

Fonte altroconsumo